Lettera
“AGGIUNTA SULLA TRASFUSIONE DI SANGUE”
13 febbraio 1950
Caro fratello,
Rispondiamo alla tua lettera del 24 gennaio. Naturalmente, la proibizione di Dio a Noè e ai suoi discendenti di bere il sangue si riferiva solo agli animali inferiori, perché Dio autorizzò l’uomo a uccidere e mangiare la carne di quegli animali. Non autorizzò l’uomo a uccidere creature umane per mangiarne le carni come fanno i cannibali, e quindi non doveva dichiarare una legge che vietasse di bere il sangue umano o di operare trasfusioni di sangue da un organismo umano all’altro. (Genesi 9:1-6) Se la trasfusione di sangue umano secondo il metodo modernoa non era operata anticamente ai giorni di Noè o di Mosè, non c’era bisogno che Dio emanasse espressamente una legge contro di essa; proprio come egli non inserì nessuna legge contro il fumar tabacco nei suoi comandamenti per il popolo tipico. Ma questo non sostiene né dimostra che l’essenza fondamentale della sua legge non sia contro tali cose.
Quando Dio comandò ad Abrahamo di circoncidere lui stesso e tutti i maschi della sua famiglia, per tale operazione ci fu naturalmente un certo spargimento di sangue umano. (Genesi 17:9-14, 23-27) Ma tale versamento di una certa quantità di sangue umano non costituiva una trasfusione di quel sangue in altro organismo.
Tu dici che “in una trasfusione di sangue la persona che riceve il sangue è in gran bisogno d’esso; la trasfusione non è operata perché egli ne sia avido”. Come puoi tu affermare questo? Quando un medico dice a un paziente che deve subire una trasfusione di sangue altrimenti non potrà guarire e vivere, cosa provoca il dottore nel paziente se non un’avidità del sangue di un’altra creatura umana?
Non è affatto vero che “in una trasfusione di sangue, il donatore di sangue non rischi la vita”. Giusto recentemente un veterano della seconda guerra mondiale venne salutato come un eroe perché durante tre ore giacque accanto a una giovinetta affetta da una fatale malattia di sangue e il suo sangue fu fatto scorrere per le vene di lei mentre queste scaricavano il sangue malato nelle vene di lui. Malgrado questa trasfusione di sangue la fanciulla morì. Ma perché l’uomo fu salutato come un eroe? Il suo sangue fu pompato nel corpo di lei perché egli era guarito da una singolare malattia e il suo sangue era diventato dell’esatto tipo di cui i medici asserivano che abbisognasse la fanciulla malata. Ma mentre essi pretendevano che il sangue di lui potesse modificare il sangue di lei e farle superare la malattia, il veterano si espose a prendere la malattia di lei facendo pulsare il sangue di lei nel suo corpo. Perché mise così a rischio la vita, fu acclamato come eroe. È vero, l’uomo si offrì volontariamente in risposta all’appello lanciato dai sanitari per radio, ma per quale legge divina i medici han diritto d’esporre un uomo forte, pienamente sviluppato, alla morte per salvare la vita d’una giovinetta? E se il donatore di sangue fosse morto prendendo la malattia? Chi sarebbe dovuto essere ritenuto responsabile della morte dell’uomo?
Dalle agenzie d’informazioni sentirai principalmente parlare di presunti benefici e del valore della trasfusione di sangue; ma più di rado sentirai parlare dei danni ch’essa sta facendo in tutto il mondo. Ad esempio, The American Weekly del 29 gennaio 1950, a pagina 10, ebbe questo da dire sul rovescio dell’accaduto: “Salvaguardate le RISERVE DI SANGUE.
