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L’amore non dà nessuna causa d’inciampoLa Torre di Guardia 1965 | 1° dicembre
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piuttosto, aver buon gusto ed essere stimolanti. Il sale conserva; anche le vostre parole dunque siano sostenute e ispirate da amorevole e altruistico interesse negli altri, siano il mezzo per conservare in vita nel nuovo ordine di Dio quelli che vi ascoltano.
14. Quali questioni di condotta potrebbero far inciampare altri?
14 Il cristiano farà anche tutto il possibile per accertarsi che la sua condotta sia in armonia col suo linguaggio sano ed edificante. Si accerterà che il dito del sospetto non sia puntato su di lui come essendo simile ai Farisei giudaici del giorno di Gesù dei quali fu detto: “Fate e osservate tutte le cose che vi dicono, ma non fate secondo le loro opere, poiché dicono ma non compiono”. (Matt. 23:3) Gli eccessi nel bere, le compagnie non appropriate e i divertimenti in luoghi equivoci possono facilmente fare inciampare altri. Il ballo, in se stesso, non è condannato nella Bibbia. Ciò nonostante, i balli scorretti e sensuali vanno oltre il campo del divertimento e il cristiano che vuole amorevolmente evitare d’essere causa d’inciampo per altri non vi si abbandonerà. Limitando le sue compagnie a quelli che sono nella società del Nuovo Mondo di Geova e cercando il divertimento che è sia ristoratore che edificante può esser certo di seguire la condotta suggerita dall’apostolo Paolo in Romani 14:19: “Perseguiamo le cose che contribuiscono alla pace e le cose che sono reciprocamente edificanti”.
15. Come possono anche i sorveglianti evitare di far inciampare altri nella congregazione?
15 Oggi i veri cristiani sono le persone più occupate sulla terra, con le loro adunanze di congregazione, il ministero e lo studio e la lettura personale della Bibbia, oltre alle molte cose che si devono fare nella normale vita di ogni giorno. Comunque, non dovrebbero mai essere così occupati da non avere il tempo di prestare amorevole assistenza a chi ne ha bisogno. Questo avviene specialmente riguardo a coloro che hanno maggiore responsabilità nella disposizione della congregazione, come il sorvegliante. Ignorare la richiesta di aiuto da parte di un membro della congregazione, o scartare il suo problema come insignificante o senza importanza, potrebbe esser causa d’inciampo per la persona più debole. Il sorvegliante è dunque sempre pronto e volenteroso di prestar ascolto e una mano soccorrevole a quelli che gli si avvicinano con un problema personale. Il suo incarico è quello di “[pascere] il gregge di Dio affidato alla vostra cura, non per forza, ma volontariamente; né per amore di guadagno disonesto, ma premurosamente”. (1 Piet. 5:2) L’amore per le persone mansuete affidate alla sua cura lo rafforzerà per ‘portare le debolezze di quelli che non sono forti, e non piacere a se stesso’. — Rom. 15:1, 2.
16. Quale dovrebbe essere oggi la risoluzione di ciascun cristiano maturo, col risultato di quali benefici in quanto alla sua relazione con Dio e con gli uomini?
16 Come gli apostoli di Gesù Cristo, oggi i veri cristiani sono “in mostra” e sono “divenuti uno spettacolo teatrale per il mondo, sia per gli angeli che per gli uomini”. (1 Cor. 4:9) È dunque essenziale che tutti camminino con circospezione, badando alla loro condotta, al loro linguaggio e alla loro vita quotidiana per non mettere una pietra d’inciampo davanti ad altri. Il sincero amore verso Geova Dio e il proprio prossimo cristiano permetterà di far ciò. Nello stesso tempo tale amore impedirà di inciampare a motivo di quello che altri possono fare o dire. Di continuo, sì, ogni giorno, tali cristiani sono chiamati a praticare nel loro ministero questa regale legge d’amore. Vogliono poter dire come disse l’apostolo: “In nessun modo noi diamo alcuna causa d’inciampo, affinché non si trovi da ridire sul nostro ministero; ma in ogni modo ci raccomandiamo quali ministri a Dio, in molta perseveranza”. (2 Cor. 6:3, 4) Coi loro diligenti sforzi, col regolare studio della Parola di Dio e applicandone i princìpi nella loro vita, con la continua associazione alla società del Nuovo Mondo di testimoni di Geova e con la costante preghiera si esaminano alla luce delle esigenze scritturali per mettersi maggiormente in armonia col perfetto esempio del loro Maestro e Modello, Gesù Cristo. Contemporaneamente continueranno ad aiutarsi e incoraggiarsi gli uni gli altri, dicendo: “Sia piuttosto questa la vostra decisione, di non mettere davanti al fratello pietra d’inciampo o causa per incespicare. Poiché il regno di Dio non significa mangiare e bere, ma significa giustizia e pace e gioia con spirito santo. Poiché chi a questo riguardo è schiavo di Cristo è accettevole a Dio e ha l’approvazione degli uomini”. — Rom. 14:13, 17, 18.
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La simbolica donna di Dio vince la sua causaLa Torre di Guardia 1965 | 1° dicembre
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La simbolica donna di Dio vince la sua causa
1. (a) Quale pratica è comune ora, come lo fu nei tempi biblici, parlando di una nazione od organizzazione e dei suoi membri? (b) Quali “madri” e “figli” sono interessati nella causa di Geremia 51:36? (c) Perché oggi lo studio di questa causa è importante per noi?
NON è insolito che parliamo in modo figurativo dei membri di un’organizzazione o degli abitanti di una nazione dicendo che sono figli di quell’organizzazione. Similmente si può parlare figurativamente di un’organizzazione o di una nazione come della “madre”, mentre il creatore o fondatore dell’organizzazione o della nazione è considerato come “padre”. La stessa pratica era comune nei tempi biblici. Gerusalemme quale capitale della nazione giudaica era considerata come madre dei suoi figli, il popolo di quella nazione, e Geova Dio quale fondatore era il Padre della nazione e perciò il “Marito” di Gerusalemme (o Sion), la città madre od organizzazione. (Isa. 54:5, 6) Un’organizzazione rivale di Gerusalemme era Babilonia, pure considerata madre dei suoi figli, gli abitanti di Babilonia. Essa prefigurava l’organizzazione “meretrice”, la religiosa Babilonia la Grande. (Isa. 47:1, 8, 9; Riv. 17:1-5) Era una rivalità vecchia di secoli fra le due simboliche “donne”, e nel particolare tempo in cui guardiamo questa scena era in corso una causa. (Mich. 7:8; Ger. 51:36) Lo scopo per considerare questa causa dei tempi biblici è questo: Benché la causa fosse effettivamente tenuta e definita nella realtà e fosse molto seria e importante per gli interessati, servì anche come dramma avente significato profetico. Gli attori di quel tempo rappresentano qualcosa di più grande oggi, e l’intera procedura e il risultato d’essa sono un abbozzo in miniatura o in piccole proporzioni di avvenimenti che dovevano aver luogo nel nostro tempo i quali esercitano profonda influenza sulla vita di ogni individuo sulla terra.
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