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  • La violenza della cristianità si ripercuoterà su di essa?
    La Torre di Guardia 1972 | 15 dicembre
    • secondo le sue proprie leggi e con riguardo verso quelli che vogliono vedere giustizia e pace. Egli fa in modo che la violenza praticata da una persona si ritorca sulla sua propria testa. Conformemente, Egli non si tratterrà per il dolore e la compassione dal porre fine alla cristianità con le sue detestabili pratiche.

      Geova non muterà la sua legge secondo cui ciò che una persona, un’organizzazione o una nazione semina, questo deve pure raccogliere. (Gal. 6:7) Perciò le conseguenze delle infedeli vie della cristianità devono essere recate su di essa, per far mangiare a quel sistema religioso il frutto delle sue proprie azioni. (Prov. 1:30, 31) Geova dichiarò questo principio al suo popolo del patto, Israele, per bocca del profeta Mosè: “Se non farete in questo modo, peccherete per certo contro Geova. In tal caso sappiate che il vostro peccato vi raggiungerà [vi troverà]”. — Num. 32:23, NM; Nardoni.

      GEOVA HA BENIGNAMENTE DATO L’AVVERTIMENTO

      A giudicare dall’atteggiamento che ora sta prendendo piede tra i governanti politici e il popolo, quando verrà la distruzione della cristianità si capirà chiaramente che il detestabile sistema religioso non riceve altro che la sua giusta ricompensa e che non merita pietà. Questo accadde all’ipocrita Gerusalemme. I distruttori babilonesi di Gerusalemme la pensarono così, com’è indicato da ciò che disse la guardia del corpo del re Nabucodonosor al profeta Geremia: “Geova il tuo stesso Dio pronunciò questa calamità contro questo luogo, affinché Geova la facesse avvenire e operasse proprio come ha parlato, perché avete peccato contro Geova e non avete ubbidito alla sua voce. E questa cosa vi è accaduta”. — Ger. 40:1-3.

      La cristianità non potrà mai giustamente gridare a Geova: “Strillone di calamità!” perché disse a Ezechiele di annunciare, pensando sia a lei che all’infedele casa d’Israele:

      “Il Sovrano Signore Geova ha detto questo: ‘Una calamità, una calamità singolare, ecco, viene. Una fine stessa deve venire. La fine deve venire; si deve destare per te. Ecco, viene. Il serto deve venire a te, o abitante del paese, deve venire il tempo, il giorno è vicino. C’è confusione, e non il grido dei monti. Ora, fra breve, verserò su di te il mio furore, e di sicuro porterò a termine la mia ira contro di te, e ti giudicherò secondo le tue vie e recherò su di te tutte le tue cose detestabili. Né il mio occhio commisererà né proverò compassione. Secondo le tue vie recherò su di te stesso, e le tue proprie cose detestabili saranno proprio in mezzo a te; e dovrete conoscere che io, Geova, colpisco’”. — Ezec. 7:5-9, NW.

      Geova ripete l’avvertimento per dargli enfasi e nello stesso tempo aggiunge alcuni significativi particolari. Dice che un “serto” deve circondare la testa di coloro che praticano la falsa religione. Non sarà un ornamento per gli idolatri che festeggiano, ma circonderà la testa di confusione, di calamità. La falsa religione non è capace di unire le persone perché aiutino se stesse, nemmeno contro il comune nemico che deve venire contro di loro. Le grida che allora si udranno non saranno quelle dei festeggiatori religiosi, ma quelle della selvaggia confusione. Sarà il rumore predetto per questo tempo dal profeta Isaia:

      “C’è il suono di un clamore dalla città [di Gerusalemme a quel tempo, e della cristianità], un suono dal tempio! È il suono di Geova che ripaga ai suoi nemici ciò che è meritato”. — Isa. 66:6.

