Maggio
Lunedì 1º maggio
Considerate attentamente [Gesù] (Ebr. 12:3)
Spinto dall’amore, per aiutarci a conoscere suo Figlio, Geova ha fatto includere nella sua Parola i quattro Vangeli, che ci forniscono un resoconto storico della vita e del ministero di Gesù. I Vangeli descrivono quello che Gesù disse e fece, e ci fanno capire quali erano i suoi sentimenti. Ci aiutano a ‘considerare attentamente’ il suo esempio. Ci permettono, in un certo senso, di vedere le sue orme. Quindi esaminando i Vangeli possiamo conoscere Gesù sempre meglio e di conseguenza seguire attentamente le sue orme. Per trarre il meglio dai Vangeli non basta semplicemente leggerli. Dobbiamo riservare del tempo per studiarli a fondo e riflettervi attentamente. (Confronta Giosuè 1:8, nota in calce.) Immergiamoci nei racconti dei Vangeli. Usiamo l’immaginazione per vedere e sentire quello che succede e per provare quello che provano le persone coinvolte. Facciamo ricerche usando gli strumenti di studio che l’organizzazione di Geova ci mette a disposizione. w21.04 4-5 parr. 11-13
Martedì 2 maggio
Noi predichiamo Cristo messo al palo: pietra d’inciampo per i giudei (1 Cor. 1:23)
Secoli prima che Gesù venisse sulla terra, nella sua Parola Geova aveva rivelato che il Messia sarebbe stato tradito per 30 pezzi d’argento (Zacc. 11:12, 13). A tradirlo sarebbe stata una delle persone a lui più vicine (Sal. 41:9). Attraverso il profeta Zaccaria era stato anche scritto: “Colpisci il pastore, e si disperdano le pecore” (Zacc. 13:7). Invece di essere turbato da quegli avvenimenti, chi era alla ricerca della verità si sarà sentito rafforzato vedendo che le profezie riguardo a Gesù si erano adempiute. Oggi c’è lo stesso problema? Sì. In epoca moderna alcuni Testimoni conosciuti hanno lasciato la verità, sono diventati apostati e hanno cercato di portarsi dietro anche altri. Servendosi dei media e di Internet hanno diffuso sul conto dei Testimoni di Geova notizie negative, mezze verità e vere e proprie bugie. Ma chi è alla ricerca della verità non si lascia sviare. Tiene invece presente che la Bibbia prediceva che cose di questo tipo sarebbero successe (Matt. 24:24; 2 Piet. 2:18-22). w21.05 11 par. 12; 12-13 parr. 18-19
Mercoledì 3 maggio
Il sentiero dei giusti è come la fulgida luce del mattino, che risplende sempre più finché non sia pieno giorno (Prov. 4:18)
Le Scritture dicono chiaramente che la conoscenza accurata aumenta con il tempo (Col. 1:9, 10). Geova rivela la verità in modo graduale, e noi dobbiamo essere disposti ad aspettare con pazienza che la luce della verità “[risplenda] sempre più”. Quando si rende conto che è necessario chiarire la spiegazione di un determinato argomento, il Corpo Direttivo non esita a fare le necessarie modifiche. Mentre molte religioni della cristianità fanno cambiamenti per andare incontro ai loro fedeli o per uniformarsi a questo mondo, l’organizzazione di Geova li fa per farci avvicinare sempre di più a Lui e al modo in cui Gesù lo adorava (Giac. 4:4). Queste modifiche non si basano sulle tendenze del momento o su quello che la gente vuole sentirsi dire, ma su una comprensione più chiara delle Scritture. Noi amiamo la verità (1 Tess. 2:3, 4). w21.10 22 par. 12
Giovedì 4 maggio
Gettate su di lui tutte le vostre preoccupazioni (1 Piet. 5:7)
Cosa possiamo fare se ci sentiamo soli? Riflettiamo su come Geova ci sostiene (Sal. 55:22). Questo ci aiuterà a mantenere un punto di vista equilibrato sulla nostra situazione. Riflettiamo anche su come Geova sta aiutando altri fratelli che si sentono soli (1 Piet. 5:9, 10). Hiroshi, che da tanti anni è l’unico Testimone della sua famiglia, dice: “Per chi è solo nella verità è incoraggiante sapere che tutti facciamo del nostro meglio per servire Geova”. Inoltre, manteniamo buone abitudini spirituali. Questo include dire fino in fondo a Geova come ci sentiamo. È importante leggere la Parola di Dio regolarmente e meditare su passi che dimostrano che Geova ci ama. Alcuni cristiani imparano a memoria versetti che danno grande conforto, come Salmo 27:10 e Isaia 41:10. Altri si sentono meno soli quando ascoltano registrazioni audio di pubblicazioni di studio mentre si preparano per le adunanze o fanno la lettura della Bibbia. w21.06 9-10 parr. 5-8
