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2 Tessalonicesi — Approfondimenti al capitolo 2Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (edizione per lo studio)
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colui che pratica l’illegalità Qui Paolo si riferisce allo stesso “uomo dell’illegalità” menzionato nel v. 3. (Vedi approfondimento.)
con lo spirito della sua bocca In qualità di “Parola di Dio”, Gesù agisce da principale portavoce di Geova (Ri 19:13; vedi approfondimento a Gv 1:1). Con l’autorità che Geova gli ha concesso nominandolo Re messianico, Gesù dichiarerà i giudizi divini contro tutti i nemici di Dio, incluso “colui che pratica l’illegalità”. (Confronta Isa 11:3, 4; Ri 19:14-16, 21.)
mediante la manifestazione della sua presenza Qui Paolo non si riferisce all’intera presenza invisibile di Cristo, ma a un evento che avrà luogo verso la fine di quel periodo. A quel punto la presenza di Cristo sarà manifesta, chiaramente evidente a tutti (Lu 21:25-28; vedi Glossario, “presenza”). Le parole di Paolo dimostrano che “l’uomo dell’illegalità”, già all’opera nel I secolo, sarebbe stato ancora attivo durante la presenza di Cristo. Questo porta a concludere che l’“uomo” a cui Paolo si riferisce non è un singolo individuo ma un gruppo di persone. (Vedi approfondimento a 2Ts 2:3.) L’esecuzione del giudizio divino sull’“uomo dell’illegalità” renderà chiaro che Cristo sarà presente quale Re e che a quel punto la “grande tribolazione” da lui predetta sarà iniziata (Mt 24:21; vedi Glossario, “grande tribolazione”).
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