      Gli ostinati, gli alteri che praticano il male pensando che Dio non veda o non si interessi devono sapere che è Dio a chiamarli alla resa dei conti. L’apostolo Paolo parlò nel suo giorno di certi uomini che avevano “deviato dalla verità, . . . e [sovvertivano] la fede di alcuni”. Quindi disse: “Per tutto questo, il solido fondamento di Dio rimane in piedi, avendo questo suggello: ‘Geova conosce quelli che gli appartengono’, e: ‘Chiunque nomina il nome di Geova rinunci all’ingiustizia’”. — 2 Tim. 2:18, 19.

      Quelli dunque che ipocritamente si chiamano cristiani e poi non vivono conformemente devono sapere che non possono praticare l’ingiustizia e rimanere impuniti. Geova Dio deve farglielo sapere, come disse: “Dovrete conoscere che io, Geova, colpisco”. — Ezec. 7:9; si paragoni I Timoteo 1:20.

      LO STRUMENTO MEDIANTE CUI LA VIOLENZA RICADE SU DI ESSA

      Successivamente, Geova, rivelando gli avvenimenti che dovevano verificarsi presto a Gerusalemme, indica pure il mezzo che impiegherà per eseguire il giudizio su di essa. E considerando il parallelo odierno possiamo vedere gli stessi avvenimenti nella cristianità e sapere quale strumento Geova impiegherà per renderla desolata. Dio disse:

      “Ecco, il giorno! Ecco, viene. Il serto è uscito. La verga è fiorita. La presunzione ha germogliato. La violenza stessa si è levata in una verga di malvagità. Non è da essi, né è dalla loro ricchezza; e non è da essi stessi, né è in loro alcuna eminenza”. — Ezec. 7:10, 11.

      Perché Geova richiama ripetutamente l’attenzione sul “giorno”? A causa delle severe calamità che si abbatteranno su tutti quelli che ipocritamente fingono d’essere servitori di Dio, e a causa dell’imminenza di quel “giorno”. Poiché egli dice: “La verga è fiorita”. Cioè la verga della punizione è a portata di mano, disponibile.

      Nel giorno di Ezechiele la “verga” fu la potenza militare babilonese. La sua presunzione aveva “germogliato”. Si era esaltata quale principale Potenza Mondiale e aveva anche presunto di assumere il regno di Dio rappresentato dalla discendenza reale del re Davide a Gerusalemme. Al tempo presente la distruttiva “verga” è rappresentata dagli elementi politici e secolari di questo sistema di cose. — Si paragoni Geremia 50:31, 32.

      Particolarmente dal 1914 E.V. il mondo è entrato in un’èra di violenza. La violenza è divenuta così grande, specialmente nella cristianità, che “si è levata in una verga di malvagità”. La violenza reca la sua propria punizione come con una “verga” per la sua propria malvagità. I religionisti della cristianità hanno seminato un “vento” di violenza e “mieteranno uragano”. (Osea 8:7) Pertanto avrà vigore l’immutabile principio di Dio: “I peccatori son quelli che la calamità insegue, ma i giusti sono quelli che il bene ricompensa”. (Prov. 13:21) Non si trova nessuna “eminenza” agli occhi di Dio fra tali religionisti. Nulla viene dalla loro organizzazione, dalla loro ricchezza o da loro stessi che li esenti dalla punizione meritata.

      EFFETTI DI LUNGA PORTATA

      Geova prosegue mettendo in risalto quanto sarebbero stati tristi e calamitosi quel giorno e i suoi effetti di lunga portata sugli ipocriti religionisti, e dice:

      “Deve venire il tempo, il giorno deve arrivare. Riguardo al compratore, non si rallegri; e riguardo al venditore, non sia in lutto, poiché c’è ardore contro tutta la sua folla. Poiché il venditore stesso non tornerà a ciò che fu venduto, mentre la loro vita è ancora fra i viventi; poiché la visione è per tutta la sua folla. Nessuno tornerà, ed essi stessi non possederanno ciascuno la sua propria vita mediante il suo proprio errore”. — Ezec. 7:12, 13.

