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  • g93 22/5 pp. 25-27
  • Se quella statuetta potesse parlare!

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  • Se quella statuetta potesse parlare!
  • Svegliatevi! 1993
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Svegliatevi! 1993
g93 22/5 pp. 25-27

Se quella statuetta potesse parlare!

“FA ATTENZIONE! Mi dispiacerebbe se si rompesse!” Questo è ciò che dice di solito Jane quando mi mostra ai suoi amici, specie se uno di loro osa toccarmi. In effetti sono un bene prezioso. E so che tanto John quanto Jane mi tengono in gran conto e mi maneggiano con tanta attenzione. Ma a dire la verità, non vado in frantumi tanto facilmente.

Osservando con i miei occhi delicatamente dipinti le persone che mi ammirano, spesso rido fra me e me dei processi necessari per produrmi. Nessuna creatura umana potrebbe resistere a un trattamento così rigoroso! È una storia interessante.

Un inizio appiccicoso

Il caolino, il mio componente principale, viene macinato insieme a granito bianco e a ceneri d’ossa animali, a cui viene aggiunta acqua. Tutto dev’essere nelle giuste proporzioni. Per mezzo di elettromagneti si estraggono eventuali particelle di ferro che possono trovarsi nell’argilla semiliquida, dopo di che l’acqua viene eliminata e quel che resta somiglia a una massa di plastilina.

L’argilla semiliquida viene quindi spinta in una macchina gigantesca, una sorta di impastatrice, per essere lavorata. Con una pompa da vuoto si estraggono tutte le bolle d’aria, che produrrebbero fratture durante la cottura.

Il ceramista ha fatto un modello che è circa il 13 per cento più grande di come sarò io alla fine. E c’è poco da meravigliarsi! Dopo essere stata tre o quattro volte in forno a temperature che oscillano fra gli 800 e i 1.200°C il mio volume diminuisce! Oh, sì, ci sono ancora mesi di lavoro prima che possa sorridervi come solo io riesco a fare. Ma lasciate che vi racconti qualcos’altro.

I pezzi vengono uniti

Credete che io sia fabbricata in un unico pezzo? La maggioranza delle persone lo pensano, ma nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Vengo colata in molti stampi in gesso che assorbono l’eccesso d’acqua così che l’argilla si solidifichi. Quando infine il ceramista apre gli stampi, io sono tutta smembrata: la testa qui, una gamba là, la gonna accuratamente adagiata da un’altra parte. Oh, come desidero che i miei pezzi vengano messi insieme!

Le mani delicate del ceramista ora mi afferrano. Mi fa piacere che i margini ruvidi lasciati dagli stampi non gli siano passati inosservati. Egli li leviga attentamente, compresa la brutta linea di giunzione della testa. Mi sento già meglio! Con grande perizia congiunge le braccia al corpo, e si accerta che il manicotto sia al posto giusto. Con l’abilità di un chirurgo, il ceramista unisce e salda finché nessuno penserebbe mai che prima ero a pezzetti.

Ora è il momento dell’essiccamento. Poiché non appaiono incrinature rivelatrici, sono pronta per la prova del fuoco. Viene riscaldato il forno in cui vengo introdotta delicatamente insieme a molte altre statuette.

Decorazione

All’ispezione vengo dichiarata la migliore. Ce l’ho fatta, e ora sono in fila per essere portata al reparto decorazione. Sarò ricoperta di una sostanza vetrosa detta comunemente vetrina, per cui dovrò essere immersa in una vasca piena di questo liquido. Poi tornerò nel forno da cui uscirò splendente e scintillante, pronta per ricevere vari strati di colore.

Sono dipinta a mano, per cui non esistono due statuette esattamente uguali. Ci vogliono anni di addestramento e la ragazza che mi dipingerà dice che deve pennellare in modo regolare ma in fretta, altrimenti potrebbero apparire delle righe dove il colore si asciuga.

Vi piacciono i miei occhi? Sono la parte più difficile da fare. Un giorno ho sentito un pittore confidare a un amico che deve tenermi ferma contro il banco, inspirare profondamente e trattenere il respiro finché non abbia pennellato in modo eccezionalmente fine gli occhi, le pupille e le sopracciglia. Gli ho sentito dire che un respiro o qualsiasi altro movimento può rovinare una pennellata in una frazione di secondo.

Così ora sono vestita e mi hanno chiamata Autumn Breeze (Vento d’Autunno). Sul mio piedistallo vengono accuratamente impressi il mio nome e quello del ceramista, quasi un sigillo di garanzia. Un’ultima cottura per fissare il rivestimento e sono pronta per andare in qualsiasi parte del mondo.

Io sono stata destinata al mercato interno e sono rimasta in Inghilterra, dove John mi ha visto, cosa di cui sono contenta. Jane, sua moglie, è stata molto felice quando mi ha ricevuto in regalo in occasione del 25º anniversario di matrimonio. È stato allora che ho sentito Jane dire per la prima volta: “Oh, dobbiamo stare attenti! Mi dispiacerebbe se si rompesse!” Sono contenta di sapere che nelle loro mani sono al sicuro. Ed è così bello recare piacere ed essere apprezzati.

[Immagini a pagina 26]

Il ceramista unisce i vari pezzi della statuetta preparandola per la cottura

L’argilla semiliquida dall’impastatrice passa allo stampo in gesso

Vengono aperti gli stampi

Dopo l’applicazione della vetrina, la statuetta viene dipinta a mano con ripetuti strati di colore

I particolari del viso sono eseguiti con abilità

[Fonte]

Tutte le foto: Per gentile concessione della Royal Doulton

[Fonte dell’immagine a pagina 25]

“Autumn Breeze”, per gentile concessione della Royal Doulton

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