Ottobre
Domenica 1º ottobre
Quelli che ha preordinati sono quelli che ha anche chiamati (Rom. 8:30)
Geova iniziò a scegliere gli unti dopo la morte e la risurrezione di Gesù, e pare che tutti i componenti della congregazione cristiana del I secolo fossero unti. Dal I secolo fino all’inizio degli ultimi giorni la stragrande maggioranza di coloro che affermavano di seguire Cristo erano in realtà falsi cristiani e Gesù li paragonò a “zizzanie”. Comunque per tutto quel tempo Geova continuò a scegliere alcuni esseri umani fedeli come unti; questi dimostrarono di essere come il “grano” di cui parlò Gesù (Matt. 13:24-30). Durante gli ultimi giorni Geova ha continuato a scegliere coloro che faranno parte dei 144.000. Se Geova decide di scegliere alcuni per tale privilegio appena prima della fine, chi siamo noi per mettere in dubbio che stia facendo ciò che è giusto? (Isa. 45:9; Dan. 4:35; Rom. 9:11, 16). Non vorremmo comportarci come gli uomini insoddisfatti che si lamentarono del modo in cui il signore aveva agito nei confronti dei lavoratori dell’11a ora (Matt. 20:8-15). w16.01 4:15
Lunedì 2 ottobre
Prendi, suvvia, tuo figlio, il tuo figlio unico che ami tanto, Isacco, e fa un viaggio nel paese di Moria e là offrilo come olocausto su uno dei monti che io ti designerò (Gen. 22:2)
Oggi Geova non ci fa richieste come quella che fece ad Abraamo. Però ci chiede di ubbidire anche quando i suoi comandi ci sembrano difficili da seguire o quando non ne capiamo le ragioni. Ci viene in mente qualcosa che Dio ci chiede di fare ma che troviamo difficile? Per alcuni potrebbe essere l’opera di predicazione. Forse combattono con la timidezza, e per loro non è facile parlare della buona notizia agli estranei. Per altri può rappresentare una sfida essere considerati diversi, per esempio a scuola o al lavoro (Eso. 23:2; 1 Tess. 2:2). Ci capita di sentirci come Abraamo, come se stessimo salendo a fatica su quella montagna nel paese di Moria, magari quando affrontiamo una prova che ci sembra più grande di noi? Allora Abraamo e la sua fede ci possono incoraggiare. Meditare su esempi di uomini e donne fedeli può spingerci a imitarli e ad avvicinarci a Geova, il nostro Amico (Ebr. 12:1, 2). w16.02 1:3, 14
Martedì 3 ottobre
Saul parlò a Gionatan suo figlio e a tutti i suoi servitori di mettere a morte Davide (1 Sam. 19:1)
Dal momento che Saul era determinato a uccidere Davide, Gionatan si trovò a dover decidere a chi mostrarsi leale. Aveva fatto un patto con Davide, ma era anche sottomesso a suo padre. Tuttavia sapeva che Dio era con Davide, non con Saul. Per questo decise di essere leale a Davide piuttosto che a suo padre. Disse a Davide di nascondersi e parlò bene di lui a suo padre (1 Sam. 19:1-6). Se non stiamo attenti, la lealtà verso una nazione, un istituto scolastico o una squadra sportiva potrebbe finire per soffocare la nostra lealtà a Dio. Per esempio, a Henry piace giocare a scacchi. La sua scuola vinceva spesso il campionato, quindi Henry voleva fare del suo meglio. Tuttavia ammette: “Piano piano la lealtà verso la mia scuola iniziò a prendere il posto della lealtà a Dio. I tornei nei fine settimana interferivano molto con le mie attività spirituali. Così decisi di lasciare la squadra di scacchi” (Matt. 6:33). w16.02 3:10, 12
Mercoledì 4 ottobre
Il tuo popolo si offrirà volenterosamente (Sal. 110:3)
Se sei giovane, quali sono alcuni modi in cui puoi capire se la tua decisione di battezzarti scaturisce dal cuore? Per esempio, il profondo desiderio di servire Geova influisce sul modo in cui preghi. Quanto spesso ti rivolgi a Geova? Le tue preghiere sono specifiche? La risposta a queste domande può rivelare quanto è intima la tua relazione con Geova (Sal. 25:4). Un modo importante in cui Geova risponde alle preghiere è tramite la sua Parola. Di conseguenza, anche l’impegno con cui studiamo la Bibbia indica che desideriamo davvero avvicinarci maggiormente a Geova e servirlo di cuore (Gios. 1:8). Chiediti: “Le mie preghiere sono specifiche? Studio regolarmente la Bibbia?” Se in casa si tiene l’adorazione in famiglia chiediti anche: “Vi prendo parte attiva?” Le risposte a queste domande ti aiuteranno a capire se la decisione di battezzarti viene dal tuo cuore. w16.03 1:11, 13