      Per i Giudei che erano sotto il patto della Legge questo linguaggio era del tutto comprensibile. Poiché la Legge stabiliva che chi vendeva la sua terra ereditaria, se non era in grado di ricomprarla, l’avrebbe riavuta gratis nell’anno del Giubileo, che ricorreva ogni cinquant’anni. Il linguaggio di Geova significava che il compratore della terra non poteva rallegrarsi sperando di mietere i raccolti da quella terra ogni anno fino al Giubileo. Il “giorno” predetto sarebbe venuto e lo avrebbe strappato dalla terra prima di quel tempo. D’altra parte, l’Israelita che era economicamente costretto a vendere la sua terra non aveva nessun motivo per fare cordoglio non avendo il possesso della sua terra fino al Giubileo. Non sarebbe comunque rimasto a goderla. L’ira di Dio sarebbe stata ‘ardente’ contro “tutta la sua folla”, sia compratori che venditori.

      Anche se alcuni, dopo essere stati portati via dal paese, fossero vissuti fino al successivo anno giubilare, i provvedimenti di quell’anno non sarebbero stati attuati. Perché? Perché Geova aveva decretato che il paese rimanesse desolato per più del ciclo giubilare di cinquant’anni, cioè per settant’anni, protraendosi perciò ben oltre il successivo anno giubilare. Inoltre, quando il paese fosse stato di nuovo occupato, il sistema del Giubileo non sarebbe stato rimesso in vigore. Allora i possedimenti ereditari non sarebbero quindi appartenuti né al compratore né al venditore. Tutti, senza distinzione, sarebbero stati soggetti alla calamità, e neppure attuando un prestabilito progetto, né commettendo alcun “errore” contro Dio o la sua legge, avrebbero potuto possedere “ciascuno la sua propria vita”.

      SMETTONO DI SOSTENERE LA CRISTIANITÀ

      Poiché la cristianità professa d’essere in una relazione di patto con Dio, come lo fu Israele, possiamo applicare ad essa i princìpi delle vie e delle azioni di Dio con Israele e pervenire solo a una conclusione per oggi: Chi si attiene alla cristianità subirà una perdita nel veniente giorno calamitoso. Nelle successive parole che disse a Ezechiele, Geova descrive la situazione di quelli che sostengono la cristianità:

      “Han suonato la tromba e c’è stata una preparazione di tutti, ma non c’è nessuno che vada alla battaglia, perché il mio ardore è contro tutta la sua folla. La spada è di fuori, e la pestilenza e la carestia sono di dentro. Chi è nel campo, morrà di spada, e chi è nella città, lo divoreranno la carestia e la pestilenza stesse. E i loro scampati per certo troveranno scampo e diverranno sui monti come le colombe delle valli, che gemono tutte, ciascuno nel suo proprio errore. In quanto a tutte le mani, continuano a cascare; e in quanto a tutte le ginocchia, continuano a gocciolar acqua. E si sono cinti di sacco, e li han coperti i brividi; e su tutte le facce è la vergogna e su tutte le loro teste è la calvizie”. — Ezec. 7:14-18.

      Come avvenne all’assedio di Gerusalemme, così quando la cristianità sarà assediata dai suoi desolatori, ci sarà grande timore. I suoi membri avranno timore di venire in sua difesa. Anche se si suonerà lo squillo di “tromba”, non comparirà nessun difensore. La cristianità con le sue false religioni dovrà essere annientata. Il rifiuto dei suoi membri di sostenerla scoraggerà i religionisti che subiscono l’attacco. Le loro mani cascheranno per la debolezza; le loro ginocchia goccioleranno per il sudore. Si raderanno, per così dire, la testa facendo cordoglio.

      ABBANDONATE LA CRISTIANITÀ PRIMA CHE COMINCI L’‘ASSEDIO’

      I capi religiosi della cristianità hanno la Bibbia, che condanna la loro linea di condotta e li avverte. Sono a conoscenza degli avvertimenti, ripetuti spesso dai testimoni di Geova. Perciò si applica loro il proverbio: “L’uomo ripreso ripetutamente ma che indurisce il suo collo sarà ad un tratto fiaccato, e senza guarigione”. (Prov. 29:1) Il re Davide d’Israele vide i giudizi di Dio all’opera durante la sua vita e pregò: “L’uomo di violenza, il male stesso gli dia la caccia con ripetuti colpi”. (Sal. 140:11) La violenza della cristianità ricadrà sicuramente su di essa con un effetto devastatore.

