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RomaniGuida alle ricerche
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it-1 “Debito, Debitore” par. 13
it-1 “Grecia, Greci” par. 42
it-2 “Sapienza” par. 21
w08 15/6 p. 30 par. 2
w08 15/7 p. 6 par. 13
km 7/05 p. 1
yb01 p. 16
w00 1/7 p. 11 par. 13
w96 15/9 p. 18 par. 9
w87 1/2 pp. 12-13 parr. 9-12
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Romani — Approfondimenti al capitolo 1Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (edizione per lo studio)
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sono in debito O “sono debitore”, “sono in obbligo”. Nelle Scritture i termini greci per “debito”, “debitore” e simili non si riferiscono solo a debiti di natura economica, ma anche in senso più ampio a obblighi e doveri. In Gv 13:14 (vedi approfondimento), il verbo greco tradotto “dovete” significa fondamentalmente “essere debitore”, “essere tenuto”, “essere obbligato”. Qui Paolo indica che aveva un debito con ogni persona che incontrava, un debito che poteva pagare solo parlandole della buona notizia (Ro 1:15). Era così grato della misericordia che gli era stata mostrata che si sentiva in obbligo di aiutare altri a beneficiare dell’immeritata bontà di Dio (1Tm 1:12-16). In pratica è come se Paolo dicesse: “Quello che Dio ha fatto per l’umanità e per me personalmente mi obbliga a predicare con zelo la buona notizia a chiunque”.
greci In questo contesto il termine “greci” usato in contrapposizione a “stranieri” non si riferisce necessariamente a persone native della Grecia o di origini greche, ma a chi parlava greco e aveva abbracciato la cultura greca, a prescindere dalla sua nazionalità. Usando l’espressione “con i greci e con gli stranieri”, evidentemente Paolo intendeva includere tutti. (Vedi l’approfondimento stranieri in questo versetto.)
stranieri O “non greci”. Nel rendere il termine greco bàrbaros qui usato, alcune traduzioni bibliche meno recenti riportano la parola “barbari”. La ripetizione “bar bar” nel termine greco suggeriva l’idea di balbettare, farfugliare o parlare in modo incomprensibile, perciò in origine i greci lo applicavano a stranieri che parlavano una lingua diversa. All’epoca bàrbaros non denotava inciviltà, mancanza di raffinatezza e di buone maniere, né denotava disprezzo. Semplicemente distingueva i non greci dai greci. Alcuni scrittori ebrei, come ad esempio Giuseppe Flavio, si includevano tra coloro che venivano identificati da questo termine. In effetti, anche i romani si definirono barbari finché non ebbero adottato la cultura greca. Pertanto è in questa accezione neutra che Paolo usò il termine bàrbaros in un’espressione che voleva includere tutti, cioè “con i greci e con gli stranieri”.
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