Martedì 3 novembre
Ci eravate divenuti cari (1 Tess. 2:8)
Se sei un fratello, per diventare idoneo come anziano devi essere irreprensibile, cioè devi esserti fatto una buona reputazione nella congregazione grazie a una condotta ineccepibile (1 Tim. 3:2). Inoltre, dovresti godere di una buona reputazione agli occhi di quelli di fuori. Chi non è Testimone potrebbe criticare le tue convinzioni religiose, ma non dovrebbe avere nessun valido motivo per mettere in dubbio la tua onestà o la tua condotta (Dan. 6:4, 5). Chiediti: “Ho una buona reputazione sia all’interno che all’esterno della congregazione?” Se sei amante della bontà, cerchi il bene negli altri e li lodi per le loro belle qualità (Tito 1:8). Sei anche felice di fare del bene, andando persino oltre ciò che ci si aspetta. Perché questa qualità è così importante per gli anziani? Perché usano gran parte del loro prezioso tempo per prendersi cura del gregge e per svolgere i loro incarichi (1 Piet. 5:1-3). Questo richiede un notevole impegno, ma dato che amano la bontà, la gioia che provano servendo gli altri supera di gran lunga qualsiasi sacrificio (Atti 20:35). w24.11 20-21 parr. 3-5
Mercoledì 4 novembre
C’è più felicità nel dare che nel ricevere (Atti 20:35)
I servitori di ministero svolgono dei compiti importanti nella congregazione. L’apostolo Paolo apprezzava molto questi uomini leali. Ad esempio, scrivendo ai cristiani di Filippi, mandò in modo specifico saluti anche ai servitori di ministero oltre che agli anziani (Filip. 1:1). Molti fratelli di ogni età sono davvero felici di essere servitori di ministero. Ad esempio, Devan è stato nominato quando aveva 18 anni. Un fratello di nome Luis invece è stato nominato quando aveva da poco superato i 50. Luis esprime i suoi sentimenti, che sono condivisi da molti, con queste parole: “Ritengo sia un enorme privilegio prestare servizio come servitore di ministero, soprattutto se penso a tutto l’amore che la congregazione mi ha mostrato”. Se sei un fratello battezzato e non sei ancora servitore di ministero, potresti porti l’obiettivo di diventarlo? w24.11 14 parr. 1-3
Giovedì 5 novembre
Ti supplico, o Geova, ricorda che ho fatto ciò che era bene ai tuoi occhi (2 Re 20:3)
All’età di 39 anni Ezechia, re di Giuda, si ammalò gravemente. Tramite il profeta Isaia, Geova fece sapere a Ezechia che sarebbe morto (2 Re 20:1). Sembrava che per Ezechia non ci fosse alcuna speranza. Devastato da quella notizia, Ezechia pianse a dirotto e pregò intensamente Geova. Geova fu così toccato dalla supplica e dalle lacrime di Ezechia che amorevolmente gli mandò a dire: “Ho ascoltato la tua preghiera. Ho visto le tue lacrime. Ecco, ti guarisco”. Tramite Isaia, Geova promise misericordiosamente a Ezechia che gli avrebbe allungato la vita e che avrebbe salvato Gerusalemme dagli assiri (2 Re 20:4-6). Stiamo combattendo contro un problema di salute che sembra senza via d’uscita? Rivolgiamoci a Geova in preghiera, perfino in lacrime. La Bibbia ci assicura che “il Padre della tenera misericordia e l’Iddio di ogni conforto” ci conforterà “in tutte le nostre prove” (2 Cor. 1:3, 4). w24.12 23-24 parr. 15-17