Venerdì 5 maggio
Non temerai alcun terrore improvviso (Prov. 3:25)
Se stiamo soffrendo per la perdita di una persona a cui volevamo bene, prendiamoci il tempo di rafforzare la nostra fede nella speranza della risurrezione leggendo episodi di risurrezioni di cui parla la Bibbia. Se invece stiamo soffrendo perché un nostro familiare è stato disassociato, studiamo per convincerci che il modo in cui Dio disciplina è sempre il migliore. Qualunque sia il nostro problema, consideriamolo un’occasione per rendere più forte la nostra fede. Diciamo a Geova come ci sentiamo. Invece di isolarci, teniamoci stretti ai fratelli e alle sorelle (Prov. 18:1). Impegniamoci in attività che ci aiutano a perseverare, anche se il dolore continua a farsi sentire (Sal. 126:5, 6). Non perdiamo le nostre abitudini spirituali, come frequentare le adunanze, partecipare al ministero e leggere la Bibbia. E teniamo a mente le cose straordinarie che Dio ha intenzione di fare per noi. Vedere come Geova ci aiuta renderà sempre più forte la nostra fede in lui. w21.11 23 par. 11; 24 par. 17
Sabato 6 maggio
Allo stesso modo, è desiderio del Padre mio che è nei cieli che non si perda nemmeno uno di questi piccoli (Matt. 18:14)
In che senso i discepoli di Gesù si possono definire “piccoli”? Chi viene considerato importante nel mondo? Le persone ricche, famose e potenti. Come vengono considerati invece i discepoli di Gesù? “Piccoli”, insignificanti (1 Cor. 1:26-29). Ma Geova non li considera così. Cosa spinse Gesù a parlare di “questi piccoli”? I discepoli gli avevano chiesto: “Chi è in realtà il più grande nel Regno dei cieli?” (Matt. 18:1). All’epoca molti ebrei davano tanta importanza alla posizione e al ceto sociale. Uno studioso dice: “Gli uomini vivevano e morivano in nome di onore, reputazione, fama, consenso e rispetto”. Gesù sapeva che i discepoli avrebbero dovuto fare un grande lavoro su sé stessi per liberarsi dello spirito di competizione fortemente radicato nella cultura ebraica. w21.06 20 par. 2; 21 parr. 6, 8-9
Domenica 7 maggio
Olio e incenso fanno rallegrare il cuore, proprio come la dolce amicizia di chi dà un consiglio sincero (Prov. 27:9)
L’apostolo Paolo diede un ottimo esempio come anziano. Per esempio, quando i fratelli di Tessalonica ebbero bisogno di consigli Paolo fu pronto a darli. Tuttavia, nelle lettere che scrisse loro, per prima cosa riconobbe l’opera che svolgevano mossi dalla fede, gli sforzi che facevano spinti dall’amore e la perseveranza che mostravano. Inoltre tenne conto delle loro circostanze riconoscendo che la loro vita non era facile e che stavano perseverando nonostante la persecuzione (1 Tess. 1:3; 2 Tess. 1:4). Disse a quei fratelli che erano anche stati d’esempio per altri cristiani (1 Tess. 1:8, 9). Quanto saranno stati felici di ricevere quelle lodi! Era evidente che Paolo voleva molto bene a quei fratelli. È per questo che in entrambe le lettere che scrisse loro riuscì a dare consigli che risultarono efficaci (1 Tess. 4:1, 3-5, 11; 2 Tess. 3:11, 12). w22.02 15 par. 6
Lunedì 8 maggio
Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più (Riv. 21:4)
Satana si serve dei leader delle false religioni per sostenere che Geova è crudele ed è responsabile delle sofferenze dell’uomo. Alcuni dicono addirittura che quando muore un bambino è perché Dio aveva bisogno di un angioletto in più. Che cosa blasfema! Ma noi sappiamo la verità. Quando ci ritroviamo a combattere con una grave malattia o quando perdiamo qualcuno che amiamo, non diamo mai la colpa a Dio. Al contrario, abbiamo fede che un giorno lui metterà le cose a posto. E possiamo dire a tutti che lui è un Dio di amore. Questo dà a Geova la possibilità di rispondere a chi lo accusa (Prov. 27:11). Geova prova compassione. Detesta vederci soffrire, che sia a causa di persecuzione, malattia o della nostra imperfezione (Sal. 22:23, 24). Comprende il nostro dolore, desidera eliminarlo e lo farà. (Confronta Esodo 3:7, 8; Isaia 63:9.) w21.07 10 parr. 9-10