Giovedì 5 ottobre
Da lui tutto il corpo è armoniosamente unito e fatto per cooperare (Efes. 4:16)
Che emozione leggere nell’Annuario i risultati della nostra attività ottenuti grazie agli sforzi che compiamo insieme! Pensiamo anche all’unità che c’è fra noi ai congressi di zona, speciali e internazionali, dove ascoltiamo incoraggianti discorsi biblici e assistiamo a drammi e dimostrazioni. Spesso queste parti sottolineano il fatto che Dio ci invita amorevolmente a servirlo con tutto noi stessi. Anche commemorare la morte di Gesù ci rende uniti. Pieni di gratitudine per l’immeritata benignità di Dio e ubbidendo al comando di Gesù, ogni anno ci riuniamo per questo evento il 14 nisan dopo il tramonto (1 Cor. 11:23-26). E nelle settimane che precedono la Commemorazione, cerchiamo di coprire il più possibile il territorio della nostra congregazione per invitare altri a unirsi a noi in occasione di questo evento importante. Può sembrare che gli sforzi che ciascuno di noi compie individualmente siano insignificanti. Ma collaborando riusciamo a indirizzare l’attenzione di milioni di persone verso Colui che merita tutta la lode e l’onore, Geova! w16.03 3:4, 6, 7
Venerdì 6 ottobre
Questo è mio Figlio, il diletto, che io ho approvato (Matt. 3:17)
Ai fratelli che vengono addestrati per servire nella congregazione bisogna insegnare a ragionare in termini di princìpi biblici. Supponiamo, ad esempio, che un anziano chieda a un fratello di mantenere l’ingresso della Sala del Regno pulito e ordinato. Potrebbe considerare con lui Tito 2:10 e spiegargli come il suo lavoro può “adornare in ogni cosa l’insegnamento del nostro Salvatore, Dio”. Potrebbe anche chiedergli di pensare alle persone anziane della congregazione che trarranno beneficio da quello che farà. Includere queste conversazioni nell’addestramento che gli viene impartito aiuterà il fratello a concentrarsi più sulle persone che sulle regole. Proverà così la gioia che deriva dal vedere l’effetto positivo del suo servizio sui fratelli e sulle sorelle della congregazione. L’anziano non dovrebbe poi dimenticare di lodarlo per gli sforzi che fa nell’applicare i suggerimenti. Le lodi sincere sono tanto importanti per il fratello quanto l’acqua lo è per la pianta: lo rendono forte. w15 15/4 2:7, 8
Sabato 7 ottobre
Il Signore mi libererà da ogni opera malvagia (2 Tim. 4:18)
Ci è mai successo di sentirci completamente soli nell’affrontare una situazione difficile? Potrebbe trattarsi di mancanza di lavoro, pressioni a scuola, problemi di salute o altro. Forse abbiamo anche chiesto aiuto, ma siamo rimasti delusi perché non abbiamo ricevuto quello di cui avevamo bisogno. La verità è che alcuni problemi non possono essere risolti con il semplice sostegno degli altri. In situazioni del genere, il consiglio della Bibbia di “[confidare] in Geova” è forse inutile? (Prov. 3:5, 6). Assolutamente no. L’aiuto che viene da Dio è reale, come dimostrano molti esempi biblici. Perciò, invece di covare risentimento quando l’aiuto degli altri sembra limitato, dovremmo considerare queste situazioni come le considerava l’apostolo Paolo: un’opportunità per fare pieno affidamento su Geova e provare sulla nostra pelle la sua tenera cura. Questo rafforzerà la nostra fiducia nei suoi confronti e renderà la nostra relazione con lui sempre più reale. w15 15/4 4:3-5
Domenica 8 ottobre
L’iddio di questo sistema di cose ha accecato le menti degli increduli (2 Cor. 4:4)
Solo con l’inganno Satana può fare in modo che le persone si ribellino all’amorevole Dio, Geova (1 Giov. 4:8). Si serve dell’inganno per impedire che le persone si “[rendano] conto del loro bisogno spirituale” (Matt. 5:3). Così “ha accecato le menti degli increduli, affinché la luce della gloriosa buona notizia intorno al Cristo, che è l’immagine di Dio, non risplenda loro”. Uno dei principali modi in cui Satana inganna gli esseri umani è tramite la falsa religione. Quanta soddisfazione deve provare nel vedere le persone adorare gli antenati, la natura, gli animali, in pratica qualunque cosa tranne Geova, “che esige esclusiva devozione”! (Eso. 20:5). Perfino molti che credono di adorare Dio nel modo giusto sono in realtà prigionieri di false convinzioni e riti inutili. Si trovano in una condizione infelice, proprio come coloro che Geova implorò dicendo: “Perché la vostra fatica è per ciò che non dà sazietà? Ascoltatemi attentamente, e [provate] squisito diletto nello stesso grasso” (Isa. 55:2). w15 15/5 1:14, 15
