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  • L’ESEMPIO DEL “PASTORE ECCELLENTE”
  • CAPACITÀ E QUALITÀ NECESSARIE PER UN PASTORE
  • LE RICOMPENSE DI UN PASTORE
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w26 novembre pp. 8-13

11-17 GENNAIO 2027

CANTICO 103 I pastori, doni negli uomini

“Pastori che davvero le pasceranno”

“Costituirò su di loro pastori che davvero le pasceranno” (GER. 23:4)

IN QUESTO ARTICOLO

Vedremo cosa possono imparare gli anziani da Gesù e come possono prendersi cura nel modo migliore delle pecore di Geova.

1-2. (a) Come ci aiutano gli anziani? (b) Cosa ha fatto Geova per darci aiuto spirituale? (Vedi anche il riquadro “Il pastore nei tempi biblici”.)

TI RICORDI una volta in cui un anziano premuroso ti ha aiutato? Forse ti ha dato un consiglio basato sulla Bibbia perché stavi per prendere una strada sbagliata, oppure ti ha confortato dopo che avevi perso qualcuno a cui volevi bene, o magari ti ha ricordato quanto Geova ti ama in un momento in cui tu ti sentivi indegno del suo amore. Una sorella di nome María,a che viene dalla Spagna, dice: “Quando gli anziani mi aiutano e mi proteggono, proprio come fa un pastore con le sue pecore, mi rendo conto che si interessano veramente di me. Le loro visite dimostrano che vogliono davvero conoscermi e capire come aiutarmi al meglio”.

2 Geova sa che abbiamo bisogno dell’aiuto degli anziani. Questo è il motivo per cui, parlando delle sue pecore, promise: “Costituirò su di loro pastori che davvero le pasceranno”. Geova aveva in mente uomini “graditi al [suo] cuore” che si sarebbero presi cura dei suoi servitori con conoscenza e perspicacia (Ger. 3:15; 23:4). Il più grande adempimento di questa promessa si ebbe quando Geova mandò Gesù sulla terra. In seguito, Gesù si assicurò che a prendersi cura della congregazione cristiana ci fossero degli anziani (Efes. 4:7, 8, 11). In questo articolo per prima cosa vedremo che esempio ci ha lasciato Gesù come pastore. Poi capiremo quali sono alcune capacità e qualità che aiutano gli anziani a essere pastori migliori. Infine parleremo delle ricompense che un pastore riceve quando si prende cura del gregge con tutto il cuore.

Il pastore nei tempi biblici

La Bibbia paragona gli anziani a dei pastori. Per scoprire il perché, vediamo alcune caratteristiche di un pastore letterale nei tempi biblici.

  • Diligente. Un pastore portava le sue pecore al pascolo e si assicurava che fossero ben nutrite (Ezec. 34:14). Fasciava quelle ferite e se ne prendeva cura (Ezec. 34:4). E per pascere il gregge sopportava il caldo del giorno e il freddo della notte (Gen. 31:40).

  • Affidabile. Senza il pastore, le pecore potevano facilmente perdersi, allontanarsi le une dalle altre, o addirittura essere uccise (Ezec. 34:5, 6). Un pastore affidabile contava le sue pecore ogni sera e si accertava che tutte fossero in salute. Le pecore si fidavano di lui. Riconoscevano e ascoltavano soltanto la sua voce (Giov. 10:2-5).

  • Coraggioso. Un pastore proteggeva con coraggio il gregge. Lo difendeva da ladri e predatori, inclusi leoni, lupi e orsi; e questo rischiando perfino la vita (1 Sam. 17:34, 35).

