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  • “Andate e fate discepoli”
    “Vieni, sii mio discepolo”
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      “Andate e fate discepoli”

      Un grande campo pronto per essere mietuto.

      Cosa può fare l’agricoltore se la messe è troppo abbondante per raccoglierla da solo?

      1-3. (a) Cosa fa l’agricoltore quando la messe è troppo abbondante per mieterla da solo? (b) Che problema si presenta a Gesù nella primavera del 33 E.V., e come lo risolve?

      UN AGRICOLTORE si trova davanti a una situazione difficile da gestire. Mesi fa ha arato e seminato i campi. Ha osservato con attenzione i primi germogli ed era contento man mano che vedeva le pianticelle crescere. Adesso vede la ricompensa del suo duro lavoro, perché è arrivato il tempo della mietitura. Il problema è che la messe è troppo abbondante per raccoglierla da solo. Per risolvere questo problema, decide saggiamente di assumere dei lavoratori da mandare nei campi. Infatti sa che il tempo per raccogliere la sua preziosa messe è limitato.

      2 Dopo la sua risurrezione, nella primavera del 33 E.V., Gesù si trova in una situazione simile. Durante il suo ministero terreno ha seminato i semi della verità. Adesso è tempo di mietere, e la messe è abbondante. Sono molte le persone ricettive che devono essere radunate per diventare discepoli (Giovanni 4:35-38). Come risolve Gesù questo problema? Su un monte della Galilea, poco prima di ascendere al cielo, dà ai suoi discepoli l’incarico di trovare altri operai, dicendo: “Andate e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole [...], insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandato” (Matteo 28:19, 20).

      3 Essere un vero discepolo di Cristo significa fondamentalmente assolvere questo incarico. Rispondiamo quindi a tre domande: Perché Gesù affidò l’incarico di trovare altri operai? Come insegnò ai suoi discepoli ad assolverlo? In che modo questo incarico ci riguarda?

      Perché ci volevano altri operai

      4, 5. Perché Gesù non avrebbe portato a termine l’opera che aveva intrapreso, e chi avrebbe continuato a svolgerla dopo il suo ritorno in cielo?

      4 Nel 29 E.V., quando iniziò il suo ministero, Gesù sapeva di intraprendere un’opera che non avrebbe portato a termine da solo. Nel breve tempo che gli rimaneva sulla terra poteva raggiungere solo una zona circoscritta, e poteva portare il messaggio del Regno solo a un certo numero di persone. È vero che si limitò a predicare principalmente agli ebrei e ai proseliti, le “pecore smarrite della casa d’Israele” (Matteo 15:24). Comunque quelle “pecore smarrite” erano sparpagliate in tutto Israele, un territorio di migliaia di chilometri quadrati. E poi con il tempo si sarebbe dovuta portare la buona notizia al resto del mondo (Matteo 13:38; 24:14).

  • “Andate e fate discepoli”
    “Vieni, sii mio discepolo”
    • Un incarico che ci riguarda

      14. Da cosa si capisce che l’incarico riportato in Matteo 28:18-20 riguarda tutti i discepoli di Cristo? (Vedi anche la nota in calce.)

      14 Con le parole “andate e fate discepoli”, Gesù, dopo essere stato risuscitato, affidò una grande responsabilità ai suoi discepoli, ma non solo a quelli che in quel giorno di primavera erano lì sul monte in Galilea.c L’incarico che diede comportava che si raggiungessero “persone di tutte le nazioni” e che quest’opera continuasse “fino alla conclusione del sistema di cose”. Chiaramente questo riguarda tutti i discepoli di Cristo, noi compresi. Consideriamo più da vicino le parole di Gesù riportate in Matteo 28:18-20.

  • “Andate e fate discepoli”
    “Vieni, sii mio discepolo”
    • 19. Cosa insegniamo ai nuovi, e perché l’insegnamento potrebbe continuare dopo il loro battesimo?

      19 Gesù spiega la parte successiva dell’incarico dicendo: “Insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandato” (versetto 20). Insegniamo ai nuovi a ubbidire ai comandamenti di Gesù, tra cui quello di amare Dio, di amare il prossimo e di fare discepoli (Matteo 22:37-39). Insegniamo loro gradualmente a spiegare le verità bibliche e a difendere la fede che sta crescendo in loro. Quando sono idonei per l’opera di predicazione, la svolgiamo insieme a loro, insegnando a parole e con l’esempio a compiere quest’opera in modo produttivo. L’opera di insegnamento non finisce necessariamente prima che un discepolo si battezzi. Chi si è appena battezzato può ancora avere bisogno di aiuto per poter affrontare i problemi che incontrerà seguendo Cristo (Luca 9:23, 24).

      “Sono con voi tutti i giorni”

      20, 21. (a) Mentre assolviamo l’incarico che Gesù ci ha affidato, perché non c’è motivo di avere paura? (b) Perché non è il momento di rallentare, e cosa dovremmo essere determinati a fare?

      20 Quello che Gesù disse ai suoi discepoli subito dopo aver dato loro l’incarico è rassicurante: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla conclusione del sistema di cose” (Matteo 28:20). Gesù riconosce che questo è un incarico impegnativo. E sa che assolverlo a volte provocherà reazioni ostili da parte degli oppositori (Luca 21:12). Ma non c’è motivo di aver paura. Gesù non si aspetta che assolviamo l’incarico da soli o senza aiuto. Non è confortante sapere che lui, che ha “ogni autorità [...] in cielo e sulla terra”, è con noi per aiutarci a portarlo a termine?

      21 Gesù assicurò ai discepoli che sarebbe stato con loro mentre svolgevano il ministero per tutti i secoli fino alla “conclusione del sistema di cose”. Finché non verrà la fine, dobbiamo continuare ad assolvere il compito affidatoci da Gesù. Non è il momento di rallentare. È in corso un’abbondante raccolta spirituale. Vengono radunate persone ricettive in gran numero. Quali discepoli di Cristo siamo determinati a svolgere l’impegnativo incarico che ci ha affidato. Siamo risoluti a dedicare tempo, energie e risorse per ubbidire al comando di Gesù: “Andate e fate discepoli”.

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