      Avete esaminato la storia della cristianità? Credete in un Dio di giustizia? Allora quando vedete levarsi la violenza in ogni parte della cristianità sapete che essa sta per mietere la tempesta come frutto del seme che ha seminato. Se siete in qualche modo affiliato al sistema religioso della cristianità, abbandonatelo ora!

  • Le loro preghiere furono esaudite
    La Torre di Guardia 1972 | 15 dicembre
    • Le loro preghiere furono esaudite

      Molti che oggi sono testimoni di Geova cominciarono un nuovo modo di vivere perché le loro preghiere, o le preghiere dette a loro favore, furono esaudite.

      ● Dagli Stati Uniti giunge questa esperienza: “Un giorno dell’aprile 1970, mi rivolsi a Dio in preghiera, aprendogli realmente il mio cuore. Ricordo che dissi: ‘Caro Dio, aiutami. Se la mia chiesa è nel giusto, accresci la mia fede. Se no, ti prego di mandarmi la verità’.

      “Due giorni dopo la mia preghiera fu esaudita quando trovai una rivista Torre di Guardia alla mia porta. [La rivista era stata lasciata da un Testimone perché non c’era nessuno a casa]. La lessi e il giorno dopo mandai a chiedere il libro La Verità che conduce alla Vita Eterna. Subito dopo cominciai a studiare la Bibbia con un testimone di Geova”.

      Oggi questa donna e due sue figlie adolescenti sono battezzate testimoni di Geova. Esse provano vera gioia condividendo la Bibbia con altri.

      ● A Guadalupa due sorelle carnali si allontanarono l’una dall’altra quando una di esse divenne testimone di Geova. Ogni volta che la Testimone cercava di spiegare alla sorella la sua speranza basata sulla Bibbia, la sorella si adirava. Una volta condusse un’altra Testimone con sé per parlare alla sorella. Sperava che questa Testimone potesse farsi ascoltare da sua sorella. Ma accadde che la sorella si comportò in maniera anche peggiore delle altre volte. Pareva che gli sforzi della Testimone di aiutare la propria sorella ad acquistare accurata conoscenza della Bibbia fossero tutti vani. Quindi ella decise di inviare alla sorella un abbonamento dono alla rivista Svegliatevi! Nel frattempo la Testimone non smise di pregare che i suoi familiari cominciassero a vedere le cose in maniera diversa.

      Infine le cose cambiarono. La Testimone racconta: “Un giorno, mentre mio marito e io stavamo preparandoci per assistere all’adunanza nella Sala del Regno, bussarono alla porta. Chi c’era? La mia sorella carnale! Sì, voleva uno studio biblico. Immaginate la nostra gioia! Ella mi disse: ‘Sono veramente confusa per ciò che accade nella chiesa cattolica; ora voglio sapere’”.

      Da quella volta la sorella cominciò ad assistere alle adunanze dei testimoni di Geova nella Sala del Regno con i suoi figli. Il marito di lei si compiacque dei cambiamenti che faceva mettendo in pratica nella sua vita i consigli della Bibbia.

      Altri parenti della Testimone, fra cui la madre e un fratello, hanno pure cominciato a studiare la Bibbia.

      Questo può davvero essere fonte di incoraggiamento a dare ascolto all’ispirata ammonizione dell’apostolo Paolo: “Esorto perciò, prima di tutto, che si facciano supplicazioni, preghiere, intercessioni, rendimento di grazie riguardo a ogni sorta di uomini . . . Questo è eccellente e accettevole dinanzi al nostro Salvatore, Dio, il quale vuole che ogni sorta di uomini siano salvati e vengano all’accurata conoscenza della verità”. — 1 Tim. 2:1-4.

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