L’ESEMPIO DEL “PASTORE ECCELLENTE”

3. Perché Gesù poté definirsi “il pastore eccellente”? (Giovanni 10:11, 14).

3 Gesù descrisse sé stesso come “il pastore eccellente”. (Leggi Giovanni 10:11, 14.) Perché? Amava i suoi discepoli così tanto che “[cedette] la vita per le pecore”. Lui disse: “Conosco le mie pecore, e le mie pecore conoscono me”. Gesù capiva i bisogni di ciascuno dei suoi discepoli e offrì loro ristoro (Matt. 11:28, 29). Grazie a questo, loro si sentivano attratti da lui e impararono a fidarsi di lui.

4-5. (a) Perché Marta e Maria chiesero aiuto a Gesù? (b) Quali sacrifici fece Gesù per aiutarle?

4 Le qualità del “pastore eccellente” emergono bene dal capitolo 11 di Giovanni, in cui si legge che Gesù andò a trovare Marta e sua sorella Maria a Betania. Queste donne avevano bisogno del suo sostegno perché il loro fratello Lazzaro era morto solo qualche giorno prima. Gesù voleva molto bene a quella famiglia così unita (Giov. 11:5). Stava spesso a casa di Marta, Maria e Lazzaro; li conosceva bene ed era un loro amico stretto. Anche se Marta e Maria erano dispiaciute per il fatto che Gesù non aveva impedito la morte di Lazzaro, erano sicure che Gesù le avrebbe confortate per quella perdita. Se oggi gli anziani stringono forti amicizie con i loro fratelli e le loro sorelle, riusciranno meglio a offrire loro aiuto spirituale.

5 Gesù sapeva che ci avrebbe messo circa due giorni per andare fino a Betania. In più lì c’era un pericolo: in quella regione le persone avevano cercato di ucciderlo (Giov. 11:8). Ma un bravo pastore è disposto a fare sacrifici per aiutare i suoi fratelli e le sue sorelle che hanno bisogno.

6. In che modo Gesù confortò Marta?

6 Quando Gesù arrivò vicino a Betania, Lazzaro era morto da quattro giorni. Vista la situazione, Marta non poteva fare a meno di pensare a cosa si sarebbe potuto fare per salvare suo fratello (Giov. 11:21). Quindi Gesù la aiutò con tenerezza a non pensare al passato, ma al futuro. Le assicurò: “Tuo fratello risorgerà” (Giov. 11:23). Poi ascoltò la risposta sentita di Marta. Dopodiché, rafforzò ancora una volta la sua fede, ricordandole che lui aveva ricevuto da Dio l’autorità sulla morte (Giov. 11:24, 25). Oggi gli anziani incoraggiano gli altri ascoltandoli con pazienza e rafforzando la loro fiducia nelle promesse di Dio.

7. Cosa provò Gesù quando vide il dolore dei parenti e degli amici di Lazzaro? (Vedi anche l’immagine.)

7 Prima di risuscitare Lazzaro, Gesù osservò le persone vicino alla tomba. Maria, la sorella di Lazzaro, e altri stavano piangendo. Come influì su Gesù la loro angoscia? Gesù “si commosse profondamente e si turbò”, e poi “cedette alle lacrime” (Giov. 11:33, 35). Che rassicurante esempio di empatia! Gesù sentiva il loro dolore nel suo cuore. E questo colpì molto quelle persone (Giov. 11:36). Un bravo pastore mostra empatia ai suoi fratelli e alle sue sorelle (Rom. 12:15).

Gesù piange con Maria, Marta e altre persone in lutto mentre insieme vanno verso la tomba di Lazzaro.

Gesù, Marta, Maria e altri che amavano Lazzaro piangono la sua morte (Vedi il paragrafo 7)


8. In che modo Gesù si assicurò che continuassero a esserci dei pastori anche dopo il suo ritorno in cielo?

8 Gesù dimostrò chiaramente cosa significa essere un pastore amorevole e incoraggiò i suoi discepoli a esserlo a loro volta. Dopo la sua risurrezione affidò all’apostolo Pietro, e per estensione anche agli altri apostoli, la responsabilità di essere in prima linea nel prendersi cura delle sue pecore. Gesù mise in risalto il fatto che i suoi “agnelli”, le sue “pecorelle”, avrebbero avuto bisogno della cura dei pastori (Giov. 21:15-17).b Pietro non dimenticò mai quell’esortazione. Anni dopo, rivolgendosi agli anziani, li supplicò di continuare a prendersi cura di quelle pecorelle tanto preziose per Gesù (1 Piet. 5:1, 2).

