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Quattro interrogativi sulla fine trovano rispostaLa Torre di Guardia 2010 | 1° agosto
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Imparare dal passato. “[Dio] non si trattenne dal punire il mondo antico, ma conservò Noè, predicatore di giustizia, con sette altri quando portò il diluvio su un mondo di empi”, scrisse Pietro. (2 Pietro 2:5) A proposito di coloro che si fanno beffe di questa speranza, aggiunse: “Secondo il loro desiderio, sfugge alla loro attenzione questo fatto, che dai tempi antichi vi erano i cieli e una terra situata solidamente fuori dell’acqua e nel mezzo dell’acqua mediante la parola di Dio; e mediante tali mezzi il mondo di quel tempo subì la distruzione quando fu inondato dall’acqua. Ma mediante la stessa parola i cieli e la terrab che sono ora son custoditi per il fuoco e sono riservati al giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi”. — 2 Pietro 3:5-7.
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b Qui Pietro usa il termine “terra” in senso simbolico, e anche lo scrittore biblico Mosè ne fece un uso simile, quando scrisse: “Tutta la terra continuava ad avere una sola lingua”. (Genesi 11:1) Ovviamente la terra non parlava in senso letterale “una sola lingua”, e allo stesso modo il pianeta non verrà letteralmente distrutto. Piuttosto, come dichiara Pietro, saranno gli ingiusti a venire distrutti.
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