BIBLIOTECA ONLINE Watchtower
BIBLIOTECA ONLINE
Watchtower
Italiano
  • BIBBIA
  • PUBBLICAZIONI
  • ADUNANZE
  • w26 dicembre pp. 14-19
  • Come Gesù, promuoviamo il Regno di Dio: la vera soluzione a tutti i problemi

Nessun video disponibile.

Siamo spiacenti, c’è stato un errore nel caricamento del video.

  • Come Gesù, promuoviamo il Regno di Dio: la vera soluzione a tutti i problemi
  • La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova (per lo studio) 2026
  • Sottotitoli
  • Vedi anche
  • GESÙ SI RIFIUTÒ DI ACCETTARE CARICHE POLITICHE
  • GESÙ NON RICORSE ALLA VIOLENZA
  • GESÙ NON SI METTEVA A DISCUTERE DI POLITICA
  • “Il mio Regno non fa parte di questo mondo”
    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova (per lo studio) 2018
  • Gesù provvede pane a una folla: un miracolo da cui imparare
    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova (per lo studio) 2024
  • Impariamo dagli ultimi 40 giorni di Gesù sulla terra
    La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova (per lo studio) 2024
  • “Non fanno parte del mondo”
    Adoriamo il solo vero Dio
Altro
La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova (per lo studio) 2026
w26 dicembre pp. 14-19

15-21 FEBBRAIO 2027

CANTICO 16 Lodiamo Dio per il suo Unto

Come Gesù, promuoviamo il Regno di Dio: la vera soluzione a tutti i problemi

“Venga il tuo Regno” (MATT. 6:10)

IN QUESTO ARTICOLO

Vedremo cosa significa essere politicamente neutrali e come continuare a esserlo.

1-2. Perché Gesù non si fece coinvolgere nelle controversie politiche? (1 Pietro 2:21).

DATI i continui cambiamenti dal punto di vista politico, molti oggi provano un senso di insicurezza. Anche alcuni servitori di Geova potrebbero aver paura di perdere il lavoro, di essere trattati in modo ingiusto o crudele, o di ritrovarsi a subire gli effetti di una guerra. Hai paura anche tu che i cambiamenti politici possano rendere la vita difficile a te e alla tua famiglia? Se è così, cosa puoi fare?

2 Di fronte all’instabilità politica, tutti i cristiani dovrebbero imitare Gesù, il nostro modello. (Leggi 1 Pietro 2:21.) Come molti oggi, anche Gesù viveva in un periodo pieno di agitazioni politiche e ingiustizie sociali. In quel clima politicamente instabile, lui promuoveva il Regno celeste di Dio insegnando che era l’unica soluzione a tutti i problemi. E disse ai suoi discepoli di fare lo stesso (Matt. 4:23; 6:33; 10:7). Gesù fu coerente con quello che insegnava e non si schierò nelle controversie politiche dell’epoca.

3. (a) Cosa significa essere politicamente neutrali? (b) Cosa vedremo in questo articolo?

3 Proprio come Gesù, crediamo che il Regno di Dio sia l’unica soluzione a tutti i problemi che ci sono nel mondo. Per essere coerenti con questa presa di posizione, dobbiamo rimanere politicamente neutrali. Questo significa che non ci schieriamo nelle questioni politiche di questo mondo. Questo articolo ci aiuterà a imitare attentamente Gesù sotto questo aspetto. Parlerà di quello che lui fece quando gli si presentò l’opportunità di (1) accettare una carica politica, (2) combattere contro i suoi nemici e (3) partecipare a discussioni sulla politica.

GESÙ SI RIFIUTÒ DI ACCETTARE CARICHE POLITICHE

4. Qual era il clima politico in Israele quando Gesù era sulla terra?

4 Quando Gesù era sulla terra, gli venne offerta l’opportunità di diventare un leader politico. A quel tempo in Israele, il paese in cui Gesù svolse il suo ministero, il clima politico era davvero molto instabile. Molti giudei non aspettavano altro che trovare un leader che combattesse per liberarli dall’oppressione romana. In precedenza, diversi che si erano autoproclamati “messia” avevano capeggiato delle rivolte contro Roma (Atti 5:37). E alcuni di questi falsi messia avevano fatto ricorso alla violenza. Ma tutti avevano fallito. E perciò i giudei si aspettavano che, quando il vero Messia di cui si parlava nelle profezie sarebbe arrivato, avrebbe spezzato il giogo di Roma e istituito un regno indipendente in Israele.