Lunedì 9 ottobre
Egli ti schiaccerà la testa e tu gli schiaccerai il calcagno (Gen. 3:15)
È probabile che Abele abbia pensato molto a tale promessa. Forse arrivò a comprendere che qualcuno avrebbe subìto una ferita al “calcagno” affinché l’umanità potesse essere elevata alla perfezione come quella di cui godevano Adamo ed Eva prima di peccare. La sua fede era basata sulla promessa di Geova, il quale di conseguenza ne accettò il sacrificio (Gen. 4:3-5; Ebr. 11:4). Noè sopravvisse al Diluvio per fede (Ebr. 11:7). In seguito, fu sempre la fede a spingerlo a offrire sacrifici animali (Gen. 8:20). Al pari di Abele, anche lui indubbiamente aveva fede che l’umanità alla fine sarebbe stata liberata dalla schiavitù del peccato e della morte. E nel periodo oscuro che seguì il Diluvio, quando Nimrod agiva in opposizione a Geova, Noè non perse la fede e la speranza (Gen. 10:8-12). Molto probabilmente sarà stato incoraggiante per lui pensare a un’umanità libera dal dominio oppressivo, dal peccato ereditato e dalla morte. Anche noi possiamo ‘vedere’ un futuro altrettanto meraviglioso, un futuro più vicino che mai! (Rom. 6:23). w15 15/5 3:4, 6
Martedì 10 ottobre
L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare, ma la parola buona è ciò che lo fa rallegrare (Prov. 12:25)
Se non teniamo sotto controllo i pensieri che ci procurano ansia, potremmo subirne un danno fisico e spirituale. Piuttosto confidiamo in Geova e ricordiamo le parole della scrittura di oggi. Le buone parole di incoraggiamento dette da qualcuno che ci capisce possono far “rallegrare” il nostro cuore. Confidarci con i nostri genitori, il nostro coniuge o un amico fidato che vede le cose dal punto di vista di Dio può aiutarci ad alleviare l’ansia. Nessuno può capire l’ansia che proviamo meglio di Geova. “Non siate ansiosi di nulla”, scrisse Paolo, “ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio con preghiera e supplicazione insieme a rendimento di grazie; e la pace di Dio che sorpassa ogni pensiero custodirà i vostri cuori e le vostre facoltà mentali mediante Cristo Gesù” (Filip. 4:6, 7). Quando perciò ci sentiamo ansiosi, cerchiamo di concentrarci sull’aiuto che i compagni di fede, gli anziani, lo schiavo fedele, gli angeli, Gesù e Geova stesso ci stanno dando per proteggerci dai danni spirituali. w15 15/5 4:16, 17
Mercoledì 11 ottobre
C’era là un uomo che era stato trentotto anni nella sua malattia (Giov. 5:5)
Appena a nord del tempio di Gerusalemme c’era una piscina conosciuta con il nome di Betzata. Lì si radunavano moltissime persone malate e inferme sperando in una guarigione miracolosa. Mosso a pietà, Gesù si avvicinò a un uomo che era infermo da ancora prima che lui stesso venisse sulla terra, e gli chiese se voleva essere sanato (Giov. 5:6-9). L’uomo rispose che, sì, voleva essere sanato, ma non c’era nessuno che lo aiutasse a entrare nella riserva d’acqua. A quel punto Gesù gli ordinò di fare qualcosa che aveva dell’incredibile: “Prendi la tua branda e cammina”. L’uomo fece esattamente quello che Gesù gli aveva ordinato. Che commovente anticipazione di quello che Gesù farà nel nuovo mondo! Questo miracolo mette in risalto anche la compassione di Gesù. Era lui a cercare i bisognosi. Il suo esempio dovrebbe motivarci a continuare a cercare nel nostro territorio coloro che soffrono vedendo le cose terribili che accadono nel mondo. w15 15/6 2:8-10
Giovedì 12 ottobre
Dovete pregare così (Matt. 6:9)
