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  • “Il lettore usi discernimento”
    La Torre di Guardia 1999 | 1° maggio
    • 4. Cosa indica che Matteo 24:15 ebbe un adempimento nel I secolo?

      4 I racconti di Marco e Luca forniscono ulteriori particolari. Dove Matteo usa l’espressione “stabilita in un luogo santo”, Marco 13:14 dice “stabilita dove non deve”. Luca 21:20 aggiunge queste parole di Gesù: “Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti accampati, allora sappiate che la sua desolazione si è avvicinata”. Questo ci aiuta a capire che il primo adempimento riguardava l’attacco romano contro Gerusalemme e il suo tempio — un luogo santo per gli ebrei, ma non più il luogo santo di Geova — iniziato nel 66 E.V. La desolazione completa ebbe luogo nel 70 E.V. quando i romani distrussero sia la città che il tempio. Cosa fu allora “la cosa disgustante”? E come fu “stabilita in un luogo santo”? La risposta a queste domande ci aiuterà a chiarire l’adempimento odierno.

  • “Il lettore usi discernimento”
    La Torre di Guardia 1999 | 1° maggio
    • ‘Fuggire’: Dove?

      18, 19. Per quali ragioni possiamo ritenere che ‘fuggire ai monti’ non significherà cambiare religione?

      18 Dopo aver predetto che “la cosa disgustante” sarebbe stata “stabilita in un luogo santo”, Gesù avvertì le persone di discernimento di agire. Voleva forse dire che in quel tardo momento — quando “la cosa disgustante” sarebbe stata “stabilita in un luogo santo” — molti sarebbero fuggiti dalla falsa religione e avrebbero abbracciato la vera adorazione? Difficilmente. Considerate il primo adempimento. Gesù disse: “Quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti. Chi è sulla terrazza non scenda, né entri a prendere qualcosa dalla sua casa; e chi è nel campo non torni alle cose lasciate dietro per prendere il suo mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che allattano in quei giorni! Continuate a pregare affinché non avvenga d’inverno”. — Marco 13:14-18.

      19 Gesù non disse che solo quelli che erano dentro Gerusalemme dovevano ritirarsi, come se il punto fosse che dovevano uscire dal centro dell’adorazione giudaica; né il suo avvertimento menzionò il fatto di cambiare religione, nel senso di fuggire dalla falsa e abbracciare la vera. I discepoli di Gesù non avevano certo bisogno di essere avvertiti circa il fuggire da una religione per abbracciarne un’altra: erano già diventati veri cristiani. E l’attacco del 66 E.V. non spinse coloro che praticavano il giudaismo a Gerusalemme e in tutta la Giudea ad abbandonare quella religione e ad accettare il cristianesimo. Il prof. Heinrich Graetz dice che quelli che inseguirono i romani che si ritiravano tornarono in città: “Gli zeloti esultanti, cantando inni di battaglia, tornarono a Gerusalemme (l’8 ottobre), col cuore traboccante di speranze di libertà e indipendenza. . . . Non li aveva Dio aiutati misericordiosamente come aveva aiutato i loro antenati? Nel cuore degli zeloti non c’era timore del futuro”.

      20. Come reagirono i primi discepoli all’avvertimento di Gesù di fuggire ai monti?

      20 In che modo, dunque, la schiera relativamente piccola di eletti seguì allora il consiglio di Gesù? Lasciando la Giudea e fuggendo sui monti dall’altra parte del Giordano, dimostrarono di non far parte del sistema giudaico, né politicamente né religiosamente. Lasciarono i campi e le abitazioni, non prendendo nemmeno i beni che avevano in casa. Fiduciosi che Geova li avrebbe protetti e sostenuti, misero la sua adorazione al di sopra di tutto ciò che poteva sembrare importante. — Marco 10:29, 30; Luca 9:57-62.

      21. Cosa non dobbiamo aspettarci che avvenga quando “la cosa disgustante” sferrerà il suo attacco?

      21 Esaminiamo ora l’adempimento maggiore. Da molti decenni esortiamo le persone a uscire dalla falsa religione e ad accettare la vera adorazione. (Rivelazione 18:4, 5) Milioni di persone l’hanno fatto. La profezia di Gesù non indica che una volta scoppiata la grande tribolazione, le persone si volgeranno in massa alla pura adorazione; di certo non vi fu nessuna conversione in massa degli ebrei nel 66 E.V. Nondimeno i veri cristiani avranno un grande incentivo a seguire l’avvertimento di Gesù e fuggire.

      22. Cosa potrebbe comportare per noi il seguire il consiglio di Gesù di fuggire ai monti?

      22 Al momento non conosciamo tutti i particolari della grande tribolazione, ma possiamo logicamente concludere che per noi la fuga di cui parlò Gesù non avverrà in senso geografico. I servitori di Dio vivono già in tutto il mondo, praticamente ovunque. Possiamo essere certi, però, che quando sarà necessario fuggire, i cristiani dovranno continuare a mantenere una chiara distinzione fra loro e le false organizzazioni religiose. È anche significativo che Gesù abbia avvertito di non tornare nella propria casa per ricuperare vesti o altri beni. (Matteo 24:17, 18) Potremmo quindi andare incontro a prove riguardo a come consideriamo le cose materiali: sono la cosa più importante o è più importante la salvezza che sarà concessa a tutti quelli che sono dalla parte di Dio? Sì, fuggire potrebbe comportare per noi certe difficoltà e privazioni. Dovremo essere pronti a fare tutto ciò che è necessario, come fecero i cristiani del I secolo che fuggirono dalla Giudea e si rifugiarono al di là del Giordano, in Perea.

      23, 24. (a) Soltanto dove troveremo protezione? (b) Che effetto dovrebbe avere su di noi l’avvertimento di Gesù circa ‘la cosa disgustante stabilita in un luogo santo’?

      23 Dobbiamo essere certi che il nostro rifugio siano sempre Geova e la sua organizzazione paragonabile a un monte. (2 Samuele 22:2, 3; Salmo 18:2; Daniele 2:35, 44) È lì che troveremo protezione! Non imiteremo le masse del genere umano che fuggiranno “nelle spelonche” e si nasconderanno “nei massi di roccia dei monti”, le organizzazioni e istituzioni umane che per brevissimo tempo potranno rimanere in piedi dopo la distruzione di Babilonia la Grande. (Rivelazione 6:15; 18:9-11) È vero che i tempi potranno farsi più difficili, come devono esserlo stati nel 66 E.V. per le donne incinte che fuggirono dalla Giudea o per chiunque dovette viaggiare con un tempo freddo e piovoso. Ma possiamo essere certi che Dio renderà possibile sopravvivere. Rafforziamo fin d’ora la nostra fiducia in Geova e in suo Figlio, che già regna quale Re del Regno.

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