5. Cosa speravano molti dei discepoli di Gesù?

5 Anche alcuni che seguivano Gesù speravano che lui li avrebbe liberati dal dominio romano. Per esempio, Giovanni Battista chiese a Gesù: “Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?” (Matt. 11:2, 3). Probabilmente Giovanni voleva sapere se Gesù avrebbe di lì a poco soddisfatto le aspettative dei giudei di essere liberati da Roma. In seguito, dopo che Gesù era stato risuscitato, due dei suoi discepoli lo incontrarono sulla strada per Emmaus e dissero che avevano sperato che Gesù liberasse Israele (Luca 24:21). Poco dopo, gli apostoli di Gesù gli chiesero: “Signore, è questo il tempo in cui ristabilirai il regno per Israele?” (Atti 1:6).

6. Cosa fece Gesù quando in Galilea gli ebrei volevano farlo re? (Vedi anche l’immagine.)

6 Non è strano che in Galilea gli ebrei volessero fare re Gesù. Avevano visto che era una guida straordinaria per le persone. Era in grado di guarire i malati, e aveva appena fatto un miracolo con cui aveva sfamato circa 5.000 uomini, oltre alle donne e ai bambini (Giov. 6:8-11). Gesù colse l’opportunità di accettare quella carica politica? L’apostolo Giovanni dice: “Gesù allora, sapendo che stavano venendo a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte da solo” (Giov. 6:14, 15).

Gesù si allontana da una folla che sta parlando di lui. Lì vicino, degli uomini raccolgono del cibo avanzato in delle ceste.

Quando Gesù vide che le persone in Galilea volevano farlo re, lui si rifiutò di accettare (Vedi il paragrafo 6)


7. Perché Gesù non accettò di diventare re?

7 Perché Gesù non accettò di ricoprire una carica politica che gli avrebbe permesso di dare alle persone l’aiuto di cui avevano tanto bisogno? Perché lui era convinto che solo il Regno di Dio poteva risolvere tutti i problemi. E sapeva che, anche se alcuni governanti umani erano ben intenzionati, non avrebbero mai potuto portare una soluzione permanente (Sal. 146:3). Inoltre sapeva che, sebbene Geova permetta che i governi umani esistano, è Satana a dare loro autorità (Luca 4:5, 6; Giov. 12:31; Riv. 13:2). È per questo che Gesù non faceva parte del mondo (Giov. 17:14). Lui non cercava di ottenere una carica politica, e nemmeno la accettò quando gli venne offerta. E insegnò ai suoi discepoli a seguire il suo esempio. Infatti insegnò loro a pregare: “Padre, [...] venga il tuo Regno” (Matt. 6:9, 10).

8. Cosa disse Gesù a Pilato riguardo al Regno di Dio?

8 Poco prima di morire, Gesù spiegò in modo molto chiaro alle autorità romane la sua posizione politicamente neutrale. Il governatore romano Ponzio Pilato gli chiese: “Sei tu il re dei giudei?” Gesù rispose: “Il mio Regno non fa parte di questo mondo” (Giov. 18:33, 36).a Quel Regno era un regno celeste, e non si sarebbe servito di nessun governo sulla terra per risolvere i problemi. Perciò Gesù non si schierò mai nelle questioni politiche.

9. Come possiamo imitare Gesù in relazione alle questioni politiche?

9 Come Gesù, noi oggi rimaniamo politicamente neutrali. Rispettiamo il governo del paese in cui viviamo e cerchiamo di essere bravi cittadini. Ubbidiamo alle leggi e paghiamo le tasse (Rom. 13:1, 7; Tito 3:1; 1 Piet. 2:13, 14). Ma facciamo sapere a tutti che il Regno di Dio è l’unico governo legittimo, ed è l’unico che può risolvere tutti i problemi dell’uomo. Oggi il Regno non ha ancora preso il controllo della terra, perciò le persone soffrono a motivo di ingiustizie e altre difficoltà (Eccl. 4:1; Ebr. 10:36). Ma dato che siamo discepoli di Gesù, noi non ci rivolgiamo alla politica nella speranza di risolvere i nostri problemi. E non cerchiamo di influire sulle decisioni di un governo occupando cariche politiche o votando per dei candidati politici (Giov. 15:19; 17:16). Se ci facessimo coinvolgere nelle controversie politiche di questo mondo, dimostreremmo in effetti di non essere veramente convinti che il Regno di Dio è la soluzione a tutti i problemi.

GESÙ NON RICORSE ALLA VIOLENZA

10. Perché i capi sacerdoti e i farisei erano decisi a uccidere Gesù?

10 Gesù insegnò ai suoi discepoli a evitare la violenza. La politica, invece, spesso fomenta guerre e altri conflitti. Per esempio, pensiamo a quello che accadde poco prima che Gesù venisse messo a morte. I capi sacerdoti e i farisei avevano intenzione di ucciderlo perché lo consideravano un rivale politico e religioso che poteva indebolire la loro posizione. Dissero: “Se lo lasciamo fare, [i giudei] riporranno tutti fede in lui, e i romani verranno e ci toglieranno sia il nostro luogo che la nostra nazione” (Giov. 11:48-50, 53).

