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Domande dai lettori (3)La Torre di Guardia 1953 | 1° settembre
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fanno gli unti seguaci di Gesù Cristo? Nell’andare con lui alla morte di sacrificio, che cosa devono essi fare riguardo alla loro anima umana? Accettando di sacrificarla essi la odiano, non è vero? Gesù disse: “Chi trova la sua anima la perderà, e chi perde la sua anima per amor mio la troverà.“ (Matt. 10:39, NW) Essi odiano la loro anima, essi la perdono, l’abbandonano; sono disposti di sacrificarla e per sempre rinunziano a tutte le speranze di vivere nella vita terrena del nuovo mondo paradisiaco. Gesù disse che dovevano mettere le loro relazioni terrene allo stesso livello delle loro anime. Devono essere disposti di lasciarle per sempre, lasciare la terra e andare in cielo, e non permettere mai che padre, madre, fratello, sorella, moglie, figli e neanche la loro stessa vita terrena ostacoli la loro osservanza della Parola e volontà di Dio. Essi odiano i parenti terreni e la loro stessa vita al punto d’esser disposti di sacrificarli se tale fosse la volontà di Dio e di non permettere mai a loro o alla loro propria vita di ostacolare il fedele compimento delle condizioni stabilite da Geova Dio. Ciò non significa che si debba odiare padre e madre nel comune senso della parola, e nemmeno che si debba odiare il nostro proprio corpo. Noi amiamo noi stessi; similmente dobbiamo amare il nostro prossimo, compresi i membri della nostra famiglia. Ma nulla deve ostacolare il cammino di un unto seguace di Cristo che lascia le scene terrene e i legami terreni per andare in cielo e regnare con Cristo.
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Domande dai lettori (4)La Torre di Guardia 1953 | 1° settembre
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Domande dai lettori
◆ Hanno le “altre pecore” tanto spirito del Signore quanto l’unto rimanente, e un intendimento tanto chiaro dei propositi di Geova quanto l’ha il rimanente? — A. M., Colorado.
Se esse sono piene di spirito santo, come potrebbero altre persone averne di più? Se un recipiente è colmo, come ne potrebbe contenere di più? Ambedue le classi debbono essere egualmente fedeli, sotto le medesime condizioni di prova. È soltanto mediante lo spirito di Geova che qualunque di noi può sussistere. Perciò se le “altre pecore” non hanno una porzione uguale dello spirito del Signore, e tuttavia devono sostenere le stesse prove e provare la medesima alta qualità di fedeltà degli unti, esse saranno costrette ad operare sotto condizioni di grande svantaggio nella prova dell’integrità. Geova Dio non le ostacola, ma dà loro un eguale aiuto in prove analoghe. I fedeli uomini dell’antichità avevano lo spirito di Geova, per scrivere le scritture ispirate, per guarire i lebbrosi, per risuscitare i morti, per far scendere la pioggia o causare la siccità, per abbattere templi pagani, per uccidere leoni e orsi, e per compiere molte altre potenti opere possibili solo con l’aiuto o la forza attiva di Dio. Benché non fossero della classe unta, essi erano pieni di spirito santo.
Le “altre pecore” compiono oggi la stessa opera di predicazione del rimanente, sotto le stesse condizioni di prova del rimanente, e manifestano la stessa fedeltà e integrità. Esse si cibano alla stessa tavola spirituale, mangiano lo stesso cibo, assimilano le stesse verità. Essendo della classe terrena, con speranze terrene e con un vivo interesse per le cose terrene, potrebbero interessarsi di più per le scritture concernenti le condizioni terrestri del nuovo mondo; mentre l’unto rimanente, con speranze celesti e un forte interesse personale per le cose dello spirito, potrebbe studiare più diligentemente quelle cose nella Parola di Dio. Quindi a causa di questi diversi interessi personali, le due classi possono mostrare maggiore interessamento in diverse caratteristiche del messaggio, e comprendere di più in quei campi dato il loro particolare studio di essi; tuttavia rimane il fatto che le stesse verità e lo stesso intendimento sono disponibili per entrambe le classi, ed è come gl’individui si applicano allo studio che determina la comprensione delle cose celesti e terrestri ch’essi acquistano. Lo spirito del Signore è disponibile in porzioni eguali per ambedue le classi, e la conoscenza e l’intendimento sono offerti egualmente ad entrambe con eguale possibilità di assimilarli.
Pertanto il fattore determinante anziché essere quello di sapere se uno appartiene alla classe unta o a quella delle altre pecore, sta nell’individuo stesso. Uno può essere più disposto a ricevere lo spirito del Signore e la Sua guida nella vita che un altro, il quale potrebbe estinguere lo spirito non camminando interamente secondo la Sua guida. Uno può dedicare maggior tempo nello studio o avere per natura capacità mentale nell’apprendere maggiore di un altro, il quale potrebbe trascurare lo studio e l’esercizio mentale.
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