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“Felice chi legge ad alta voce”La Torre di Guardia 1973 | 15 settembre
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e la molta dedizione ad essi è faticosa per la carne”. (Eccl. 12:12) Per mezzo di suo Figlio e dell’operato dello spirito santo Geova ha versato sui suoi fedeli servitori sulla terra una grande abbondanza di benedizioni ed ha aperto la mente e il cuore della classe del suo “schiavo fedele e discreto” per capire il vero significato della sua Parola. A sua volta, questa classe dello schiavo fedele trasmette le preziose verità alle persone di ogni luogo che vogliono valersi dei tesori di verità. Il nostro desiderio, quindi, dovrebbe essere quello di maneggiare davvero rettamente la Parola di Dio. Nell’articolo che segue, esaminiamo come possiamo far questo con profitto mentre leggiamo e studiamo la Parola di Dio.
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‘Maneggiamo rettamente la parola della verità’La Torre di Guardia 1973 | 15 settembre
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‘Maneggiamo rettamente la parola della verità’
“Fa tutto il possibile per presentarti approvato a Dio, operaio che non abbia nulla di cui vergognarsi, maneggiando rettamente la parola della verità”. — 2 Tim. 2:15.
1. A che cos’è paragonata la Parola di Dio, e quale attitudine dovremmo dunque avere nell’usarla?
LA PAROLA di Dio è vivente e potente nella nostra vita. Come una spada, può dividere l’anima e lo spirito. (Ebr. 4:12) Esamina le ragioni per cui facciamo le cose. Fa una differenza fra ciò che possiamo sembrare come anima vivente, e ciò che siamo realmente nel nostro cuore, nella nostra attitudine e nel nostro spirito. Giacché la Parola di Dio è paragonata a una spada, vogliamo esser sicuri di usarla abilmente. Vogliamo stare attenti a non usare tale strumento tagliente in modo sbagliato, ma, come consiglia Paolo, usandolo “rettamente”. Quando ci accingiamo a leggere e studiare la Parola di Dio vogliamo farlo in modo tale da afferrare il vero significato e ottenere chiaro intendimento di ciò che dice.
2. Come non dovremmo considerare la Bibbia, e quali domande sarebbero dunque appropriate quando leggiamo un brano delle Scritture?
2 Spesso il contesto o le informazioni che circondano un versetto che leggiamo ci aiuteranno a capire e ad applicarlo nel modo giusto. Vogliamo ricordare che la Bibbia non è una raccolta di versetti disgiunti senza relazione gli uni con gli altri, messi insieme a caso e appropriati da usare in qualsiasi data circostanza per dimostrare un argomento che riteniamo corretto. Piuttosto, dobbiamo farci un quadro completo quando leggiamo la Parola di Dio. Vogliamo chiederci chi parla, a chi parla, su che cosa e se la scrittura riguarda solo uno specifico argomento. Questo è importante se vogliamo ‘maneggiare rettamente la parola della verità’.
ALCUNI ESEMPI
3. Quali informazioni secondarie aiutano a capire correttamente II Timoteo 2:15?
3 Per illustrare, consideriamo le parole di Paolo a Timoteo in II Timoteo 2:15. Ivi egli dice: “Fa tutto il possibile per presentarti approvato a Dio, operaio che non abbia nulla di cui vergognarsi, maneggiando rettamente la parola della verità”. Queste parole furono scritte a una persona che aveva un buon fondamento nella verità di Dio e che faceva la volontà di Dio. Lo sappiamo a motivo di ciò che Paolo aveva scritto in precedenza a Timoteo, com’è riportato al principio di questa lettera. Paolo disse a Timoteo: “Poiché rammento la fede che è in te senza ipocrisia, e che dimorò prima nella tua nonna Loide e nella tua madre Eunice, ma che son fiducioso sia anche in te”. (2 Tim. 1:1, 2, 5) Con le sue parole scritte in II Timoteo 2:15, Paolo diceva a Timoteo come dare istruzioni ai cristiani, a quelli che facevano parte della congregazione di Dio. Benché sia vero che il cristiano debba usare correttamente la parola di verità nel parlare agli increduli, in questo caso Paolo non diceva a Timoteo come convertire increduli al cristianesimo. Questo si vede da ciò che Paolo gli disse riguardo al suo insegnamento: “Come t’incoraggiai a stare in Efeso quando stavo per andarmene in Macedonia, così faccio ora, affinché tu comandi a certuni di non insegnare diversa dottrina”. Lì è evidente che entro la congregazione cristiana alcuni insegnavano diverse dottrine, non ‘maneggiavano rettamente la parola della verità’. Paolo consigliò pure a Timoteo: “Le cose che hai udite da me col sostegno di molti testimoni, queste cose affidale a uomini fedeli, che, a loro volta, siano adeguatamente qualificati per insegnare ad altri”. (1 Tim. 1:3; 4:16; 2 Tim. 2:2) Di nuovo, la menzione di affidare importanti informazioni a uomini fedeli che potessero anche insegnare ad altri in modo qualificato è una ulteriore evidenza che Timoteo trattava con quelli che erano nella congregazione cristiana. Egli doveva usare la verità per recare beneficio ai suoi fratelli e guidarli.
EVITATE DI TORCERE LE SCRITTURE PER DIMOSTRARE UN ARGOMENTO
4. (a) Mostrate fino a che punto arriva il clero della cristianità nel fare un’errata applicazione di Matteo 10:28. (b) Qual è l’effettiva verità di questa scrittura in relazione con l’anima dell’uomo?
4 È essenziale evitar di fare deliberatamente un’errata applicazione di un versetto per dimostrare il nostro argomento. Spesso il clero della cristianità si rende colpevole proprio di questo. Prendete, ad esempio, Matteo 10:28. Ivi leggiamo: “E non abbiate timore di quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima; abbiate timore piuttosto di colui che può distruggere sia l’anima che il corpo nella Geenna”. Gli ecclesiastici additeranno la prima parte delle parole di Gesù per provare che l’anima sia immortale e non possa morire. È questo ciò che Gesù disse realmente? Può sembrare di sì, se smettete di leggere a metà versetto. Ma se leggete il resto del versetto vedete che Gesù smascherò chiaramente la dottrina dell’anima immortale dicendo che si doveva temere colui che potrebbe distruggere sia l’anima che il corpo nella Geenna. “Maneggiando rettamente la parola della verità” si comprende il vero senso o significato.
5. (a) Come alcuni interpretano I Pietro 4:6? (b) Qual è il vero significato del versetto, e quale ulteriore prova scritturale potete citare?
5 In stretta relazione con la dottrina dell’anima immortale è la credenza sostenuta da alcuni che lo spirito dell’uomo continui a vivere e si identifichi personalmente nell’uomo. Primo Pietro 4:6 è citato a sostegno di questa veduta. Ivi leggiamo: “Infatti, per questo scopo la buona notizia fu dichiarata anche ai morti, affinché fossero giudicati in quanto alla carne dal punto di vista degli uomini ma vivessero in quanto allo spirito dal punto di vista di Dio”. Coloro che credono all’idea che lo spirito come essere intelligente sopravviva alla morte del corpo asseriscono che Pietro ne desse lì la prova quando menzionò che la buona notizia era dichiarata ai morti. È così? Per ‘maneggiare rettamente la parola di Dio’ dobbiamo lasciare che parli da sé. Si riferiva Pietro a persone fisicamente morte? Giacché quelli che sono fisicamente morti “non sono consci di nulla” (Eccl. 9:5), questi morti menzionati da Pietro sono gli stessi di cui parlò Gesù quando disse: “Lascia che i morti seppelliscano
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