L’espressione “Padre nostro”, e non “Padre mio”, ci ricorda che facciamo parte di un’“associazione [di] fratelli” che si amano di cuore gli uni gli altri (1 Piet. 2:17). Questo è un privilegio davvero prezioso! I cristiani unti, che sono stati generati come figli di Dio e hanno la speranza della vita in cielo, si rivolgono a Geova chiamandolo giustamente “Padre” nel senso più pieno del termine (Rom. 8:15-17). Anche i cristiani che hanno la speranza di vivere per sempre sulla terra possono chiamare Geova “Padre”, perché dà loro la vita e si prende amorevolmente cura dei bisogni di tutti i veri adoratori. Quelli con la speranza terrena, però, saranno figli di Dio a tutti gli effetti dopo aver raggiunto la perfezione e aver dimostrato la propria lealtà nella prova finale (Rom. 8:21; Riv. 20:7, 8). Insegnando ai figli a pregare e aiutandoli a vedere Geova come un premuroso Padre celeste, i genitori fanno loro un dono prezioso. Non si potrebbe fare regalo più grande ai propri figli che insegnare loro a coltivare una calorosa e intima relazione con Geova. w15 15/6 4:4-6
Venerdì 13 ottobre
Liberaci dal malvagio (Matt. 6:13)
Per vivere in armonia con la richiesta di essere “[liberati] dal malvagio”, dobbiamo sforzarci di “non [far] parte del mondo” di Satana. “Non amate il mondo né le cose del mondo”, raccomanda la Bibbia (Giov. 15:19; 1 Giov. 2:15-17). Farlo è una continua lotta. Che sollievo quando Geova esaudirà questa richiesta eliminando Satana e il suo mondo malvagio! Non dimentichiamo, però, che da quando è stato espulso dal cielo Satana sa che gli rimane poco tempo. Infuriato, fa di tutto per infrangere la nostra integrità. È per questo che dobbiamo continuare a pregare di essere liberati dal malvagio (Riv. 12:12, 17). Non è meravigliosa la prospettiva di vivere in un mondo senza Satana? Allora continuiamo a pregare che, attraverso il Regno, il nome di Dio venga santificato e si compia la Sua volontà sulla terra. Confidiamo in Geova perché soddisfi le nostre necessità materiali e spirituali, e dimostriamoci determinati a vivere in armonia con la preghiera modello (Matt. 6:9-13). w15 15/6 5:12, 17, 18
Sabato 14 ottobre
Ci sarà grande tribolazione (Matt. 24:21)
Anche se non comprendiamo pienamente tutto ciò che accadrà durante quel periodo di prova, possiamo aspettarci che, almeno in una certa misura, ci saranno dei sacrifici da fare. Nel I secolo i cristiani dovettero abbandonare i loro beni e sopportare disagi per sopravvivere (Mar. 13:15-18). Saremo disposti a subire delle perdite materiali pur di rimanere fedeli? Saremo pronti a fare tutto ciò che ci è richiesto per dimostrare la nostra lealtà a Geova? Pensate, in quel tempo saremo gli unici a imitare l’esempio dell’antico profeta Daniele continuando ad adorare Dio, costi quel che costi (Dan. 6:10, 11). Quello non sarà il momento di predicare la “buona notizia del regno”. Il tempo per farlo sarà passato. Sarà invece il tempo in cui “verrà la fine”! (Matt. 24:14). Senza dubbio il popolo di Dio proclamerà un energico messaggio di giudizio, che potrebbe includere la dichiarazione dell’imminente e completa fine del malvagio mondo di Satana. w15 15/7 2:3, 8, 9
Domenica 15 ottobre
Essi non fanno parte del mondo come io non faccio parte del mondo (Giov. 17:16)
Non ci dovremmo sorprendere se il mondo ci odia per la nostra presa di posizione neutrale; Gesù ci avvertì che sarebbe successo. La maggior parte degli oppositori non comprende la serietà delle questioni implicate nella neutralità cristiana, ma per noi sono della massima importanza. La lealtà a Geova richiede che ci mostriamo saldi di fronte alle minacce (Dan. 3:16-18). Il timore dell’uomo può influire su persone di ogni età, ma i giovani possono trovare particolarmente difficile andare contro corrente. Se i nostri figli stanno affrontando problemi legati al saluto alla bandiera o a celebrazioni nazionalistiche, non esitiamo ad aiutarli. Approfittiamo dell’adorazione in famiglia per spiegare loro le questioni implicate in modo che possano affrontare tali sfide con coraggio. Aiutiamoli a esprimere quello in cui credono con chiarezza e rispetto (Rom. 1:16). Prendiamo l’iniziativa di parlare con i loro insegnanti di questi argomenti, se necessario. w15 15/7 3:15, 16
Lunedì 16 ottobre
Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio (Giov. 3:16)