CAPACITÀ E QUALITÀ NECESSARIE PER UN PASTORE

9. Perché si può dire che i pastori hanno una grossa responsabilità? (Atti 20:28).

9 L’apostolo Paolo incoraggiò gli anziani di Efeso a prendere molto sul serio il loro compito di pastori. (Leggi Atti 20:28.) Oggi gli anziani hanno ricevuto lo stesso importante incarico. Un anziano di nome David si è espresso così: “È come se Gesù mi stesse dicendo: ‘Vedi quelle pecorelle? Sono mie, ma voglio che tu mi aiuti a prendermene cura’”. Questa è un’enorme responsabilità. A volte un anziano potrebbe dubitare della sua capacità di confortare chi ha perso un caro, di rafforzare chi è debole o di incoraggiare chi è depresso (1 Tess. 5:14). È chiaro che è Geova a dare agli anziani la forza di cui hanno bisogno per svolgere il loro compito (Filip. 4:13). Ma ogni anziano può sviluppare le capacità e le qualità che lo aiuteranno a essere un pastore migliore. Vediamo quali sono alcune di queste capacità e qualità.

10. Cosa dovrebbe fare un anziano per essere un bravo pastore, e perché? (Proverbi 27:23 e nota in calce).

10 Conoscere le pecore. (Leggi Proverbi 27:23 e la nota in calce.) Una traduzione rende così questo versetto: “Impara tutto quello che puoi sulle tue pecore”.c Sicuramente rispettiamo la privacy dei nostri fratelli e delle nostre sorelle (1 Piet. 4:15). Ma come dice David, citato prima, “solo se capisci le difficoltà che i fratelli e le sorelle stanno affrontando, potrai usare la Bibbia in modo efficace per aiutarli”.

11. Perché ai fratelli e alle sorelle fa bene essere ascoltati con empatia dagli anziani?

11 Ascoltare con empatia. I pastori possono sintonizzarsi con i bisogni dei loro fratelli e delle loro sorelle ascoltandoli (Giac. 1:19). Pensiamo a quello che è successo a una sorella di nome Catherine. Suo marito aveva abbandonato lei e le sue figlie. Catherine dice: “Gli anziani mi hanno fatto le domande giuste e hanno ascoltato ogni parola che ho detto. In questo modo mi hanno fatto sentire preziosa, valorizzata e amata. Ho percepito che volevano davvero capire cosa stavo passando. Era come se stessero cercando di sentire il mio dolore. Quella conversazione mi ha ricordato che Geova non ci aveva abbandonate”.

12. In che modo gli anziani possono usare bene la Bibbia durante le visite pastorali?

12 Usare versetti adatti ai bisogni delle pecore (Tito 1:7, 9). Dopo aver capito quali difficoltà stanno affrontando i fratelli e le sorelle, un anziano potrà aiutarli in modo specifico.d Un anziano di nome Andrew spiega: “Cerco di usare princìpi ed episodi della Bibbia adatti ai bisogni specifici dei fratelli e delle sorelle. Per trovarli spesso consulto il libro Versetti utili nella vita di un cristiano”. Anche un anziano di esperienza che si chiama Elihú usa questa pubblicazione. Lui dice: “Per prepararmi per le visite pastorali spesso uso gli argomenti ‘Ansia, angoscia’, ‘Delusioni’ e ‘Scoraggiamento’. Questi sono alcuni dei sentimenti con cui i fratelli e le sorelle lottano ogni giorno, e lì ho trovato versetti incoraggianti in cui possono rivedersi”. Catherine, menzionata nel paragrafo precedente, racconta: “Un anziano mi ha letto Isaia 26:3. Io e le mie figlie abbiamo letto e riletto quelle parole più volte. Quel versetto confortante ci ha aiutate nei giorni più difficili”.

