Lunedì 12 ottobre
L’uomo è dichiarato giusto solo per mezzo della fede in Gesù Cristo (Gal. 2:16)
Essere dichiarati giusti significa che le accuse contro di noi decadono e che la nostra “fedina penale” viene ripulita. Facendo questo, Geova non viola le sue norme di giustizia. Non ci dichiara giusti in base ai nostri meriti, né condona i nostri peccati. Ma grazie alla nostra fede nel provvedimento dell’espiazione e al fatto che è stato pagato il riscatto, Geova ha una base per cancellare i nostri debiti (Rom. 3:24). Cosa significa questo per ognuno di noi? Quelli che sono stati scelti per regnare con Gesù in cielo sono già stati dichiarati giusti come figli di Dio (Tito 3:7; 1 Giov. 3:1). I loro peccati sono stati perdonati. Non hanno più, per così dire, la fedina penale sporca. E questo li rende idonei a far parte del Regno (Rom. 8:1, 2, 30). Quelli che hanno la speranza terrena sono stati dichiarati giusti come amici di Dio, e i loro peccati sono stati perdonati (Giac. 2:21-23). w25.02 5 parr. 17-18
Martedì 13 ottobre
I tuoi pensieri non sono quelli di Dio, ma degli uomini (Matt. 16:23)
Pensiamo a un’occasione in cui il modo di pensare dell’apostolo Pietro non rispecchiò quello di Geova. Gesù aveva detto agli apostoli che avrebbe dovuto andare a Gerusalemme e lì essere consegnato ai capi religiosi, essere torturato e infine messo a morte (Matt. 16:21). Per Pietro forse era difficile accettare l’idea che Geova avrebbe lasciato che Gesù, la speranza di Israele e il promesso Messia, fosse messo a morte (Matt. 16:16). Pietro prese Gesù in disparte e gli disse: “Sii buono con te stesso, Signore; questo non ti succederà mai” (Matt. 16:22). Il pensiero di Pietro non rispecchiava quello di Geova, e quindi non era in sintonia con quello di Gesù. Pietro avrà senz’altro avuto buone intenzioni, ma Gesù respinse il suo consiglio. Non era volontà di Geova che Gesù si risparmiasse. In quell’occasione Pietro imparò una lezione importante: doveva fare suoi i pensieri di Dio. E lo stesso vale per noi. w25.03 9 parr. 5-6
Mercoledì 14 ottobre
Geova è vicino a quelli che hanno il cuore affranto; salva quelli dallo spirito abbattuto (Sal. 34:18)
Siamo emotivamente provati perché qualcuno di cui ci fidavamo ci ha deluso o tradito? A prescindere da come siamo stati trattati, il nostro Padre celeste ci ama. Davanti a un tradimento possiamo trarre conforto dalle rassicuranti parole di Davide che troviamo nella scrittura di oggi. Un’opera di consultazione dice che l’espressione “quelli dallo spirito abbattuto” può essere resa “quelli che non hanno niente di bello in cui sperare”. Cosa fa Geova per aiutare chi ha subìto una forte delusione e si sente così? Come un Padre amorevole che tiene tra le braccia e conforta un figlio in lacrime, “Geova è vicino” a ciascuno di noi; è compassionevole e pronto ad aiutarci se ci sentiamo schiacciati dal dolore legato a un tradimento o al senso di abbandono. Lui desidera confortarci e lenire il dolore del nostro cuore. Geova ci dà anche delle belle prospettive che ci aiutano a sopportare le difficoltà del presente (Isa. 65:17). w24.12 23 parr. 13-14