Martedì 9 maggio
Lo coronasti di gloria e splendore (Sal. 8:5)
Presto gli esseri umani ubbidienti riceveranno il più grande onore che ci sia: il privilegio di amare e adorare Geova per sempre. Gesù eliminerà i problemi causati dalla decisione di Adamo ed Eva di lasciare la famiglia di Dio. Milioni di persone saranno risuscitate e avranno l’opportunità di vivere per sempre in perfetta salute sulla terra, che sarà stata trasformata in un paradiso (Luca 23:42, 43). Man mano che diventerà perfetto, ciascun componente della famiglia di Geova avrà ‘la gloria e lo splendore’ di cui scrisse Davide. Se facciamo parte della “grande folla”, abbiamo una speranza straordinaria (Riv. 7:9). Dio ci ama e vuole che facciamo parte della sua famiglia. Facciamo quindi tutto il possibile per piacergli. Viviamo ogni giorno ricordando le promesse di Dio. Apprezziamo profondamente il privilegio di adorare il nostro Padre celeste e la prospettiva di lodarlo per sempre. w21.08 7 parr. 18-19
Mercoledì 10 maggio
Se non ci stanchiamo, raccoglieremo (Gal. 6:9)
Il profeta Geremia predicò per decenni nonostante apatia e opposizione. La sua predicazione era diventata per lui “motivo di insulto e scherno” da parte degli oppositori. E questo lo scoraggiò molto, al punto che pensò di smettere di predicare (Ger. 20:8, 9). Ma Geremia non si arrese! Cosa gli permise di vincere i pensieri negativi e di provare gioia nel ministero? Si concentrò su due importanti aspetti. Primo, il messaggio di Dio che portava alle persone riguardava “un futuro e una speranza” (Ger. 29:11). Secondo, aveva il privilegio di rappresentare Geova, di parlare a nome suo (Ger. 15:16). Anche noi portiamo un messaggio di speranza in un mondo che non ha futuro, e abbiamo l’onore di chiamarci Testimoni di Geova. Se ci concentriamo su questi aspetti, possiamo provare gioia a prescindere dalla reazione delle persone. Quindi non scoraggiamoci se una persona con cui studiamo la Bibbia fa progressi più lentamente di quanto ci aspettiamo. L’opera di fare discepoli richiede pazienza (Giac. 5:7, 8). w21.10 27 parr. 12-13
Giovedì 11 maggio
Anche noi liberiamoci di ogni peso e del peccato che così facilmente ci intralcia (Ebr. 12:1)
Sia che serviamo Geova da tanto o da poco tempo, dobbiamo continuare a rafforzare la nostra fede in lui. Se non stiamo attenti infatti potrebbe indebolirsi. Ricordiamo che la fede si basa su prove che dimostrano l’esistenza di realtà invisibili. E quello che non si vede può essere facilmente dimenticato. Ecco perché l’apostolo Paolo parlò della mancanza di fede come del “peccato che così facilmente ci intralcia”. Cosa possiamo fare allora perché la nostra fede rimanga forte? (2 Tess. 1:3). Innanzitutto dobbiamo supplicare Geova per ricevere il suo spirito santo e dobbiamo farlo spesso. Questo è necessario perché la fede è un aspetto del frutto dello spirito (Gal. 5:22, 23). Non possiamo sviluppare fede nel Creatore e mantenerla forte senza l’aiuto del suo spirito santo. E se continuiamo a chiederglielo Geova ce lo darà (Luca 11:13). Potremmo pregare in modo specifico dicendo: “Dacci più fede” (Luca 17:5). Inoltre dobbiamo essere costanti nello studio della Parola di Dio (Sal. 1:2, 3). w21.08 18-19 parr. 16-18
Venerdì 12 maggio
I capelli bianchi sono una corona di bellezza (Prov. 16:31)
I fratelli anziani d’età possono dare tanto. Anche se forse non hanno più le energie di un tempo, hanno un grande bagaglio di esperienza. Geova può continuare a usarli in diversi modi. La Bibbia racconta di persone che hanno fatto tanto per Geova nella vecchiaia. Mosè, per esempio, aveva circa 80 anni quando iniziò a servire come profeta di Geova e leader della nazione d’Israele. Daniele continuò a servire come profeta di Geova anche quando probabilmente aveva più di 90 anni. E anche l’apostolo Giovanni doveva aver superato i 90 anni quando fu ispirato a scrivere il libro di Rivelazione. La Bibbia non dice molto sul “giusto e devoto” Simeone, ma Geova lo conosceva e gli diede il privilegio di vedere Gesù appena nato e di pronunciare una profezia riguardo al piccolo e a sua madre (Luca 2:22, 25-35). w21.09 3-4 parr. 5-7
