I giovani chiedono. . .

Perché mi tratta così male?

“Spesso [il mio ragazzo] mi incolpa di cose veramente stupide. Eppure non riesco a staccarmi da lui”. — Kathrin.*

“Fuori non si vede [nessuna ferita], ma dentro fa molto male”. — Anna, che è stata schiaffeggiata dal suo ragazzo.

È UNA situazione fin troppo comune: Una ragazza frequenta un ragazzo che sembra il ritratto del fascino e della gentilezza. Un po’ alla volta, però, lui cambia. Parole affettuose lasciano il posto a pungente sarcasmo e sprezzanti critiche. All’inizio la ragazza scusa queste espressioni ritenendole goffe ma affettuose prese in giro. Le cose, però, degenerano secondo uno schema ricorrente: attacchi verbali ed esplosioni di rabbia, seguiti da manifestazioni di profondo rimorso. Sentendosi in qualche modo responsabile del comportamento del partner, la ragazza soffre in silenzio nella speranza che le cose cambino. Ma non cambiano. Il ragazzo comincia a inveire contro di lei e a strillare, e in un attacco di rabbia le dà persino uno spintone. La ragazza teme che la prossima volta arrivi ad alzare le mani.*

In un legame sentimentale caratterizzato da violenza fisica o verbale probabilmente si può diventare il bersaglio di una sequela di critiche, parole offensive ed episodi di rabbia. Ti trovi in questa situazione? (Vedi il riquadro “Alcuni segni premonitori”). In tal caso sarai talmente turbata e imbarazzata da non sapere proprio cosa fare.

Situazioni del genere non sono così insolite come si potrebbe pensare. I ricercatori calcolano che 1 persona su 5 ha subìto qualche forma di violenza da parte del partner. Laddove gli insulti sono considerati una forma di violenza, la proporzione sale a 4 su 5. Contrariamente all’opinione comune, non tutte le vittime sono donne. Stando a uno studio condotto in Gran Bretagna sulla violenza nei rapporti di coppia, il numero degli uomini e delle donne che dicevano di essere stati vittime di abusi ad opera del partner “erano in percentuale quasi equivalenti”.*

Come mai nei rapporti di coppia si verificano questi episodi? Cosa dovresti fare se ti trovassi in una situazione del genere?

Cerca di capire come la pensa Dio

Prima di tutto, devi renderti conto di quanto è grave questa situazione agli occhi di Dio. È vero che le persone imperfette dicono e fanno cose che feriscono altri. (Giacomo 3:2) È anche vero che pure fra coloro che si vogliono bene e hanno un rapporto di fiducia di tanto in tanto ci sono dei disaccordi. L’apostolo Paolo e Barnaba, per esempio, erano cristiani maturi, eppure in un’occasione ebbero “un’accesa esplosione d’ira”. (Atti 15:39) Perciò se stai frequentando qualcuno, talvolta potrebbe crearsi un po’ di tensione.

Inoltre, non sarebbe realistico aspettarti che il tuo ragazzo non ti faccia mai una critica. Dopo tutto state pensando di sposarvi, e se ci sono dei tratti della tua personalità che lo infastidiscono sarebbe buono da parte sua parlartene, non ti pare? È vero, le critiche fanno male. (Ebrei 12:11) Se però scaturiscono dall’amore e vengono fatte in maniera amorevole, non si tratta di una forma di violenza verbale. — Proverbi 27:6.

È tutt’altra cosa, invece, ricorrere a grida, schiaffi, pugni o insulti. La Bibbia condanna “ira, collera, malizia, parlare ingiurioso”. (Colossesi 3:8) Geova prova indignazione quando qualcuno usa il “potere” per umiliare, intimidire o opprimere altri. (Ecclesiaste 4:1; 8:9) Anzi, la Parola di Dio comanda ai mariti di “amare le loro mogli come i propri corpi . . . , poiché nessun uomo odiò mai la propria carne, ma la nutre e ne ha tenera cura”. (Efesini 5:28, 29) Un uomo che usa violenza verbale o maltratta la donna che sta corteggiando non è adatto al matrimonio. Al tempo stesso, egli ha la disapprovazione di Geova Dio.

Non è colpa tua!

Spesso, però, l’aggressore incolpa la vittima. Perciò forse a volte pensi che sia colpa tua se il tuo ragazzo si arrabbia. Ma è probabile che tu c’entri poco o nulla. Spesso capita che un uomo prepotente sia cresciuto in una famiglia dove la violenza o il linguaggio offensivo erano cose normali.* In certi paesi i ragazzi sono influenzati dalla cultura locale, secondo cui l’uomo deve avere un atteggiamento dominante. Anche i coetanei possono fare pressione su un giovane affinché si comporti da macho. Se è un tipo insicuro, potrebbe sentirsi minacciato da qualunque cosa tu dica o faccia.

A prescindere dalla situazione, non sei responsabile delle esplosioni di rabbia di un’altra persona. La violenza, verbale o fisica, non è mai giustificata.