11. Perché Gesù disse ai suoi apostoli di prendere delle spade la notte in cui venne arrestato?

11 Gesù era consapevole che i suoi nemici stavano complottando contro di lui e, durante l’ultima cena con i suoi apostoli, chiese loro di prendere delle spade. Quando loro gli risposero: “Ecco due spade”, Gesù disse: “È sufficiente” (Luca 22:36-38). Ma come potevano due spade essere sufficienti per combattere contro “una grande folla” che in seguito sarebbe andata ad arrestare Gesù armata di “spade e bastoni”? (Matt. 26:47). Ovviamente non erano sufficienti! Ma quelle due spade erano sufficienti perché Gesù potesse insegnare qualcosa ai suoi apostoli. Che cosa?

12. Cosa disse Gesù dopo che Pietro ebbe usato la spada? (Vedi anche l’immagine.)

12 Gesù voleva insegnare ai suoi discepoli che di fronte alla persecuzione non avrebbero dovuto ricorrere alla violenza. Gli apostoli avrebbero potuto imparare quella lezione semplicemente osservando come si comportò Gesù quando la folla andò ad arrestarlo. Gesù non combatté, né ordinò ai suoi apostoli di usare le due spade che avevano portato con sé. Ma andò a finire che Pietro, impulsivamente, usò una spada per colpire lo schiavo del sommo sacerdote. Allora Gesù disse chiaramente: “Rimetti la spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada moriranno di spada” (Matt. 26:51, 52). È chiaro quindi che Gesù non avrebbe voluto che i suoi discepoli combattessero contro Roma o contro qualsiasi altra nazione.

Gesù ferma Pietro e gli fa segno di mettere via la spada. Una folla allibita osserva la scena, e un uomo ferito tiene una mano sull’orecchio.

Gesù insegnò ai suoi discepoli a non ricorrere alla violenza (Vedi il paragrafo 12)


13. Perché i Testimoni di Geova si rifiutano di partecipare ai conflitti? (Giovanni 13:35; 17:11, 20-23).

13 Oggi noi Testimoni di Geova imitiamo l’esempio di Gesù e ubbidiamo ai suoi insegnamenti. Non prendiamo parte ai conflitti di questo mondo e non li sosteniamo. Se lo facessimo, disubbidiremmo al comando di Gesù di non ricorrere alla violenza. Inoltre distruggeremmo l’amore e l’unità che, secondo quello che disse Gesù, avrebbero caratterizzato i suoi veri discepoli. (Leggi Giovanni 13:35; 17:11, 20-23.) Partecipare a questi conflitti vorrebbe dire anche schierarsi dalla parte di un governo umano. Ma come abbiamo visto prima, noi crediamo che solo il Regno di Dio ha il diritto di governare e che risolverà tutti i problemi.

GESÙ NON SI METTEVA A DISCUTERE DI POLITICA

14-15. (a) Perché ai tempi di Gesù le tasse erano una questione politica controversa? (b) In che modo i nemici di Gesù tentarono di prenderlo in trappola? (Matteo 22:19-21).

14 In un’occasione, i nemici di Gesù cercarono di fargli prendere posizione in relazione alla questione delle tasse. Ai tempi di Gesù, le tasse erano un argomento scottante. I sudditi di Roma pensavano che il governo richiedesse il pagamento di troppe tasse.b I giudei erano particolarmente scontenti di pagare il tributo, perché l’immagine dell’imperatore sulla moneta che usavano per pagarlo ricordava loro che erano sudditi di Roma. Per questo motivo i discepoli dei farisei, insieme ai sostenitori di Erode, chiesero a Gesù da che parte stava.

15 In realtà quei nemici gli stavano tendendo una trappola. In che senso? Formularono la domanda in modo che Gesù potesse rispondere solo sì o no: “È giusto pagare il tributo a Cesare o no?” (Matt. 22:15-17, nt.). Se Gesù avesse detto che era giusto, le persone avrebbero potuto arrabbiarsi e ucciderlo. Se invece avesse detto che non era giusto, avrebbe potuto essere accusato di sedizione contro Roma. Ma Gesù scelse in modo saggio la sua risposta, così da non lasciarsi coinvolgere in quella controversia politica. (Leggi Matteo 22:19-21.)

16. Cosa non dobbiamo fare quando vediamo o subiamo gravi ingiustizie? (Vedi anche l’immagine e il riquadro “Rimaniamo neutrali nel nostro cuore”.)