Sabato 13 maggio
O Geova, il mio cuore non è superbo, non aspiro a cose troppo grandi (Sal. 131:1)
I genitori dovrebbero stare attenti a non fare paragoni tra i loro figli e a non pretendere da un figlio quello che non può dare. Questo potrebbe essere molto scoraggiante per lui (Efes. 6:4). Una sorella che si chiama Sachiko dice: “Mia madre voleva che prendessi il massimo dei voti, il che per me era impossibile. Sono anni che non vado più a scuola ma ancora oggi, anche se faccio del mio meglio, a volte mi chiedo se per Geova sia abbastanza”. Il re Davide non puntava a cose che erano al di fuori della sua portata. Infatti disse: “Non aspiro a cose troppo grandi”. Era umile e modesto, quindi si sentiva soddisfatto e sereno (Sal. 131:2). I genitori possono essere umili e modesti non solo in quello che si aspettano da sé stessi ma anche in quello che si aspettano da un figlio. Quando lo aiutano a prefiggersi obiettivi adeguati, gli permettono di capire il proprio valore se tengono conto dei suoi punti di forza e dei suoi limiti. w21.07 21 parr. 5-6
Domenica 14 maggio
Ciascuno porterà il proprio carico (Gal. 6:5)
Geova ha dato a ognuno di noi il dono del libero arbitrio. Questo significa che possiamo decidere se ubbidirgli oppure no. Infatti alcuni giovani che hanno ricevuto un cattivo esempio dai loro genitori scelgono comunque di servire Geova e gli rimangono fedeli. Invece altri, i cui genitori hanno fatto del loro meglio per crescerli secondo i princìpi biblici, una volta cresciuti lasciano la verità. In ultima analisi, sta a ognuno di noi decidere se servire Geova (Gios. 24:15). Genitori, se avete un figlio che ha smesso di servire Geova, lottate contro la tendenza a pensare che questa tragedia sia avvenuta per colpa vostra! In alcuni casi, un genitore lascia la verità e perfino la sua famiglia (Sal. 27:10). Questo può essere devastante per i figli che consideravano quel genitore un punto di riferimento. Ragazzi, se uno dei vostri genitori è stato disassociato, siate certi che Geova sa perfettamente come vi sentite. Vi vuole bene ed è contento della vostra lealtà. Inoltre, ricordate che non siete responsabili delle decisioni del vostro genitore. w21.09 27 parr. 5-7
Lunedì 15 maggio
Geova disciplina colui che ama (Ebr. 12:6)
Possiamo paragonare un cristiano che viene disassociato a una pecora affetta da una malattia contagiosa che potrebbe infettare il gregge. In effetti il disassociato è malato dal punto di vista spirituale (Giac. 5:14). Proprio come accade nel caso di alcune malattie letterali, anche una malattia spirituale può essere piuttosto contagiosa. Quindi in alcuni casi è necessario che chi è malato spiritualmente venga isolato dalla congregazione. Questo tipo di disciplina è una dimostrazione dell’amore di Geova per gli altri componenti del suo gregge che gli sono fedeli e può arrivare al cuore del trasgressore e spingerlo a pentirsi. Mentre è disassociato, il trasgressore può assistere alle adunanze, durante le quali riceverà nutrimento e incoraggiamento spirituali. Inoltre può ricevere pubblicazioni per studiare a livello personale e può guardare i programmi di JW Broadcasting®. Vedendo i suoi cambiamenti, gli anziani potranno di tanto in tanto dare consigli per aiutarlo a ristabilirsi spiritualmente così che possa tornare a essere testimone di Geova. w21.10 10 parr. 9, 11
Martedì 16 maggio
Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel Regno dei cieli (Matt. 7:21)
