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La felicità della “nazione il cui Dio è Geova”La Torre di Guardia 1969 | 15 maggio
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e con il suo proprio governo territoriale, la nazione degli adoratori del solo vivente e vero Dio era rinata. Ci fu di nuovo una Sion o Gerusalemme come governo nazionale, e questa Sion ebbe i suoi “figli” o abitanti e sudditi che ne sgombrarono e ricoltivarono il territorio, il paese di Giuda. L’adorazione del suo Dio vi fu ripristinata.
GEOVA DIO NON È FRUSTRATO
20, 21. “In un giorno” e “in una volta”, che cosa aveva compiuto Geova, e a rivendicazione di che cosa?
20 Chi aveva mai udito una cosa come questa? Chi aveva mai visto cose come quegli sviluppi nazionali e religiosi? Tutto accadde così all’improvviso, così inaspettatamente, e senza precedenti. Infatti, senza la difficoltà dei dolori di parto, Sion, la terrestre organizzazione di Geova, diede alla luce nel reame della realtà il figlio “maschio” nella forma di un corpo nazionale di persone. Presto, come “in un giorno”, un paese con una designazione nazionale fu generato dalla desolazione. “In una volta” l’Onnipotente Dio Geova fece nascere un’organizzata nazione di persone in un patto con lui, sì, la fece rinascere. Come nel medesimo tempo che dovevano cominciare le doglie Sion l’organizzazione di Geova partorì i “suoi figli”, quelli che formarono il “maschio” della nazione. Che cos’altro era questo se non l’adempimento della profezia di Geova, a rivendicazione della sua parola che non viene mai meno? Egli era responsabile di questa nascita da parte della sua organizzazione terrestre di Sion. Essa doveva avvenire, senza aborto o nascita di bambino morto, esattamente come aveva predetto, dicendo:
21 “‘In quanto a me, farò io rompere e non farò partorire?’ dice Geova. ‘O faccio partorire ed effettivamente faccio chiudere?’ ha detto il tuo Dio”.
22. Chi apparve effettivamente sulla scena a questo sorprendente avvenimento, e per la benedizione di chi?
22 In armonia con queste parole di Isaia 66:9 non doveva esserci nessuna frustrazione dell’Onnipotente Dio Geova all’ultimo momento critico. E la storia documentata dà prova che non ce ne fu. A questo sorprendente avvenimento nessun’altra persona che Geova apparve sulla scena degli affari internazionali per l’allegrezza di quelli ‘che tremano alla sua parola’. Mentre i loro ostili persecutori religiosi erano svergognati, quale vera causa d’indicibile felicità ebbe la rinata nazione “il cui Dio è Geova”! La “gioia di Geova” fu la loro fortezza. — Neem. 8:10.
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Il lavoro dei primi cristianiLa Torre di Guardia 1969 | 15 maggio
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Il lavoro dei primi cristiani
✔ Nel suo libro The Horizon History of Christianity, Roland H. Bainton dice che i primi cristiani erano limitati in quanto al lavoro che potevano fare. Non volevano immischiarsi nell’idolatria o nella falsa religione sotto nessun aspetto. Bainton, professore di storia ecclesiastica all’Università Yale, scrive:
“Non solo il cristiano non doveva praticare l’idolatria, non doveva contribuire all’idolatria aiutando in alcun modo a fare idoli. Poteva fare lo scultore, ma non poteva scolpire le immagini degli dèi. Si limitava perciò agli aspetti decorativi delle tombe o dei monumenti, ma anche in questo caso non poteva scolpire un leone, una balena, o un toro — né indorare alcuna figura — se rappresentava un dio”. — Pag. 64.
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