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Combattete la giusta guerraLa Torre di Guardia 1956 | 1° dicembre
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grande scudo della fede, col quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del malvagio’. Noi possiamo aspettarci di essere assaliti in questa guerra, e abbiamo bisogno di fede in Geova per poter resistere. Mediante la fede possiamo vincere il mondo, superando qualsiasi ostacolo possa sbarrare la nostra strada al fedele servizio. Una fede salda ci tratterrà dall’essere sconcertati, anche se la nostra costante predicazione non avrà l’immediato risultato che vorremmo vedere. Noè non si scoraggiò né si arrese dopo anni di predicazione. Egli sapeva che Dio era verace. Isaia dice: “Chi ha creduto a quel che noi abbiamo annunziato? . . . Ho stese tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle che cammina per una via non buona, seguendo i propri pensieri”. Eppure non vi rinunciò, e Paolo cita questo esempio ai Romani perché egli comprendeva che sebbene molti non credessero, l’opera di Dio veniva compiuta ugualmente. Ma non possiamo aver fede senza un fondamento di conoscenza sul quale stabilirla. Maggiore è la nostra accurata conoscenza di Dio, più la usiamo, e di maggior protezione sarà il nostro scudo della fede. — Efes. 6:16, 17; Rom. 10:16, 20, 21, NM; Isa. 53:1; 65:2.
12. Come riceviamo l’elmo della salvezza?
12 Accettate anche “l’elmo della salvezza” come parte della vostra armatura, conformemente al consiglio di Paolo. Egli ben sapeva come Dio nella sua immeritata benignità era divenuto l’autore dell’eterna salvezza per noi mediante Cristo. Questa provvisione è un dono che noi dobbiamo accettare per ricevere i suoi benefici, poiché nessuno è costretto ad abbracciarlo. Paolo vide l’adempimento di molte profezie, quindi scrisse: “La nostra salvezza è più vicina ora che al tempo in cui divenimmo credenti”. (Rom. 13:11, NM) Ciò è doppiamente vero per i Cristiani oggi perché viviamo nella generazione che vedrà la salvezza degli uomini di fede. (Apoc. 12:10) Quelli che hanno la prospettiva di essere salvati sono facilmente riconosciuti, non per mezzo di qualche abito strano, ma mediante la loro fede e opera. Essi fanno risplendere la loro luce vivendo e predicando quali testimoni cristiani per Geova.
13. Perché siamo lieti di prendere la spada dello spirito, e come viene usata?
13 Uno strumento molto importante dell’armatura per la guerra spirituale è la “spada dello spirito, cioè, la parola di Dio”. (Efes. 6:17, NM) Essa è essenziale sia all’azione difensiva che offensiva. (2 Cor. 6:2-10) Che vale un soldato senza le sue armi? o quanto può durare in battaglia se non sa usarle? In modo simile, il ministro del vangelo che ha la Bibbia e non sa usarla efficientemente né trovare scritture diventa inutile nella guerra spirituale. Eppure molti ecclesiastici si trovano oggi in questa condizione. Rigettando la Parola di Geova e negando la sua autenticità o ispirazione, che sapienza è in loro? Paolo dice di accettare la spada dello spirito. Egli approvò i Bereani per la loro diligente considerazione delle Scritture e per la loro accettazione di ciò che era stato dimostrato. Anche noi dovremmo fare come loro; poiché mediante questa Parola Dio rivela il suo proposito e la sua volontà per il genere umano e le sue esigenze per la vita. Con questa spada dello spirito siamo armati per l’attacco e resi potenti mediante Dio per abbattere trincerate fortezze.