Oggi noi seguiamo il modello stabilito dalla congregazione cristiana del I secolo per adorare Dio. Ad esempio, la struttura della nostra organizzazione — che include sorveglianti viaggianti, anziani e servitori di ministero — rispecchia quanto stabilito dagli apostoli nel I secolo (Filip. 1:1; Tito 1:5). Il modo in cui consideriamo il sesso e il matrimonio, il rispetto che abbiamo per la santità del sangue e il nostro desiderio di proteggere la congregazione da peccatori che non si pentono si basano tutti sul modello stabilito nel I secolo (Atti 15:28, 29; 1 Cor. 5:11-13; 6:9, 10; Ebr. 13:4). Come dice chiaramente la Bibbia, esiste “una sola fede” che Dio approva (Efes. 4:4-6). È un grande privilegio essere tra i servitori di Geova e conoscere la verità riguardo a lui e a quello che ha in mente di fare. Non smettiamo quindi di essere fermamente convinti di avere la verità! w21.10 23 parr. 15-17
Mercoledì 17 maggio
Mettetevi ai vostri posti, state fermi e vedete la salvezza di Geova a vostro favore (2 Cron. 20:17)
Il re Giosafat si trovò ad affrontare un grosso problema. Un grande esercito di ammoniti, moabiti e uomini della regione montuosa di Seir minacciava lui, la sua famiglia e il suo popolo (2 Cron. 20:1, 2). Cosa fece Giosafat? Si rivolse a Geova per ricevere forza e aiuto. L’umile preghiera di Giosafat, riportata in 2 Cronache 20:5-12, ci fa capire quanto confidasse nel suo Padre celeste. Attraverso un levita, Iahaziel, Geova rivolse a Giosafat le parole della scrittura di oggi. Giosafat si fidava completamente del suo Dio, e quindi fece ciò che gli era stato detto di fare. Quando, insieme al popolo, andò incontro al nemico, non mise alla testa dell’esercito i soldati più esperti, ma dei cantori disarmati. Geova mantenne la promessa che gli aveva fatto e sconfisse l’esercito nemico (2 Cron. 20:18-23). w21.11 15-16 parr. 6-7
Giovedì 18 maggio
È grazie all’amore leale di Geova che non siamo arrivati alla nostra fine, perché le sue misericordie non terminano mai (Lam. 3:22)
Nei momenti difficili possiamo essere sicuri che Geova interverrà a nostro favore per darci l’aiuto di cui abbiamo bisogno per rimanere integri (2 Cor. 4:7-9). Possiamo avere fiducia che Geova continuerà a mostrarci amore leale; un salmista infatti disse: “L’occhio di Geova è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nel suo amore leale” (Sal. 33:18-22). Prima che iniziassimo a servire Geova lui ci mostrava l’amore che mostra a tutti gli esseri umani. Ma ora che siamo suoi servitori siamo anche oggetto del suo amore leale. Spinto da questo amore, Geova ci protegge tenendoci per così dire tra le sue braccia. Ci terrà sempre vicini a lui e manterrà le promesse che ci ha fatto. Vuole che non ci allontaniamo mai da lui (Sal. 46:1, 2, 7). Quindi, a prescindere dalle difficoltà che potremmo affrontare, Geova ci darà la forza di cui abbiamo bisogno per rimanere integri. w21.11 7 parr. 17-18
Venerdì 19 maggio
Continuate a sopportarvi gli uni gli altri e a perdonarvi senza riserve (Col. 3:13)
Spesso c’è chi nutre rancore nei confronti di un collega, un compagno di scuola, un parente o un familiare, e lo fa addirittura per anni! Pensiamo ai 10 fratellastri di Giuseppe. Il rancore che nutrivano nei suoi confronti li portò a compiere un’azione spregevole (Gen. 37:2-8, 25-28). Giuseppe invece li trattò in modo completamente diverso. Quando si trovò in una posizione di autorità e avrebbe potuto vendicarsi di loro, decise di mostrare misericordia. Non nutrì rancore. Fece quello che poi sarebbe stato scritto in Levitico 19:18 (Gen. 50:19-21). Il modo di agire di Giuseppe, che perdonò invece di nutrire rancore e vendicarsi, costituisce un esempio per i cristiani. Gesù disse che dobbiamo perdonare chi pecca contro di noi (Matt. 6:9, 12). Anche l’apostolo Paolo disse ai cristiani: “Miei cari, non vendicatevi” (Rom. 12:19). w21.12 11-12 parr. 13-14
Sabato 20 maggio
Appaga il desiderio di quelli che lo temono; ascolta il loro grido d’aiuto e li salva (Sal. 145:19)