16 Possiamo essere sicuri che Gesù capiva le persone che si sentivano schiacciate da tasse ingiuste (Matt. 9:36). Ma dato che sosteneva il Regno di Dio, lui si rifiutava di schierarsi, anche con le sue parole. Noi siamo discepoli di Cristo e seguiamo il suo esempio. Anche quando vediamo o subiamo gravi ingiustizie, sappiamo che Geova conosce bene la situazione e che il suo Regno è l’unica vera soluzione a tutti i problemi. Perciò, come Gesù, dobbiamo evitare di farci coinvolgere in conversazioni riguardo a questioni politiche (Luca 6:45).

Una sorella si allontana dall’area caffè, mentre i suoi colleghi discutono e indicano un gruppo di persone che sta protestando in strada.

Perché questa sorella sta andando via? (Vedi il paragrafo 16)


Rimaniamo neutrali nel nostro cuore

Gesù disse che parole e azioni vengono “dal cuore” (Matt. 15:19). Riflettiamo sul suo esempio. Proprio perché lui era neutrale nel suo cuore, rispose alla domanda sulle tasse senza schierarsi e senza mancare di rispetto al governo romano (Matt. 22:19-22).

Anche noi non ci schieriamo nelle questioni politiche, nemmeno nei nostri pensieri (Matt. 22:37). Per esempio, anche se un candidato o un partito politico dovesse in apparenza sostenere i nostri interessi o quelli del popolo di Dio, noi non prenderemmo le sue parti nemmeno nel nostro cuore.

Rimanere neutrali nel nostro cuore può essere difficile, soprattutto se siamo continuamente esposti a notizie di corruzione, ingiustizie e maltrattamenti. Come possiamo essere ancora più decisi a rimanere neutrali nel nostro cuore? Possiamo limitare la quantità di tempo che trascorriamo a leggere o ascoltare notizie riguardo ad argomenti che dividono l’opinione pubblica. Possiamo invece passare più tempo a leggere la Parola di Dio e a meditarci su, e a predicare la buona notizia del Regno (Sal. 119:97; Matt. 24:14). In questo modo imprimeremo meglio nella nostra mente il fatto che Geova risolverà davvero tutti i problemi che ci sono sulla terra al momento da lui stabilito.

17. Perché è importante che promuoviamo solo il Regno di Dio?

17 È davvero importante che promuoviamo solo il Regno di Dio, l’unico governo che può portare la vera soluzione a tutti i problemi dell’umanità. Geova ci ha detto chiaramente che i governanti di questo mondo, anche quelli con le migliori intenzioni, non possono risolvere i problemi dell’uomo (Eccl. 8:9; Ger. 10:23). È per questo motivo che le persone oggi continuano ad agitarsi come le onde del mare in cerca di pace (Isa. 17:12; 57:20, 21). Ma il governo celeste di Geova, con a capo Cristo, porterà vera pace, giustizia e felicità. Nel frattempo, il nostro Padre celeste deve essere molto felice di vedere i suoi servitori che di tutto cuore sostengono non un governo umano, ma il suo Regno, un governo superiore con a capo suo Figlio, Gesù Cristo (Sof. 3:17).

18. Quali difficoltà potrebbero affrontare i cristiani, e cosa vedremo nel prossimo articolo?

18 A volte, però, rimanere neutrali è particolarmente difficile. Alcuni governi potrebbero cercare di costringerci a unirci a un’organizzazione politica o a partecipare alle loro guerre. Potrebbero anche minacciare di farci finire in prigione se non rinunciamo alla nostra presa di posizione. Come possiamo prepararci adesso in vista di queste prove? Questo sarà l’argomento del prossimo articolo.

COME RISPONDERESTE?

  • Perché i cristiani non si schierano nelle questioni politiche?

  • Perché ci rifiutiamo di partecipare ai conflitti?

  • Come possiamo imitare Gesù quando le persone cercano di coinvolgerci in conversazioni sulla politica?

CANTICO 22 Il Regno è realtà, preghiamo che venga

a Parlando del Regno messianico di Dio, Gesù poté definirlo “il mio Regno” perché Geova aveva stabilito che lui ne sarebbe stato il Re.

b Inoltre esattori di tasse corrotti spesso esigevano più del dovuto, e questo andava a pesare ancora di più sulla situazione economica delle persone (Luca 19:2, 8).

    Pubblicazioni in italiano (1950-2026)
    Disconnetti
    Accedi
    • Italiano
    • Condividi
    • Impostazioni
    • Copyright © 2026 Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania
    • Condizioni d’uso
    • Informativa sulla privacy
    • Impostazioni privacy
    • JW.ORG
    • Accedi
    Condividi