14. Quali preghiere Dio ascolterà?
14 Paolo prosegue col suo consiglio ispirato: “Mentre con ogni forma di preghiera e supplicazione voi pregate in ogni occasione in ispirito. E per questo tenetevi desti con ogni costanza”. La preghiera costituisce il mezzo di accostarci a Geova e comunicare con Lui mediante Cristo, il nostro Capo e Comandante in questa guerra spirituale. Dobbiamo invocare Dio perché il suo spirito ci dia forza e assistenza in ogni tempo di bisogno. Possiamo esser certi che egli ascolterà la nostra preghiera se è conforme alla sua volontà; mentre rifiuta di ascoltare le preghiere fatte per interessi egoistici regolarmente dai combattenti sanguinari del sistema del vecchio mondo. (Isa. 1:15; Efes. 6:18, NM) In quanto al tenersi “desti con ogni costanza”, ciò è certamente necessario per un soldato, ma specialmente oggi per i Cristiani in questo tempo di urgenza. Come Cristo aveva preveduto, la sua venuta è stata inosservata dal mondo in genere, sebbene sia stata annunciata pubblicamente dai testimoni di Geova. La maggioranza continua a dormire, non essendo destata dall’allegrezza per il segno della sua presenza. — Apoc. 16:15; Matt. 24:42-44.
15, 16. Come partecipiamo alla guerra spirituale? Quali provvisioni sono state fatte per noi?
15 Infine, ogni combattente per Geova deve avere la capacità di comunicare la verità ad altri. Infatti Paolo disse: “Mi sia data la capacità di parlare, con ogni libertà di parola per far conoscere il sacro segreto della buona notizia, . . . onde ne parli con baldanza come devo parlare”. (Efes. 6:19, 20, NM) Benché scrivesse come un ambasciatore in catene, Paolo lo fece liberamente e con baldanza, perché comprendeva pienamente la contesa e la ragione del combattimento. Il soldato cristiano acquista tale conoscenza mediante la verace Parola di Dio. Da questa fonte attinge anche il coraggio che accompagna la fede. Essendo ben attrezzati in tutti questi modi con le armi della luce o della giustizia, non tiratevi ora indietro con timidezza. La notte è inoltrata, il giorno si è avvicinato, e questo è tempo di azione! — Rom. 13:12.
16 “Benedetto sia Jahveh, la mia rocca, che esercita le mie mani alla guerra e le mie dita alla battaglia”. (Sal. 144:1, Lu) Sì, l’armatura di guerra, una conoscenza del nemico, la forza e il coraggio per avanzare, tutto ciò è stato saggiamente provveduto da Geova. Dobbiamo però fare la nostra parte. Proprio come l’esercizio e l’addestramento precedono una battaglia umana, così è con la guerra spirituale. Geova sa ciò che ci occorre ed è consapevole delle nostre esigenze, ma dobbiamo usare le sue provvisioni. Quali sono? Lo studio, l’associazione e il servizio. Ciascuno ha una parte essenziale nell’attrezzarci e prepararci. Lo studio comprende sia l’intenso e costante studio personale che l’attiva partecipazione agli studi di congregazione, tutta una parte del programma di addestramento per prepararci per la lotta. Dall’associazione riceviamo incoraggiamento e fiducia con la certezza di essere appoggiati amorevolmente dai nostri fratelli. Nessuno può vincere una battaglia se combatte solo; quindi l’associazione è vitale. Poi nel servizio abbiamo l’opportunità di provare la nostra armatura, rafforzare la nostra conoscenza e abituarci all’uso della spada dello spirito. Usate queste provvisioni di Geova al massimo e, dopo che avete fatto tutto ciò che è in vostro potere, Dio provvederà ciò che è necessario per la vittoria. Poiché “noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché la potenza oltre ciò che è normale sia di Dio e non da noi”. — 2 Cor. 4:7-11, NM.
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La disciplina dell’orsacchiottoLa Torre di Guardia 1956 | 1° dicembre
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La disciplina dell’orsacchiotto
● I genitori moderni, in questa epoca di delinquenza minorile, avrebbero qualche cosa da imparare dalla mamma orsa del coala. Quando i piccoli coala “sono proprio cattivi”, scrive Ivan T. Sanderson nel suo nuovo libro Mammiferi viventi del mondo, “la mamma se li prende sulle ginocchia e li sculaccia per alcuni minuti con la zampa, mentre strillano tanto da commuovere l’anima”.
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