L’immeritato dono del sacrificio di riscatto di Gesù fu provveduto perché “ottenessimo la vita” (1 Giov. 4:9). Riferendosi a questa superlativa espressione dell’amore di Dio, l’apostolo Paolo scrisse: “Cristo [...] morì per uomini empi al tempo fissato. Poiché difficilmente qualcuno morirà per un uomo giusto; in realtà, per un uomo buono forse qualcuno osa anche morire. Ma Dio ci raccomanda il suo proprio amore in quanto, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo morì per noi” (Rom. 5:6-8). La più grande manifestazione dell’amore di Geova ha offerto all’umanità la prospettiva di avere un’intima relazione con lui. Con il riscatto Geova mostra il suo amore per l’umanità. Se nutriamo la speranza di vivere per sempre sulla terra e continuiamo a servire fedelmente Geova, possiamo essere sicuri che nel nuovo mondo lui ci darà la vita più bella che si possa immaginare. È davvero appropriato considerare il riscatto la più grande prova del costante amore di Dio per noi! w15 15/8 1:13, 15
Martedì 17 ottobre
Non vi contristate (Nee. 8:10)
Il privilegio di vivere sotto il governo del Regno merita senz’altro qualunque sforzo facciamo per collaborare con l’organizzazione di Geova e per assolvere gli incarichi teocratici. Certo, le circostanze cambiano. Per esempio, alcuni membri della famiglia Betel degli Stati Uniti sono stati riassegnati a servire nel campo e ora hanno abbondanti benedizioni svolgendo altre forme di servizio a tempo pieno. A motivo di età avanzata o di altri fattori, alcuni che servivano come sorveglianti viaggianti insieme alle loro mogli ora servono come pionieri speciali. Se impariamo ad accontentarci, preghiamo per ricevere l’aiuto di Dio e facciamo tutto il possibile nel servizio che gli rendiamo, proveremo gioia e riceveremo molte benedizioni anche in questi difficili ultimi giorni (Prov. 10:22). Che dire del futuro? Forse sappiamo dove vorremmo vivere nel nuovo mondo, ma ci potrebbe essere chiesto di andare da qualche altra parte. A prescindere da dove serviremo e cosa faremo allora, sicuramente saremo grati e soddisfatti, traboccanti di gioia. w15 15/8 3:8
Mercoledì 18 ottobre
Noè si mostrò senza difetto fra i suoi contemporanei (Gen. 6:9)
Noè viveva in un mondo malvagio ma non aveva nessuna intenzione di diventare amico stretto di chi gli stava attorno. Di certo non cercava la compagnia di persone malvage. Insieme agli altri sette familiari, si tenne occupato nell’opera che Dio lo aveva incaricato di svolgere, che includeva la costruzione dell’arca. Nel frattempo, fu anche un “predicatore di giustizia” (2 Piet. 2:5). La predicazione, il lavoro per l’arca e la compagnia della sua famiglia lo tennero impegnato nel compiere azioni che piacevano a Dio. Di conseguenza Noè e i suoi familiari più stretti sopravvissero al Diluvio. Dovremmo essere grati a loro perché tutti noi siamo discendenti di quei servitori di Geova: il fedele Noè, sua moglie e i suoi figli con le rispettive mogli. Con lealtà e ubbidienza, anche i cristiani del I secolo si tennero lontani dalle persone malvage e sopravvissero alla distruzione di Gerusalemme e del sistema di cose giudaico nel 70 (Luca 21:20-22). w15 15/8 4:17, 18
Giovedì 19 ottobre
C’è un tempo per ridere e un tempo per saltare (Eccl. 3:4)
Non tutte le forme di svago sono sane e rilassanti, né è opportuno svagarsi troppo o troppo spesso. In che modo la coscienza ci aiuta a scegliere forme di svago sane ed edificanti? Le Scritture mettono in guardia contro certi comportamenti identificati come “opere della carne”. Tali opere includono “fornicazione, impurità, condotta dissoluta, idolatria, pratica di spiritismo, inimicizie, contesa, gelosia, accessi d’ira, contenzioni, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e simili”. Paolo scrisse che “quelli che praticano tali cose non erediteranno il regno di Dio” (Gal. 5:19-21). Di conseguenza potremmo chiederci: “La mia coscienza mi spinge a evitare gli sport violenti o quelli che alimentano in me uno spirito aggressivo, competitivo o nazionalistico? La mia voce interiore mi mette in guardia quando sono tentato di vedere un film che contiene scene pornografiche o che condona immoralità, ubriachezza o spiritismo?” w15 15/9 2:11, 12
Venerdì 20 ottobre
So bene, o Geova, che non appartiene all’uomo terreno la sua via. Non appartiene all’uomo che cammina nemmeno di dirigere il suo passo (Ger. 10:23)