13. Cosa rende avvicinabile un pastore? (Vedi anche le immagini e il riquadro “Siete tutti fratelli”.)

13 Essere avvicinabile. Anche se era molto impegnato, Gesù si prendeva sempre il tempo per gli altri, inclusi i bambini (Luca 18:15, 16). Cosa impariamo? Un bravo pastore fa in modo di essere disponibile per tutti, giovani e meno giovani. Le conversazioni prima e dopo le adunanze, anche se brevi, possono rafforzare i legami di fiducia e di amicizia. Una sorella di nome Lauren dice: “Se un anziano mi chiede regolarmente come sto e si è già offerto di aiutarmi, per me è più facile andargli a parlare. E se poi capita qualcosa di più grave, mi sento tranquilla ad avvicinarlo, perché so che si interessa di me e posso contare su di lui”.

Sequenza: Un anziano dedica del tempo ai fratelli della congregazione. 1. L’anziano e la sua famiglia fanno un gioco da tavolo con i loro amici. 2. In Sala del Regno una sorella e la figlia che erano alla serata di giochi da tavolo parlano con l’anziano e la sua famiglia.

Un bravo pastore si guadagna la fiducia e l’amicizia dei fratelli e delle sorelle (Vedi il paragrafo 13)


“Siete tutti fratelli”

La Bibbia ci incoraggia a onorare gli anziani che si danno tanto da fare (1 Tim. 5:17). Questo significa forse che un anziano dovrebbe aspettarsi che i fratelli della congregazione si rivolgano a lui con un titolo onorifico o con un linguaggio formale che gli dà più importanza rispetto ad altri? No, perché l’obiettivo di un anziano è quello di servire i fratelli e le sorelle, non di spadroneggiare su di loro (Luca 22:25-27; 1 Piet. 5:2, 3). Inoltre, la Bibbia dice che tutti i cristiani devono mostrarsi onore a vicenda (Rom. 12:10). In alcune culture, è comune che i ragazzi si rivolgano a chi è più grande di loro con un linguaggio più rispettoso di quello che userebbero con i loro coetanei. La Bibbia non condanna queste usanze. Infatti dice di mostrare rispetto alle persone anziane (Lev. 19:32). Ma gli anziani umili non si aspettano di ricevere un trattamento speciale o eccessive dimostrazioni di onore che li metterebbero al di sopra dei fratelli e delle sorelle. E invece di pretendere che gli altri si rivolgano a loro usando un linguaggio eccessivamente riverente, gli anziani cercano i modi per mettere a proprio agio i compagni di fede, così da aiutarli a sentirsi tranquilli nell’avvicinarsi a loro. Per essere più avvicinabili, molti anziani invitano gli altri, inclusi i ragazzi, a rivolgersi a loro in un modo amichevole e spontaneo, che li faccia sentire a loro agio, come se stessero parlando con degli amici. Questo favorisce una buona comunicazione. Inoltre gli anziani non chiederebbero mai ai fratelli di rivolgersi a loro con titoli non scritturali che li eleverebbero al di sopra del gregge. Gesù ricordò ai suoi discepoli: “Siete tutti fratelli” (Matt. 23:8-12).

14. Cosa impariamo da quello che ha vissuto Juan?

14 Mostrare amore. Gesù disse che i suoi discepoli si sarebbero contraddistinti per l’amore fra loro (Giov. 13:35). Ed è proprio da questo che si riconosce un vero pastore: dal suo amore per le pecore di Geova. Juan, ora lui stesso anziano, è stato aiutato da un pastore amorevole. Lui ammette: “Quando ho iniziato a studiare la Bibbia, ho avuto i miei alti e bassi, sia in senso emotivo che spirituale”. E aggiunge: “Ma l’amore di un anziano è stato fondamentale per me. Mi ha spinto a continuare a studiare e ad andare alle adunanze. Mi ha anche aiutato a non fare il terribile errore di lasciare Geova. Grazie alla pazienza e all’amore di quell’anziano, ho capito davvero come mi vede Geova, e questo mi ha incoraggiato a non arrendermi”.

