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I cristiani come dovrebbero considerare i matrimoni incestuosi?La Torre di Guardia 1978 | 15 agosto
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I Corinti 7:24. In certi casi l’unione può non essere tale da ottenere il riconoscimento legale nella zona. Se le parti interessate possono andare in un posto dove tale riconoscimento è ottenibile, sarebbe bene farlo in quanto darebbe un certo grado di onorabilità all’unione agli occhi altrui. Se non è possibile, e le parti desiderano essere battezzate e sono peraltro qualificate, si potrebbe dare loro l’opportunità di firmare una dichiarazione di voto di fedeltà all’unione esistente. Questa sarebbe considerata un’espressione del fatto che i due considerano vincolante la loro unione anziché indicare che la congregazione sia favorevole all’unione.
Certo quelli che desiderano profondamente avere e conservare il favore e la benedizione di Dio baderanno di non fare alcuna cosa che si ripercuoterebbe negativamente sul suo Nome e sulla sua Parola. Sebbene non debbano osservare il patto della Legge data agli Israeliti, come veri cristiani daranno vivamente ascolto alle ispirate parole dell’apostolo: “Non usate questa libertà come un’occasione per la carne, ma per mezzo dell’amore fate gli schiavi gli uni agli altri”. — Gal. 5:13.
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Il valore della genealogia biblicaLa Torre di Guardia 1978 | 15 agosto
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Il valore della genealogia biblica
FORSE avete cominciato a leggere la Bibbia dal principio e avete trovato la lettura molto avvincente. Ma arrivati ai libri di Cronache e visto che un versetto dopo l’altro e un capitolo dopo l’altro contenevano un elenco genealogico di nomi che non riuscivate a pronunciare e che per voi non avevano senso, forse avete detto: ‘A che servono? Perché includere tali noiosi particolari?’
È vero che, come semplice lettura, un tale elenco è monotono. Nondimeno, questi elenchi genealogici sono molto utili. Perché? Anzitutto, sostengono l’autenticità della Bibbia. Costituiscono la prova che Dio vuole che quelli che lo adorano l’adorino con spirito e VERITÀ, non come un dio inventato o immaginario. (Giov. 4:23, 24) Non è forse vero che quando udite o leggete il racconto
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