Dalla Bibbia apprendiamo che gli esseri umani non sono stati creati con il diritto all’autodeterminazione, cioè a essere indipendenti da Dio; ignorare questa verità fondamentale avrebbe tristi conseguenze. Capirlo è estremamente importante se vogliamo stare bene. Solo riconoscendo l’autorità di Dio possiamo godere di pace e armonia. È davvero amorevole da parte di Geova volerci rivelare questa importante verità! Un padre amorevole si interessa vivamente del futuro dei suoi figli e vuole che abbiano uno scopo autentico e significativo nella vita. Purtroppo la maggioranza delle persone è ignara di cosa riservi il futuro o spreca la propria vita perseguendo mete che non recano benefìci a lungo termine (Sal. 90:10). Quali figli di Dio ci sentiamo davvero amati perché Geova ci ha promesso un futuro meraviglioso. Questo dà vero significato e uno scopo alla nostra vita. w15 15/9 4:10, 11
Sabato 21 ottobre
Non cadrà né rugiada né pioggia, eccetto che per ordine della mia parola! (1 Re 17:1)
All’inizio della storia di Israele, le persone avevano l’opportunità di vedere e udire il modo in cui Dio agiva a favore dei suoi servitori. Geova li aveva miracolosamente liberati dalla schiavitù egiziana e poi aveva sconfitto davanti a loro un re dopo l’altro (Gios. 9:3, 9, 10). I nemici di Israele si rifiutarono di riconoscere che Dio combatteva per il suo popolo e così furono sconfitti. In seguito il malvagio re Acab ebbe ogni opportunità di vedere la mano di Dio all’opera. Vide fuoco venire dal cielo dopo che Elia ebbe pregato perché la sua offerta venisse consumata. Elia fece sapere poi ad Acab che Geova avrebbe posto fine alla siccità che li aveva colpiti, dicendogli: “Scendi affinché il rovescio di pioggia non ti trattenga!” (1 Re 18:22-45). Acab fu testimone di tutte queste cose, ma ciò nonostante si rifiutò di riconoscere che si trattava di straordinarie manifestazioni della potenza di Dio. Questo e altri esempi ci insegnano un’importante lezione: dobbiamo riconoscere la mano di Geova quando è all’opera. w15 15/10 1:4, 5
Domenica 22 ottobre
Il giusto vivrà per fede (Gal. 3:11)
Non dobbiamo mai dubitare che seguire la guida di Dio sia per il nostro bene. È fondamentale riporre fede in Colui che può davvero aiutarci. Paolo ci ricorda che Dio è “colui che, secondo la sua potenza che opera in noi, può fare più che sovrabbondantemente oltre tutte le cose che chiediamo o concepiamo” (Efes. 3:20). I servitori di Geova fanno il possibile per compiere la sua volontà, ma consapevoli dei loro limiti confidano che Geova benedirà i loro sforzi. Sapere che Dio è con noi ci infonde grande gioia! Se ci rivolgiamo a Dio per avere più fede, possiamo aspettarci di essere ascoltati? La Bibbia ci assicura che “qualunque cosa chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta” (1 Giov. 5:14). Geova è felice quando riponiamo completa fiducia in lui. Esaudirà la nostra richiesta di avere più fede, che crescerà straordinariamente rendendoci “degni del regno di Dio” (2 Tess. 1:3, 5). w15 15/10 2:16-18
Lunedì 23 ottobre
Non siate mai portati alla deriva (Ebr. 2:1)
Meditare su cose spirituali ci aiuterà a divenire cristiani maturi (Ebr. 5:14; 6:1). Chi dedica poco tempo a pensare a Geova e a Gesù non riuscirà a conservare una forte fede, anzi corre il rischio di essere portato alla deriva o di allontanarsi dalla verità (Ebr. 3:12). Gesù avvertì che coloro che non ascoltano, o accettano, la Parola di Dio con “cuore onesto e buono” non la “ritengono”. Al contrario, potrebbero essere facilmente “soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita” e non arrivare “a maturità” (Luca 8:14, 15, Nuova Riveduta). Continuiamo quindi a riflettere sulla Parola di Dio. Questo ci spingerà a rispecchiare la gloria, le qualità e la personalità di Geova, rivelate nella Bibbia (2 Cor. 3:18). Cosa potremmo desiderare di meglio? Accrescere la conoscenza di Dio è un enorme privilegio, come lo è rispecchiare la sua gloria; non finiremo mai di imparare a imitare il nostro amorevole Padre celeste (Eccl. 3:11). w15 15/10 4:13, 14
Martedì 24 ottobre
Se hai trovato la sapienza, esiste quindi un futuro (Prov. 24:14)
