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Geova, Colui che è vigoroso in potenzaLa Torre di Guardia 2000 | 1° marzo
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5. Nelle opere di Geova che prove abbiamo della sua potenza?
5 Se ‘ricerchiamo le opere di Dio’ come faceva Davide, vedremo dappertutto prove della sua potenza: nel vento e nelle onde, nei tuoni e nei fulmini, nei fiumi possenti e nelle montagne maestose. (Salmo 111:2; Giobbe 26:12-14) Per di più, come ricordò Geova a Giobbe, anche gli animali dimostrano la sua potenza. Fra questi c’è Beemot, l’ippopotamo. Geova disse a Giobbe: “La sua potenza è nei suoi fianchi . . . Le sue forti ossa sono simili a verghe di ferro battuto”. (Giobbe 40:15-18) Anche la tremenda forza del toro selvaggio era ben nota nei tempi biblici, e Davide pregò di essere risparmiato “dalla bocca del leone, e dalle corna dei tori selvaggi”. — Salmo 22:21; Giobbe 39:9-11.
6. Cosa simboleggia il toro nelle Scritture, e perché? (Vedi la nota in calce).
6 A motivo della sua forza, il toro è usato nella Bibbia per simboleggiare la potenza di Geova.c Quando ebbe la visione del trono di Geova, l’apostolo Giovanni vide quattro creature viventi, una delle quali aveva la faccia simile a quella di un toro. (Rivelazione [Apocalisse] 4:6, 7) Evidentemente uno dei quattro principali attributi di Geova Dio rappresentati da quei cherubini è la potenza. Gli altri sono l’amore, la sapienza e la giustizia. Dato che la potenza è una caratteristica così rilevante della personalità di Dio, comprendere bene che cos’è e il modo in cui la usa ci avvicinerà a lui e ci spingerà a imitare il suo esempio usando bene la potenza che abbiamo noi. — Efesini 5:1.
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Geova, Colui che è vigoroso in potenzaLa Torre di Guardia 2000 | 1° marzo
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c Il toro selvaggio di cui parla la Bibbia era probabilmente l’uro. Duemila anni fa questi animali pascolavano anche in Gallia (l’odierna Francia) e Giulio Cesare parlò dei “cosiddetti uri, un po’ inferiori in grandezza agli elefanti, e in aspetto, colore e sagoma simili ai tori. La loro forza e velocità sono straordinarie e non risparmiano né uomini né fiere che appena avvistano”. — Le guerre in Gallia, VI, 28, a cura di C. Carena, Mondadori, Milano, 1987.
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