“Quello che molti sinceri donatori non sanno, tuttavia, è il fatto che il sangue che non è mai esente da germi potrebbe costare la vita che si intenderebbe di salvare. . . . Varie specie di virus, compresi quelli dell’influenza e della paralisi infantile, potrebbero esser presenti nel sangue o nel plasma scelto per la trasfusione, a meno che non venga esercitata la massima vigilanza. Similmente, tale sangue o plasma può avere germi che provocano malaria e altre malattie. O, potrebbe contenere sostanze proteiche che producono l’allergia, detta ‘allergene’. Queste sostanze possono produrre nel paziente che riceve la trasfusione eruzioni cutance, asma o asma del fieno. La signora Gilda Burlin, di Cincinnati, Ohio, fu così sicura d’aver preso la malaria in seguito a una trasfusione di sangue ch’essa citò il Servizio Trasfusioni dell’università di Cincinnati, presso il General Hospital, per $50.000. Essa dichiarò d’essere stata degente al Jewish Hospital nel 1947 e di aver ricevuto due unità di sangue dalla riserva del Servizio Trasfusioni. . . . Scientificamente, comunque, la trasmissione della malaria nel processo di trasfusione è possibile. È anche possibile che diverse altre malattie possano svilupparsi qualora l’apparato usato nella trasfusione sia infetto. Questo però viene accuratamente salvaguardato in tutti gli ospedali di prima categoria; ma possono darsi dei casi. . . . Il virus dell’epatite, o altri virus, non possono essere osservati col microscopio. Questo rende tale infezione un azzardo maggiore di quello originato da organismi batterici che sono più facilmente scoperti. . . . Oltre ad analizzare per la presenza di agenti che potrebbero causare malattie, la riserva di sangue deve mostrare che tutto il sangue donato risponde al suo tipo. . . . Un’altra importante suddivisione concerne il fattore Rh. . .. Se una persona con Rh negativo riceve una trasfusione con Rh positivo, specie se più d’una volta, gli effetti potrebbero essere gravissimi”.
Non essere dunque preso dall’enfasi con cui decantano le virtù “datrici di vita” del sangue umano, ma pensa anche alle qualità apportatrici di malattie del sangue. Di fronte a tali rischi, e in vista di tutto il male che vien fatto, non pensi tu che il patto eterno di Dio concernente la santità del sangue vieta anche la trasfusione del sangue umano? Se Dio vietò ai parenti stretti, come fratelli e sorelle, genitori e figliuoli, ecc., di sposarsi perché l’ereditarietà accresce le idiosincrasie umane della loro progenie le quali causano malattie, non pensi tu che Dio disapprova senza meno le trasfusioni di sangue con tutta la loro propagazione di malattie e di fatali proprietà ed eventualità? — Levitico 18:6-18; 20:11-21.
È liberamente ammesso che il fluido tratto da una persona avente un certo tipo di sangue può uccidere una persona d’un altro tipo di sangue. Se ora tu doni il tuo sangue e il tuo tipo di sangue uccide la persona che riceve la trasfusione, sei tu colpevole di omicidio? O sarebbe colpevole d’omicidio il medico o l’infermiere che ha praticato la trasfusione? Non saresti tu per lo meno complice di un omicidio? Oh, potresti dire, fu del tutto casuale, senza alcuna intenzione! Ma ricorda che nella nazione tipica d’Israele Dio riteneva le persone responsabili perfino per l’uccisione casuale d’un uomo o di una donna, per cui l’uccisore involontario doveva fuggire in una città di rifugio e rimanervi per sfuggire al vindice del sangue della persona morta. (Numeri 35:9-34) I Cristiani sono istruiti di essere anche più riguardosi della vita umana di quanto non lo fossero quei Giudei naturali
Per altri argomenti contro la trasfusione di sangue vedi le lettere che saranno pubblicate su La Torre di Guardia in aggiunta a quelle che hai già letto.
Con te per la causa della giustizia, ti salutiamo cristianamente
WATCH TOWER BIBLE & TRACT SOCIETY
a P.S. È narrato che il Faraone dell’antico Egitto faceva uccidere giornalmente 150 Israeliti e ne raccoglieva il sangue allo scopo di prepararsi un bagno di sangue per curare la sua terribile malattia.