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  • Mentre istituzioni vecchie di secoli crollano è possibile la sopravvivenza?
    La Torre di Guardia 1967 | 15 luglio
    • 12. Che cos’è simboleggiato dalla “gran città” che si divide in tre parti?

      12 “E la gran città si divise in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Babilonia la grande fu ricordata dinanzi a Dio, per darle la coppa del vino della collera della sua ira”. La “gran città” si riferisce a Babilonia la Grande, di cui Rivelazione 17:18 parla come della “gran città che ha il regno sopra i re della terra”. È un regno religioso e rappresenta l’impero mondiale della falsa religione. Il numero tre è usato molte volte nella Bibbia, e rappresenta enfasi. Il fatto che Babilonia si divide in tre parti simboleggia una rottura molto seria e completa in essa.

      13. Che cosa fa la settima piaga alla falsa religione, chi la reca, e perché?

      13 Da questo possiamo vedere quale tremenda scossa subirà l’impero mondiale della falsa religione e come sarà diviso e cadrà senza possibilità di rimedio o guarigione. Mentre i governanti, come indica la Bibbia, avranno a che fare con la distruzione della falsa religione, in realtà la distruzione viene da Geova Dio, poiché la Rivelazione dice che è Dio a darle la coppa del vino della sua ira. Questa coppa della sua ira prima la smaschera, quindi la fa distruggere. La renderà così ubriaca di afflizione e vergogna che essa non si riprenderà mai dai suoi effetti né si desterà più. Dio non ha ignorato i secoli della sua malvagità. Egli ha visto e ne ha tenuto conto. Tutta la malvagità che ha commesso è stata compiuta “dinanzi a Dio” ed egli la ripaga con la distruzione.

      14. Che cos’è inteso dalla dichiarazione “ogni isola fuggì, e i monti non furono trovati”?

      14 “E ogni isola fuggì, e i monti non furono trovati”. La distruzione di un monte o di un’isola sarebbe più grande della distruzione di una città, ma il veniente terremoto mondiale d’afflizione per mano di Dio influirà tremendamente sul mare e sulla terra. Nulla sarà troppo distante o isolato, come un’isola nel mare, o troppo alto e forte come una montagna nella visibile organizzazione di Satana, per sfuggire alla distruzione. L’età delle istituzioni non avrà importanza. Alcune istituzioni han potuto sopravvivere per centinaia d’anni a tempi turbolenti e all’infuriare del mare di elementi rivoluzionari, radicali e nichilistici. Ma da questo terremoto non ci sarà scampo, non essendo nessuno in grado di resistere alla scossa per mano di Dio. Solo quelli che sostengono il suo Regno troveranno rifugio. — Sal. 46:2, 3.

      INFINE, UNA DEVASTATRICE GRANDINATA

      15. (a) Oltre al terremoto, la settima piaga che cos’altro causa? (b) Che cos’è raffigurato dalla grandinata?

      15 La settima piaga versata sull’aria o spirito di questo mondo compie queste cose e anche molte altre, perché colpisce l’atmosfera stessa. Perciò Rivelazione continua: “E una grossa grandine con ogni pietra del peso di circa un talento cadde dal cielo sugli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a motivo della piaga della grandine, perché la piaga d’essa era insolitamente grande”. Dall’atmosfera cadono dunque sugli uomini chicchi di grandine, chicchi di grandine di straordinaria grandezza, del peso di quarantatré chili. Cadono a grande velocità e causano tremenda distruzione. Poiché i chicchi di grandine sono acqua congelata, questa grandinata raffigura che il cielo manderebbe sul mondo del genere umano una gran quantità di dure verità bibliche. I testimoni di Geova sono ora impegnati a predicare un messaggio di liberazione e salvezza per quelli che si rifugiano nel Regno, il quale non può essere scosso. Ma i chicchi di grandine raffigurano non un messaggio di liberazione, ma la dura, inflessibile proclamazione della vendetta di Dio contro la visibile organizzazione di Satana. I testimoni di Geova annunceranno infine questo pungente messaggio, che presagisce la distruzione degli uomini su cui si abbatte.

      16. Chi è colpito dalla grandinata e che cos’è mostrato dal fatto che fu insolitamente grande?

      16 Gli uomini che sono colpiti da questa grandinata sono quelli che non invocarono il nome di Geova per salvarsi, ma che lo bestemmiarono udendo i messaggi di giudizio e l’esecuzione di questi. Rifiutarono in passato di udire il messaggio che avrebbe significato salvezza per loro e ora odiano specialmente questa dichiarazione di condanna. (Gioe. 2:32; Rom. 10:13) Il fatto che questa piaga fosse insolitamente grande raffigura che alla fine ci sarà da parte dei testimoni di Geova una proclamazione insolitamente grande della vendetta di Dio.