LE RICOMPENSE DI UN PASTORE

15. Quali sono le ricompense di un pastore? (Atti 20:31, 35).

15 Essere un pastore non è sempre facile. Paolo ammise che a volte si sentiva in ansia e passava notti insonni perché amava le pecore di Geova ed era preoccupato per loro (2 Cor. 11:27, 28). Eppure, ricordando gli sforzi che aveva fatto per prendersi cura della congregazione, si rivide nelle parole del “pastore eccellente”, Gesù Cristo, che disse: “C’è più felicità nel dare che nel ricevere”. (Leggi Atti 20:31, 35.) Javier, che è anziano da più di 30 anni, prova sentimenti simili. Lui dice: “Prendermi cura dei miei fratelli e delle mie sorelle ha rafforzato la mia fede e il mio amore per Geova. Far loro visite pastorali mi ricorda che Geova si interessa di tutti quelli che lo amano e lo servono con tutto il cuore”.

16. Perché Paolo paragonò il suo ruolo di pastore a quello di una madre?

16 Sotto molti aspetti, un bravo pastore rispecchia l’amore altruistico di una madre premurosa. Paolo fece proprio questo paragone parlando di quello che aveva fatto per i fratelli e le sorelle di Tessalonica (1 Tess. 2:7, 8). Una madre fa molti sacrifici per il suo bambino, ma prova anche molta gioia. Proprio come una madre è orgogliosa dei progressi del figlio, Paolo era orgoglioso dei progressi dei tessalonicesi (2 Tess. 1:3, 4). Oggi gli anziani altruisti provano molta soddisfazione aiutando altri e osservando i loro progressi. Miguel, l’anziano che ha aiutato Juan, menzionato prima, spiega: “È stato bellissimo aiutare Juan a sviluppare le qualità cristiane. E ora sono molto orgoglioso del fatto che anche lui è diventato anziano”.

17. Cosa apprezzate dei pastori che Geova ci ha dato?

17 Siamo molto grati a Geova per averci dato bravi pastori che ci aiutano in questi ultimi giorni! Vediamo quanto si impegnano per imitare l’esempio di Gesù, “il pastore eccellente”. E apprezziamo gli sforzi che fanno per sviluppare le qualità e le capacità di cui hanno bisogno per darci consigli, rafforzarci e incoraggiarci. Sono davvero preziosi sia per noi che per Geova! (1 Tess. 5:12, 13).

COME RISPONDERESTE?

  • In che modo Gesù dimostrò di essere “il pastore eccellente”?

  • Quali capacità e qualità fanno di un anziano un bravo pastore?

  • Quali sono le ricompense di un pastore?

CANTICO 109 Amiamoci di cuore intensamente

a I nomi sono stati cambiati.

b Gesù usò l’espressione “pecorelle” per esprimere il tenero affetto che provava per i suoi discepoli.

c Anche se Proverbi 27:23 si riferisce al modo diligente in cui i pastori letterali dovrebbero prendersi cura delle loro pecore, questo versetto contiene un consiglio anche per i pastori spirituali che si prendono cura delle pecore di Geova.

d Nel prendersi cura delle pecore di Geova, gli anziani ricordano che non sono autorizzati a dire loro cosa fare (2 Cor. 1:24). Ogni cristiano ha la responsabilità di prendere le proprie decisioni (Gal. 6:5, vedi l’approfondimento). Vedi anche La Torre di Guardia del 15 gennaio 2013, pagine 27-28, paragrafi 2-4.

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