La notte del 14 nisan del 33 Gesù andò nel giardino di Getsemani, dove aprì il suo cuore a Geova in preghiera (Luca 22:39-44). In quelle ore terribili Gesù, “con forti grida e lacrime, offrì suppliche” (Ebr. 5:7). Quella notte pregò per avere la forza di rimanere leale a Geova e fare la sua volontà. Geova ascoltò quella preghiera, vide l’angoscia che Gesù stava provando e mandò un angelo per rafforzarlo. Gesù era consapevole dell’enorme responsabilità che aveva: rivendicare il nome di suo Padre. Geova ascoltò le sentite richieste di suo Figlio perché la principale preoccupazione di Gesù era restare leale a suo Padre e rivendicare il Suo nome. Se anche per noi è così, Geova risponderà alle nostre richieste di aiuto (Sal. 145:18). w22.01 18 parr. 15-17
Domenica 21 maggio
Perciò andate e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole, insegnando loro (Matt. 28:19, 20)
Molti sono perplessi per il fatto che manteniamo una posizione neutrale in campo politico. Pensano che dovremmo andare a votare. Noi però sappiamo che se scegliessimo un leader umano, per Geova sarebbe come se rigettassimo lui (1 Sam. 8:4-7). Ci sono anche persone che pensano che dovremmo contribuire al bene della comunità costruendo scuole e ospedali o in qualche altro modo. Respingono il messaggio che portiamo perché ci concentriamo sull’opera di predicazione invece che sul risolvere i problemi nell’immediato. Come possiamo evitare di farci sviare? (Matt. 7:21-23). Il nostro principale obiettivo dovrebbe essere ubbidire al comando di Gesù di predicare. Non dovremmo mai farci coinvolgere nelle questioni politiche e sociali di questo mondo. Noi amiamo le persone e ci interessiamo dei loro problemi, ma sappiamo che la cosa migliore che possiamo fare per loro è aiutarle a conoscere il Regno di Dio e a stringere un’amicizia con Geova. w21.05 7 parr. 19-20
Lunedì 22 maggio
Negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili (2 Tim. 3:1)
Nonostante asseriscano di servire Dio, molti leader politici non hanno nessuna intenzione di rinunciare al loro potere. Quindi, proprio come al tempo di Gesù, anche oggi i governanti si oppongono all’unto di Geova perseguitando i suoi leali discepoli (Atti 4:25-28). Cosa sta facendo Geova in risposta? Salmo 2:10-12 dice: “Ora siate perspicaci, o re; lasciatevi correggere, o giudici della terra. Servite Geova con timore e gioite con tremore. Rendete onore al figlio, affinché Dio non si adiri e voi non siate distrutti lungo la via, perché la Sua ira divampa in un momento. Felici sono tutti quelli che si rifugiano in Lui”. Geova è buono e sta concedendo a questi oppositori del tempo per fare la scelta giusta. Possono ancora cambiare idea e accettare il suo Regno. Il tempo però sta per scadere (Isa. 61:2). Per le persone non è mai stato così urgente conoscere la verità e prendere la decisione giusta. w21.09 15-16 parr. 8-9
Martedì 23 maggio
Avendo di che mangiare e di che vestirci, di queste cose ci accontenteremo (1 Tim. 6:8)
Paolo voleva dire che dovremmo accontentarci di qualunque cosa abbiamo in senso materiale (Filip. 4:12). La cosa più preziosa che abbiamo è la nostra amicizia con Geova, non qualche bene materiale (Abac. 3:17, 18). Pensiamo a quello che Mosè disse agli israeliti dopo che avevano trascorso 40 anni nel deserto: “Geova tuo Dio ti ha benedetto in tutto quello che hai fatto. […] In questi 40 anni Geova tuo Dio è stato con te, e non ti è mancato nulla” (Deut. 2:7). Nel corso di quei 40 anni Geova aveva dato agli israeliti la manna e aveva fatto in modo che i loro abiti, gli stessi con i quali avevano lasciato l’Egitto, non si consumassero (Deut. 8:3, 4). Geova è felice se impariamo ad accontentarci, ad apprezzare anche le piccole cose che ci provvede, considerandole una benedizione ed essendo pronti a ringraziarlo. w22.01 5 parr. 10-11
Mercoledì 24 maggio
Confida in Geova con tutto il tuo cuore e non fare affidamento sulla tua intelligenza (Prov. 3:5)