Cambia il tuo modo di pensare

Pur non essendo responsabile di quanto accade, forse dovresti cambiare il tuo modo di vedere le cose. Come mai? Se una ragazza è cresciuta in un ambiente in cui regnavano violenza e insulti, potrebbe considerare normale un comportamento scorretto. Anziché provare avversione per una simile condotta non cristiana, potrebbe tollerarla, forse esserne addirittura attratta. In effetti, alcune vittime di maltrattamenti ammettono di annoiarsi con uomini dai modi troppo gentili. Altre ragazze si illudono di poter cambiare il proprio ragazzo.

Se sei in una situazione del genere, devi ‘essere trasformata rinnovando la tua mente’ a questo riguardo. (Romani 12:2) Tramite la preghiera, lo studio e la meditazione devi prendere a cuore il punto di vista di Geova sulla condotta violenta e considerarla ripugnante. Devi capire che non meriti di essere maltrattata. Coltivare la modestia, la qualità che permette di riconoscere i propri limiti, può aiutarti a comprendere che non sei in grado di cambiare un ragazzo irascibile. Cambiare è sua responsabilità! — Galati 6:5.

In certi casi le ragazze sopportano i maltrattamenti a causa di scarsa autostima. Kathrin, menzionata all’inizio, dice: “Non posso pensare di vivere senza di lui, e nemmeno di trovare qualcuno migliore di lui”. Analogamente, Helga ha detto a proposito del suo ragazzo: “Lascio che mi picchi perché è sempre meglio che non essere notata per niente”.

Queste idee ti sembrano delle buone premesse per una relazione sana? In fondo, puoi veramente amare qualcuno se non sei nemmeno in grado di amare te stessa? (Matteo 19:19) Cerca di sviluppare un sano amor proprio.* Continuare a tollerare i maltrattamenti non ti aiuterà a farlo. Come una ragazza di nome Irena sa per esperienza, sopportare i maltrattamenti può “derubarti dell’autostima”.

Affronta la realtà

Per certuni può non essere facile ammettere che la propria relazione non è sana, soprattutto se ci sono forti sentimenti romantici. Ma non chiudere gli occhi alla realtà. Un proverbio biblico dice: “Accorto è chi ha visto la calamità e va a nascondersi, ma gli inesperti son passati oltre e devono subire la pena”. (Proverbi 22:3) Una ragazza che si chiama Hanna ricorda: “Quando ti innamori di un ragazzo diventi praticamente cieca e vedi soltanto i suoi lati buoni”. Se ti maltratta, però, è importante che tu lo veda per quello che è veramente. E se ti minaccia o ti mortifica, c’è davvero qualcosa che non va. Non cercare di reprimere i tuoi sentimenti scusandolo o incolpando te stessa. L’esperienza insegna che se vengono ignorati, i maltrattamenti non fanno altro che degenerare. Potresti mettere seriamente a repentaglio il tuo benessere.

Naturalmente, la cosa saggia da fare sarebbe quella di non mettersi con una persona che manca di padronanza. (Proverbi 22:24) Perciò se qualcuno che non conosci bene vuole frequentarti è una buona idea cercare di sapere qualcosa sul suo conto. Perché non proponi che all’inizio vi frequentiate in gruppo? In questo modo potresti conoscerlo meglio senza provare troppo in fretta dei sentimenti per lui. Fatti delle domande significative, ad esempio: Chi sono i suoi amici? Che genere di musica, film, videogiochi e sport gli piacciono? I discorsi che fa rivelano interesse per le cose spirituali? Parla con persone che lo conoscono, come gli anziani della sua congregazione. Ti diranno se altri ‘rendono buona testimonianza di lui’ per la sua condotta matura e devota. — Atti 16:2.

Ma cosa puoi fare se hai già una relazione con qualcuno che ti tratta male? Un prossimo articolo risponderà a questa domanda.

[Note in calce]

Alcuni nomi sono stati cambiati.

Questo articolo è rivolto a chi è vittima di violenze verbali e fisiche. Gli articoli “Da parole che feriscono a parole che guariscono” e “Che male c’è a fare i prepotenti?”, nei numeri del 22 ottobre 1996 e del 22 marzo 1997, danno consigli che possono aiutare chi si comporta in questo modo.

Per comodità, in questo articolo parleremo delle vittime dei maltrattamenti al femminile. I princìpi trattati qui si applicano sia agli uomini che alle donne.

Vedi l’articolo “Le radici della violenza verbale”, nel numero del 22 ottobre 1996.

Vedi il capitolo 12 del libro I giovani chiedono... Risposte pratiche alle loro domande, edito dai testimoni di Geova.

[Riquadro a pagina 21]

Alcuni segni premonitori

▪ Quando siete da soli o anche con altri fa spesso commenti sprezzanti su di te, sulla tua famiglia o sui tuoi amici

▪ Di solito ignora i tuoi desideri o i tuoi sentimenti

▪ Cerca di controllare ogni aspetto della tua vita e pretende di sapere sempre dove ti trovi e di decidere per te

▪ Inveisce contro di te, ti spinge, ti strattona, oppure ti minaccia

▪ Cerca di convincerti ad abbandonarti a effusioni inappropriate

▪ Ogni volta che fai qualcosa ti preoccupi che questo non lo irriti in qualche modo

[Illustrazione a pagina 20]

Continui insulti o critiche potrebbero indicare che la relazione non è sana