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    La Torre di Guardia 1974 | 15 marzo
    • Regno e quali sottosacerdoti. (Riv. 14:1, 3-5) Essi sono un “piccolo gregge” in paragone con i miliardi della terra. (Luca 12:32) Questa selezione cominciò al tempo della presenza di Cristo sulla terra più di 1.900 anni fa. È ovvio che l’elezione di questi si sarebbe infine completata. Alla fine di questo attuale sistema corrotto potremmo attenderci che solo alcuni rimangano sulla terra.

      I fatti del racconto indicano che siamo davvero vicini a tale fine, poiché di questi resta solo un “rimanente”. Come facciamo a saperlo? Considerate queste esigenze: Quelli che professano di essere stati generati dallo spirito, unti con lo spirito come figli di Dio, “partecipi della chiamata celeste” (l’invito al cielo), si son dovuti impegnare unitamente nell’opera che Cristo comandò di fare: “Fate discepoli delle persone di tutte le nazioni”. (Ebr. 3:1; Matt. 28:19, 20) Devono manifestare d’essere nel nuovo patto predicando e insegnando con vigore la buona notizia del messianico regno di Dio quale unico governo che potrà portare e in effetti porterà pace e sicurezza su questa terra. (Matt. 6:10) Questi veri “figli di Dio” non sono parte del mondo, non si immischiano nelle questioni politiche o non cercano grandi ricchezze e preminenza. — Giov. 17:16.

      Questi fratelli spirituali di Gesù fanno inoltre pubblica dichiarazione della loro speranza celeste, partecipando del pane non lievitato e del vino al Pasto Serale del Signore quali partecipi con Cristo, “uniti a lui nella somiglianza della sua morte” in modo da essere anche “uniti a lui nella somiglianza della sua risurrezione”. (Rom. 6:5) Quando considerate la gente religiosa nel mondo, in realtà di queste persone ne trovate pochissime, non è vero?

      OSSERVATORI NON PARTECIPANTI

      Comunque, non tutti i presenti a questa commemorazione prenderanno parte degli emblemi che saranno serviti. Gesù disse: “Ho altre pecore che non sono di questo ovile [del “piccolo gregge”]; quelle pure devo condurre, ed esse ascolteranno la mia voce, e diventeranno un solo gregge, un solo pastore”. (Giov. 10:16) Avrebbero sostenuto la determinazione presa dagli unti e avrebbero cooperato alla predicazione della buona notizia ad altri. Ma Dio non ha rivolto loro l’invito celeste, come non rivolse l’invito celeste ai fedeli uomini dell’antichità. Gesù additò questa verità, dicendo: “La legge e i Profeti vanno fino a Giovanni [Giovanni Battista]; da quel tempo è predicato il regno di Dio e ciascuno si sforza per entrarvi”. (Luca 16:16, Ricciotti; si paragonino Salmo 45:16; Ebrei 11:39, 40) Le “altre pecore” che sono associate ai fratelli di Cristo sperano di sopravvivere alla distruzione di questo mondo e di godere il governo del Regno con le sue benedizioni di vita proprio qui su questa terra.

      La visione del libro di Rivelazione li distingue dai fratelli spirituali di Cristo quando per la prima volta enumera quelli che infine sono “suggellati” come 144.000 persone, appena prima che si scatenino su questa terra i venti della distruzione. Descrive poi “una grande folla, che nessun uomo poteva numerare, di ogni nazione, . . . che stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello”, che pure proclama pubblicamente la salvezza che devono a Geova e a Gesù Cristo. — Riv. 7:1-10.

      Gesù predisse che queste persone sarebbero comparse nella scena, quando fece l’illustrazione delle ‘pecore e dei capri’. Egli indicò il tempo dell’avvenimento: “Quando il Figlio dell’uomo sarà venuto nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sederà quindi sul suo glorioso trono. E tutte le nazioni saranno radunate dinanzi a lui, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri”. (Matt. 25:31, 32) Egli disse che le “pecore” avrebbero fatto del bene ai suoi fratelli. Dall’anno 1935, più di un milione e mezzo di queste “pecore” si sono associate con i fratelli spirituali di Cristo e sono state loro di grande aiuto nella predicazione mondiale della buona notizia, assistendo altri a imparare, a loro volta, i provvedimenti di Dio per la vita. — Matt. 25:34-40; si paragoni Zaccaria 8:23.

      La Commemorazione è perciò un’occasione non per rattristarsi, ma, piuttosto, per provare felicità delle cose che la morte di Cristo ha consentite. A questo pasto di commemorazione, come sarà celebrato dai testimoni di Geova, un oratore spiegherà il significato della Commemorazione. Quindi saranno serviti gli emblemi, il pane e il vino. Si seguirà la procedura che Gesù Cristo stabilì quella sera di 1.941 anni fa. Siete cordialmente invitato a venire come osservatore, per ascoltare e apprendere e per considerare la vostra propria relazione con Dio e i suoi propositi per mezzo di Cristo come in questa occasione della Commemorazione saranno portati alla vostra attenzione.

  • Geova benedice i leali
    La Torre di Guardia 1974 | 15 marzo
    • Geova benedice i leali

      “O voi che amate Geova, odiate ciò che è male. Egli guarda le anime dei suoi leali”. — Sal. 97:10.

      1. Perché Geova ha il diritto di attendersi da noi la lealtà, e quali atti ha il diritto di compiere?

      ESSENDO il Creatore di tutti i viventi del cielo e della terra, Geova è il supremo Re e il solo vero Dio. La Bibbia ne parla come del “Re a tempo indefinito”. (Ger. 10:10) Non ha dunque il diritto di esigere lealtà dai suoi sudditi che ha creati? (Efes. 4:24) Non è soltanto ragionevole che egli esegua sanzioni sugli sleali ma che benedica quelli che sono leali? I governanti umani non fanno forse la stessa cosa?

      2. A chi la maggioranza pensa di dover rendere primariamente lealtà? Perché questo è errato?

      2 Dei più di tre miliardi (tremila milioni) di persone che oggi sono sulla terra, comparativamente pochi prestano alcuna attenzione al loro obbligo d’esser leali al grande Sovrano, Geova Dio. Essendo di vista corta, scorgono solo l’umano governo nazionalistico che è immediatamente su di loro. Pensano che la lealtà verso tale governo debba venire prima di tutto il resto. Alla sua richiesta, son disposti a violare le leggi di Dio facendo ciò che è male ai suoi occhi. Ma non è questa una prospettiva deturpata dei superiori? È come se i dipendenti di una ditta considerassero i dirigenti come autorità superiori al proprietario. L’autorità dei governanti umani non è più grande di quella di Colui che è Re al di sopra di tutti.

      3. Come alcuni uomini nel primo secolo dimostrarono la loro lealtà verso Dio?

      3 Nel lontano primo secolo della nostra Èra Volgare un gruppo di uomini mostrò la corretta prospettiva quando un gruppo di governanti umani fece loro richieste che implicavano la disubbidienza al Sovrano Supremo. Mostrarono la propria lealtà verso di lui con la loro risposta, dicendo: “Dobbiamo ubbidire a Dio quale governante

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