Essendo responsabili del benessere della vostra famiglia, voi mariti vi impegnate molto per proteggerla e prendervene cura. Quando si presentano dei problemi, potreste pensare di riuscire a risolverli da soli. Combattete però la tendenza a fare affidamento su voi stessi. Piuttosto, pregate per chiedere aiuto a Geova. E poi pregate sentitamente anche insieme a vostra moglie. Cercate la guida di Geova studiando la sua Parola e le pubblicazioni provvedute dalla sua organizzazione, e mettete in pratica quello che imparate, prendendo decisioni basate sui princìpi biblici. Alcuni potrebbero non essere d’accordo con queste decisioni. Potrebbero dire che i soldi e le cose che potreste comprare servirebbero a proteggere nel modo migliore la vostra famiglia. Ma pensate al re Giosafat: ebbe fiducia in Geova e lo dimostrò con le sue azioni (2 Cron. 20:1-30). Geova non abbandonò quell’uomo leale, e non abbandonerà neanche voi (Sal. 37:28; Ebr. 13:5). w21.11 15 par. 6; 16 par. 8
Giovedì 25 maggio
Dio non è mai ingiusto (Deut. 32:4)
Noi ci teniamo al fatto che le persone siano trattate in modo giusto. Questo è normale, dato che Dio ci ha creato a sua immagine (Gen. 1:26). Purtroppo, però, dato che siamo imperfetti, potremmo valutare male le cose anche se pensiamo di conoscere tutti i fatti. Ricordiamo, per esempio, quanto fu dispiaciuto Giona nel vedere che Geova perdonava i niniviti (Giona 3:10–4:1). Eppure pensiamo al risultato di quel perdono: gli oltre 120.000 abitanti di Ninive che si pentirono furono salvati. Era stato Giona a sbagliarsi, non Geova. Geova non deve spiegazioni agli esseri umani per le decisioni che prende. È vero che in passato ha permesso ai suoi servitori di esprimere le proprie perplessità riguardo ad alcune decisioni che aveva preso o che stava per prendere (Gen. 18:25; Giona 4:2, 3). E di tanto in tanto ha dato spiegazioni al riguardo (Giona 4:10, 11). Tuttavia Geova non ha bisogno della nostra approvazione né prima di agire né dopo aver agito (Isa. 40:13, 14; 55:9). w22.02 3-4 parr. 5-6
Venerdì 26 maggio
Chi fra voi è il più grande diventi come il più giovane, e chi è a capo sia come chi serve (Luca 22:26)
Ci comportiamo “come il più giovane” quando ‘consideriamo gli altri superiori’ a noi (Filip. 2:3). Più cercheremo di avere questo modo di pensare, meno correremo il rischio di ferire altri. Tutti i fratelli e le sorelle sono superiori a noi in qualcosa. Non è difficile capirlo quando ci concentriamo sulle loro belle qualità. Dovremmo fare nostro il ragionamento che l’apostolo Paolo fece ai corinti: “Che cosa [...] ti rende diverso da un altro? Cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se lo hai ricevuto, perché ti vanti come se non lo avessi ricevuto?” (1 Cor. 4:7). Dovremmo sempre stare attenti a non attirare l’attenzione su noi stessi o a non pensare di essere superiori agli altri. Forse un fratello è bravo a pronunciare discorsi o una sorella è brava a iniziare studi biblici, ma entrambi dovrebbero sempre dare il merito a Geova. w21.06 21-22 parr. 9-10
Sabato 27 maggio
Semina il tuo seme e non far riposare la tua mano (Eccl. 11:6)
Molti Testimoni trovano sempre più difficile contattare le persone a casa. Alcuni di loro vivono in zone dove ci sono molti palazzi e complessi residenziali inaccessibili. In questi posti forse c’è un addetto alla sicurezza che consente l’accesso solo a chi ha ricevuto un invito da uno degli inquilini. In altre zone i proclamatori fanno fatica a trovare le persone a casa o predicano in territori dove vive poca gente; magari percorrono grandi distanze per raggiungere una casa, solo per scoprire che in quella casa non c’è nessuno. Se anche noi stiamo incontrando queste difficoltà, non dobbiamo arrenderci. Proviamo a predicare in orari diversi. Se predichiamo quando è più probabile che la gente sia a casa, riusciremo a parlare con più persone. In fondo tutti rientrano a casa prima o poi. Molti proclamatori hanno riscontrato che di pomeriggio o di sera le persone spesso sono a casa, e magari sono anche più rilassate e disposte a conversare. w21.05 15 parr. 5, 7
Domenica 28 maggio
Continuano ad adorarmi inutilmente, perché insegnano come dottrine comandi di uomini (Mar. 7:7)
