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Non guardiamo alle “cose che sono dietro”La Torre di Guardia 2012 | 15 marzo
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“In realtà considero pure tutte le cose una perdita a motivo dell’eccellente valore della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore. A motivo di lui ho accettato la perdita di tutte le cose e le considero come tanti rifiuti, affinché io guadagni Cristo”.a (Filip. 3:7, 8) Proprio come una persona non si rammarica di aver gettato via spazzatura o rifiuti, Paolo non rimpiangeva nessuna delle opportunità secolari che si era lasciato alle spalle. Non le considerava più cose per le quali impegnarsi.
13, 14. Come possiamo seguire l’esempio di Paolo?
13 Se ci accorgiamo di iniziare a rimuginare sulle cosiddette occasioni mancate, può esserci utile imitare l’esempio di Paolo. Come? Consideriamo il valore di ciò che abbiamo ora. Abbiamo una preziosa relazione con Geova e ci siamo fatti la reputazione di persone fedeli ai suoi occhi. (Ebr. 6:10) Il mondo non può offrirci nessun vantaggio materiale che si possa anche solo lontanamente paragonare alle benedizioni spirituali che abbiamo ora e di cui godremo nel futuro! — Leggi Marco 10:28-30.
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Non guardiamo alle “cose che sono dietro”La Torre di Guardia 2012 | 15 marzo
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a Stando al Grande Lessico del Nuovo Testamento, la parola originale resa qui “rifiuti” ha anche il senso di “ciò che si butta ai cani”, “sterco”, “escrementi”. Il fatto che Paolo usi questo termine denota un “deciso distacco da una causa senza valore e ripugnante, con la quale non si vuole più avere nulla a che fare”. — G. Kittel, continuato da G. Friedrich, ed. italiana a cura di F. Montagnini, G. Scarpat e O. Soffritti, Paideia, Brescia, 1979, vol. XII, coll. 645-647, 650.
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