Se siete genitori, sicuramente desiderate che i vostri figli adolescenti rimangano spiritualmente forti. E Dio vuole che li cresciate “nella disciplina e nella norma mentale di Geova” (Efes. 6:4). Quindi, usate l’autorità che Dio vi ha dato per stabilire e mantenere un programma di attività spirituali. Facciamo un esempio: i genitori ritengono importante che i figli vadano a scuola e sperano che imparino ad amare lo studio. Allo stesso modo, i genitori amorevoli ci tengono che la “norma mentale di Geova”, impartita alle adunanze e ad altri appuntamenti spirituali, produca dei risultati positivi nei figli. Dal momento che l’istruzione divina è di fondamentale importanza, alimentate in loro l’amore per le cose spirituali e l’apprezzamento per la sapienza. Proprio come Gesù fece con i suoi discepoli, cercate di aiutare i vostri ragazzi ad avere successo nel ministero: fate in modo che amino insegnare ad altri la Parola di Dio e aiutateli ad attenersi a un buon programma per quanto riguarda il ministero di campo. w15 15/11 2:6
Mercoledì 25 ottobre
Il capo di ogni uomo è il Cristo; a sua volta il capo della donna è l’uomo; a sua volta il capo del Cristo è Dio (1 Cor. 11:3)
Visto che l’intera disposizione di Dio è regolata dal principio dell’autorità, l’amore è una qualità particolarmente importante. Ma l’autorità non deve essere esercitata in modo dispotico. Anche se il marito è capo della moglie, la Bibbia gli ordina di ‘assegnarle onore’ (1 Piet. 3:7). Un modo in cui il marito può onorare la moglie è prendendo in considerazione i bisogni che ha e rispettando le sue preferenze. La Parola di Dio dichiara: “Mariti, continuate ad amare le vostre mogli, come anche il Cristo amò la congregazione e si consegnò per essa” (Efes. 5:25). Gesù arrivò al punto di cedere la vita per i suoi seguaci. Quando un marito imita il modo amorevole in cui Gesù esercita l’autorità, è molto più facile per sua moglie amarlo, rispettarlo ed essergli sottomessa (Tito 2:3-5). w15 15/11 4:6, 7
Giovedì 26 ottobre
Sorse un mormorio da parte dei giudei di lingua greca contro i giudei di lingua ebraica (Atti 6:1)
Man mano che il cristianesimo si diffondeva, la comunicazione fra i cristiani avveniva in buona misura in greco. Infatti i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, che contengono il racconto ispirato della vita e degli insegnamenti di Gesù, furono ampiamente distribuiti in greco. Perciò la lingua di molti discepoli era il greco anziché l’ebraico. Anche le lettere dell’apostolo Paolo e gli altri libri ispirati furono scritti in greco. È degno di nota che, nel citare le Scritture Ebraiche, gli scrittori di quelle Greche Cristiane usavano di solito il testo della Settanta. Pur contenendo a volte delle differenze rispetto all’originale ebraico, il testo di queste citazioni fa ora parte delle Scritture ispirate. Quindi l’opera di traduttori umani imperfetti divenne parte dell’ispirata Parola di Dio, un Dio che non privilegia una cultura o una lingua rispetto a un’altra (Atti 10:34). w15 15/12 1:8, 9
Venerdì 27 ottobre
O Geova, voglia tu aprire queste mie labbra, affinché la mia propria bocca dichiari la tua lode (Sal. 51:15)
Comunicare è parte integrante della nostra vita, ma questo non significa che dobbiamo parlare sempre. Infatti la Bibbia dice che c’è “un tempo per tacere” (Eccl. 3:7). Stare in silenzio quando parlano gli altri è considerato un segno di rispetto (Giob. 6:24). Tenere sotto controllo la lingua quando si tratta di questioni confidenziali è una dimostrazione di discrezione e discernimento (Prov. 20:19). Inoltre, è saggio trattenere la lingua quando qualcuno ci provoca (Sal. 4:4). Ma la Bibbia dice pure che c’è “un tempo per parlare” (Eccl. 3:7). Se un amico ci facesse un bel regalo probabilmente non lo dimenticheremmo in un angolino; al contrario dimostreremmo la nostra gratitudine utilizzandolo bene. Similmente diamo prova di apprezzare il dono divino della parola usandolo con saggezza. Questo può significare esternare i nostri sentimenti, spiegare quali sono le nostre necessità, dare incoraggiamento e lodare Dio. w15 15/12 3:4, 5
Sabato 28 ottobre
