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Quando i morti rivivranno!La Torre di Guardia 1983 | 15 dicembre
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della vita come creatura spirituale risuscitata nel reame celeste con Gesù.
15. Quale sarà alla risurrezione la posizione di uno che ha esercitato la giusta fede ma che non è stato generato dallo spirito di Dio?
15 Che dire però se oggi un dedicato e battezzato discepolo che non è stato generato da Geova Dio all’eredità celeste con Cristo muore, così come è successo a molti dall’inizio del radunamento delle “altre pecore” di Cristo? (Giovanni 10:16) Avendo egli esercitato fede in Colui che è “la risurrezione e la vita”, sarebbe in una posizione migliore (con riferimento al nuovo sistema di cose) dalla sua risurrezione terrena in poi, probabilmente dal suo stesso inizio. (Ebrei 11:35) Sarebbe quindi disponibile fin da allora per ricevere speciali privilegi di servizio sotto il Regno celeste. In questo modo la speranza della risurrezione con la quale è morto si realizzerà alla gloria di Dio!
16, 17. (a) Riguardo alla risurrezione, che dire di coloro che nei tempi precristiani semplicemente attesero la venuta del “seme” della “donna” di Dio? (b) Con quali parole Gesù ci garantisce che saranno risuscitati?
16 Quelli che prendono parte alle disposizioni della risurrezione non sono solo quelli che hanno riposto fede in Gesù Cristo a partire dalla sua prima venuta, ma anche quelli vissuti in tempi precristiani, i quali, riponendo fede in Geova Dio, attesero la venuta del “seme” della sua simbolica “donna”, da lui predetto in Genesi 3:15. Quel “seme” si rivelò lo stesso che in seguito fu chiamato ‘il seme di Abraamo’. (Genesi 12:1-3; Galati 3:16) Fra coloro che attesero la venuta del “seme” del più grande Abraamo, Geova Dio, vi furono, naturalmente, il patriarca Abraamo, suo figlio Isacco e suo nipote Giacobbe, o Israele. A conferma della certezza della loro risurrezione, Gesù Cristo, il Seme di Abraamo, disse:
17 “Circa la risurrezione dei morti, non avete letto ciò che vi fu dichiarato da Dio, dicendo: ‘Io sono l’Iddio di Abraamo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe’? Egli non è l’Iddio dei morti, ma dei viventi”. (Matteo 22:31, 32) “Ma riguardo ai morti, che son destati, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del rovo, come Dio gli disse: ‘Io sono l’Iddio d’Abraamo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe’? Egli non è l’Iddio dei morti, ma dei viventi”. (Marco 12:26, 27) “Poiché per lui sono tutti viventi”. (Luca 20:37, 38) In questo modo Geova Dio ci assicura indirettamente che vi sarà una risurrezione dell’umanità deceduta.
18. Tenendo conto della natura del seme promesso, chi prefigurò Abraamo, l’amico di Dio?
18 Dio stesso promise al suo amico Abraamo che tutte le famiglie della terra ‘si sarebbero benedette’ per mezzo del suo “seme”. (Giacomo 2:23; Genesi 12:1-3; 22:15-18) Dato che quel “seme” è diventato un seme spirituale, l’uomo Abraamo prefigurò Geova Dio, l’unico che poteva diventare il Padre del “seme” spirituale, che ora è il glorificato Gesù Cristo nei cieli.
19. In Rivelazione 20:11-14 troviamo un quadro profetico di che cosa?
19 Abbiamo un quadro profetico della futura risurrezione di queste famiglie della terra che sono morte. Rivelazione 20:11-14 la descrive, con alcuni simbolismi, dicendo: “E [io, l’apostolo Giovanni] vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. Dalla sua presenza fuggirono la terra e il cielo, e non fu trovato luogo per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono, e dei rotoli furono aperti. Ma fu aperto un altro rotolo; è il rotolo della vita. E i morti furono giudicati dalle cose scritte nei rotoli secondo le loro opere. E il mare diede i morti ch’erano in esso, e la morte e l’Ades diedero i morti ch’erano in essi, e furon giudicati individualmente secondo le loro opere. E la morte e l’Ades furono scagliati nel lago di fuoco. Questo significa la seconda morte, il lago di fuoco”.
20. Alla fine del millenario giorno del giudizio, che ne sarà degli uomini il cui nome sarà stato scritto nel libro della vita e di quelli il cui nome invece non lo sarà stato?
20 Durante il “giorno” di mille anni, che Dio ha “stabilito”, e in cui “si propone di giudicare la terra abitata con giustizia mediante un uomo che ha costituito”, i morti umani risuscitati dovranno avvalersi di tutti i provvedimenti divini presi per la loro salvezza eterna. (Atti 17:31) In questo senso dovranno ‘benedirsi’. Superando perfettamente la prova finale della loro integrità, otterranno la ricompensa della vita eterna in un Paradiso mondiale. Quale sarebbe l’alternativa a questo? “La seconda morte”, da cui non vi è risurrezione. (Rivelazione 20:14) Per questo in Rivelazione 20:15 è scritto: “Inoltre, chiunque non fu trovato scritto nel libro della vita fu scagliato nel lago di fuoco”.
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Gli uomini di fede ora viventi che non morranno maiLa Torre di Guardia 1983 | 15 dicembre
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Gli uomini di fede ora viventi che non morranno mai
1, 2. Per godere la vita eterna, dove non provano alcun desiderio di andare milioni di persone che amano il Sovrano Signore Geova Dio? Circa la possibilità di vivere senza mai morire, quali parole di Gesù Cristo ricordano?
OGGI sulla terra ci sono miliardi di persone. Milioni d’esse stanno venendo a conoscenza della meravigliosa opportunità di continuare a vivere sulla terra senza mai morire. Molti forse ricordano un vecchio canto religioso che dice: “Devi essere uno che ama il Signore, altrimenti non andrai in cielo quando morrai”. Ma ci sono milioni di persone viventi che, pur amando il Sovrano Signore Geova Dio, non vogliono affatto andare in cielo. La speranza data loro da Dio è quella della restaurazione del Paradiso sulla terra, Paradiso che sarà esteso fino a ricoprire l’intero pianeta. È qui che vogliono vivere per sempre, nella perfezione umana, sotto un giusto governo celeste. (Luca 23:43) Hanno in mente le straordinarie parole che Gesù Cristo rivolse a Marta prima di destare dai morti suo fratello
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