Oggi c’è lo stesso problema? Sì. Molti sono contrariati per il fatto che i Testimoni di Geova non seguono tradizioni non scritturali come quella di festeggiare i compleanni o il Natale. Altri si arrabbiano quando vedono che i Testimoni non partecipano a cerimonie patriottiche o non seguono usanze funebri che sono in contrasto con la Parola di Dio. Chi reagisce così forse crede sinceramente di adorare Dio in un modo che lui accetta. Ma non si può piacere a Dio se si preferiscono le tradizioni del mondo ai chiari insegnamenti della Bibbia (Mar. 7:8, 9). Come possiamo evitare di farci sviare? Dobbiamo sviluppare un forte amore per le leggi e i princìpi di Geova (Sal. 119:97, 113, 163-165). Se amiamo Geova non seguiremo tradizioni che lui non approva. Non permetteremo a nulla di mettersi al di sopra dell’amore che proviamo per Geova. w21.05 6 parr. 15-16
Lunedì 29 maggio
Mantieniti assennato in ogni cosa, sopporta le sofferenze, svolgi l’opera di evangelizzatore (2 Tim. 4:5)
Come possiamo seguire l’esortazione dell’apostolo Paolo? Dobbiamo mantenere forte la nostra fede studiando e pregando regolarmente, e tenendoci impegnati nell’opera che Geova ci ha affidato (2 Tim. 4:4). Se abbiamo fede non saremo in preda al panico a causa di notizie negative (Isa. 28:16). L’amore per Geova, per la sua Parola e per i fratelli ci aiuterà a non farci sviare da chi ha lasciato la verità. Nel I secolo molti si fecero prendere dai dubbi e rigettarono Gesù. Molti altri invece lo seguirono. Tra questi ci furono almeno un membro del Sinedrio e anche “un gran numero di sacerdoti” (Atti 6:7; Matt. 27:57-60; Mar. 15:43). Anche oggi milioni di persone non si lasciano sviare. Conoscono e amano la verità contenuta nelle Scritture. A proposito di questo tipo di persone, rivolgendosi a Dio un salmista disse: “Godono di pace in abbondanza quelli che amano la tua legge; niente può farli inciampare” (Sal. 119:165). w21.05 13 parr. 20-21
Martedì 30 maggio
La mia potenza è resa completa nella debolezza (2 Cor. 12:9)
L’apostolo Paolo si rendeva conto che tutto quello che riusciva a fare nel ministero lo doveva alla forza che gli dava Geova, non alla propria. Attraverso lo spirito santo, Geova diede a Paolo la forza di compiere pienamente il suo ministero nonostante persecuzione, prigionia e altri problemi. Anche Timoteo, giovane compagno di servizio di Paolo, dovette fare affidamento sulla forza di Dio per portare avanti il suo ministero. Timoteo accompagnò Paolo in alcuni dei suoi lunghi viaggi missionari. Inoltre fece altri viaggi perché Paolo lo aveva mandato a incoraggiare le congregazioni (1 Cor. 4:17). È possibile che Timoteo si sentisse inadeguato per quell’incarico. E forse proprio per questo Paolo gli disse: “Nessuno disprezzi la tua giovane età” (1 Tim. 4:12). In più, in quel periodo Timoteo aveva la propria spina nella carne, cioè dei “disturbi di cui spesso [soffriva]” (1 Tim. 5:23). Ma sapeva che, grazie al suo potente spirito santo, Geova gli avrebbe dato la forza di cui aveva bisogno per predicare la buona notizia e servire i fratelli (2 Tim. 1:7). w21.05 21 parr. 6-7
Mercoledì 31 maggio
Abbi cura delle tue pecore (Prov. 27:23)
Chi dà consigli dovrebbe tenere presente il principio di Giacomo 1:19: “Ognuno dev’essere pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento ad adirarsi”. Un anziano potrebbe pensare di conoscere già tutti i fatti. Ma è davvero così? Proverbi 18:13 ci ricorda: “Rispondere a una questione prima di aver ascoltato i fatti è stolto e umiliante”. Quindi è meglio chiedere come stanno le cose direttamente alla persona. Ed è fondamentale ascoltare prima di parlare. L’anziano potrebbe chiedere: “Quali problemi stai affrontando in questo periodo?” “Come posso aiutarti?” Se gli anziani si prendono il tempo di conoscere i fatti, è più probabile che riescano a essere d’aiuto e a dare incoraggiamento. Per dare consigli in modo efficace non basta leggere qualche versetto o dare un paio di suggerimenti. I fratelli e le sorelle devono percepire che gli anziani si interessano di loro, che li capiscono e che desiderano aiutarli. w22.02 17 parr. 14-15