Non bere più acqua, ma usa un po’ di vino a causa del tuo stomaco e dei tuoi frequenti casi di malattia (1 Tim. 5:23)
Oggi non esistono compagni di fede che hanno “doni di guarigioni” (1 Cor. 12:9). Ma alcuni fratelli ben intenzionati si sentono in dovere di elargire consigli sulla salute. È normale che a volte ci vengano dati suggerimenti generici e di ordine pratico. Anche Paolo lo fece quando Timoteo ebbe problemi di stomaco, forse perché l’acqua locale era inquinata. Questo, però, è ben diverso dal cercare di persuadere un fratello a usare terapie, diete o rimedi naturali che potrebbero non essere efficaci o, in alcuni casi, rivelarsi addirittura dannosi. A volte alcuni hanno cercato di convincere altri con una spiegazione del tipo: “Un mio parente ha avuto un problema simile. Ha fatto questa cura e ora sta bene”. Anche se suggerimenti del genere vengono dati in assoluta buona fede, non dovremmo dimenticare che anche trattamenti e cure molto diffusi possono comportare dei rischi (Prov. 27:12). w15 15/12 4:13
Domenica 29 ottobre
Cristo morì una volta per sempre in quanto ai peccati, un giusto per ingiusti (1 Piet. 3:18)
A causa del peccato ereditato siamo tutti soggetti alla condanna a morte (Rom. 5:12). Amorevolmente Geova ha disposto che Gesù venisse sulla terra e “gustasse la morte per ogni uomo” (Ebr. 2:9). Geova non solo ha salvato la nostra vita attuale, ma ha anche posto le basi per eliminare per sempre la causa della morte (Isa. 25:7, 8; 1 Cor. 15:22, 26). Tutti coloro che esercitano fede in Gesù riceveranno la vita eterna in pace e felicità quali sudditi terreni del Regno di Dio retto da Cristo o, nel caso degli unti, l’immortalità quali coregnanti di tale Regno (Rom. 6:23; Riv. 5:9, 10). Quali altre benedizioni sono incluse in questo dono di Geova? Il dono di Geova include anche la guarigione da tutte le nostre infermità, la trasformazione della terra in un paradiso e la risurrezione dei morti (Isa. 33:24; 35:5, 6; Giov. 5:28, 29). Il nostro cuore trabocca di amore per Geova e per il suo caro Figlio che ci hanno fatto questo “indescrivibile dono gratuito” (2 Cor. 9:15). w16.01 2:5, 6
Lunedì 30 ottobre
Dovete nascere di nuovo (Giov. 3:7)
Prima di ricevere questa testimonianza personale dallo spirito di Dio, i cristiani unti nutrivano la speranza di vivere sulla terra. Aspettavano con ansia il tempo in cui Geova ripulirà il pianeta e desideravano ricevere le benedizioni future sulla terra. Forse immaginavano anche il tempo in cui avrebbero accolto i loro cari risuscitati nel nuovo mondo. Non vedevano l’ora di vivere nelle case che avrebbero costruito e mangiare i frutti degli alberi che avrebbero piantato (Isa. 65:21-23). Perché il loro modo di pensare è cambiato? Non perché questa speranza non li soddisfacesse più. Non hanno cambiato idea a motivo di stress o problemi emotivi. Non hanno rinunciato alla vita sulla terra come se all’improvviso la considerassero noiosa, né semplicemente per il gusto di esplorare nuove frontiere in cielo. Il cambiamento è dovuto all’operato dello spirito di Dio, che non solo li ha chiamati, o invitati, ma ha anche cambiato il loro modo di pensare e la loro speranza. w16.01 3:11, 13
Martedì 31 ottobre
Operando insieme a lui, vi supplichiamo anche di non accettare l’immeritata benignità di Dio venendo meno al suo scopo (2 Cor. 6:1)
Geova è il Supremo, il Creatore di tutte le cose, Colui che possiede sapienza e potenza in misura illimitata. Giobbe lo capì appieno quando Geova lo fece riflettere sulle opere creative. Infatti giunse a questa conclusione: “Ho saputo che tu puoi fare ogni cosa, e non c’è idea che sia per te irrealizzabile” (Giob. 42:2). Sebbene Geova possa fare qualsiasi cosa si proponga senza l’aiuto di nessuno, fin dal principio ha amorevolmente invitato altri a collaborare con lui per adempiere il suo proposito. La prima creazione di Dio fu il suo unigenito Figlio spirituale. Geova gli permise di collaborare con lui in tutte le successive opere creative, sia spirituali che materiali (Giov. 1:1-3, 18). Pertanto Geova onorò suo Figlio sia coinvolgendolo nella realizzazione delle opere creative sia facendo conoscere ad altri il suo importante ruolo (Col. 1:15-17). w16.01 5:1, 2