      17. Come vediamo che la settima piaga compirà l’ira di Dio sul mondo?

      17 Che la settima piaga compirà davvero l’ira di Dio sul mondo è illustrato dalla descrizione fattaci in Rivelazione. Essa indica che quelli che sopravvivono al simbolico terremoto saranno distrutti senza fallo dalle distruttive pietre della grandine dalla mira precisa che vengono dal cielo. Non che li uccidano le verità stesse, ma i giudizi che Dio esegue in armonia con le verità espresse. — Giob. 38:22, 23; Sal. 148:7, 8; Isa. 28:2-17.

      PUÒ RIMANERE ALCUNA COSA?

      18. Ora che cosa si deve fare per sopravvivere?

      18 Ma che dire della sopravvivenza? È possibile vivere e provare qualcosa di meglio della presente situazione? È vero che questo giudizio sarà realmente severo per quelli che odiano Dio e che lo bestemmiano, ma sarà favorevole per quelli che amano Dio e vogliono vedere la giustizia sulla terra. Tali persone sfuggiranno a quest’ultima piaga studiando la sua Parola. Ora devono applicarsi per coltivare lo spirito di Dio e produrre il frutto dello spirito, che costituisce le cose che portano il bene nella vita degli uomini. Esse sono “amore, gioia, pace, longanimità, benignità, bontà, fede, mitezza, padronanza di sé”. (Gal. 5:22, 23) Sono esattamente l’opposto delle cose prodotte dallo spirito di questo mondo, le quali cose non fanno bene a nessuno, cioè le opere della carne: “fornicazione, impurità, condotta dissoluta, idolatria, pratica di spiritismo, odii, contesa, gelosia, eccessi d’ira, contenzioni, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e simili”. — Gal. 5:19-21.

      19. Quali domande son poste dinanzi a ciascuno perché prenda una decisione, e possiamo indugiare a decidere?

      19 Le domande poste chiaramente dinanzi a ciascuno che ode la proclamazione e legge e capisce queste cose perché prenda una decisione sono: Quale frutto volete? Volete vivere per breve tempo in un mondo pieno delle opere della carne e quindi morire per sempre, o volete la vita eterna in un mondo pieno dell’eccellente frutto dello spirito di Dio? Proprio ora, che è versata questa settima e ultima piaga, il tempo nel quale si può ottenere la salvezza dal terremoto e dalla grandinata insolitamente grande si accorcia rapidamente. Agite presto per evitare la catastrofe finale. Anche se confidate in una religione, in un governo o in un’istituzione o in un’ideologia che esiste da secoli, abbandonatela ora per la sola cosa durevole, il regno di Dio mediante Cristo.

  • Una famiglia si trasferisce nell’Africa Occidentale tropicale
    La Torre di Guardia 1967 | 15 luglio
    • Una famiglia si trasferisce nell’Africa Occidentale tropicale

      MENTRE l’aereo rullava lentamente lungo la pista dell’aeroporto Gatwick, a Londra, acquistando via via velocità, io e mia moglie ci chiedevamo in che genere d’avventura ci fossimo imbarcati. Ci lasciavamo dietro tutti i nostri amici e parenti ed eravamo in volo verso l’Africa Occidentale tropicale!

      Che cosa ci aveva fatto decidere di trasferirci in Africa, specialmente dal momento che abbiamo due bambini piccoli? Poiché avevo cinque anni d’esperienza nel campo dell’insegnamento, io e mia moglie decidemmo di trarne profitto in una diversa parte del mondo, dove c’era maggior bisogno di predicatori della buona notizia del Regno. Eravamo entrambi in buona salute, con due bambini sani, e avevo una nomina per fare l’insegnante in Africa, e questa mi offriva convenevole alloggio e la sicurezza di un contratto.

      Sapevamo che avremmo dovuto fare molti cambiamenti nella nostra vita per adattarci alla nuova situazione, ma come aveva detto il funzionario a Londra durante il colloquio per il posto, “ci vuole lo spirito missionario per accettare un posto di insegnante in Africa”. Egli non si rendeva conto che questa era la ragione più importante che ci aveva spinti a fare questo passo! Il nostro principale desiderio era di aiutare gli Africani a capire meglio le cose relative a Dio e ai suoi propositi verso tutto il genere umano.

      Arrivammo a Freetown, capitale della Sierra Leone, nel mezzo della stagione delle piogge. Avremmo imparato presto che piove di più qui in un giorno che in parecchie settimane in Inghilterra. Comunque, ci si abitua presto, e almeno è pioggia calda! Sembrava che la pioggia facesse crescere tutto a profusione, con abbondanza d’alberi di palma, aranci, banani e alberi di papaia. Eravamo meravigliati dalla quantità di vegetazione, in tutte le sue diverse sfumature, un così piacevole contrasto col margine del deserto del Sahara che avevamo precedentemente sorvolato.

      A Freetown c’erano edifici alti e moderni, ma durante il viaggio su una specie di jeep verso la nostra nuova dimora nel nord del paese riscontrammo che la maggioranza degli abitanti dei villaggi vivono in case con le pareti di fango e il tetto di paglia, alcune rotonde, altre quadrate. Per la maggior parte

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